Cream Abdul-Jabbar, ovvero Robbie Avila il nerd sovrappeso nuova stella del basket americano

Ha incantato nel torneo di basket universitario “March Madness”. Non è un esempio di atletismo eppure va a canestro in ogni modo, ha un irreale 41% nei tiri da tre. Forse non ha il fisico per l'Nba ma per l'Europa sì

BUFFALO, NEW YORK - MARCH 19: Robbie Avila #21 of the Saint Louis Billikens looks on to pass the ball against Justin Abson #25 of the Georgia Bulldogs during the second half in the first round of the 2026 NCAA Men's Basketball Tournament at KeyBank Center on March 19, 2026 in Buffalo, New York. Gregory Shamus/Getty Images/AFP Gregory Shamus / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP

Se lo si vedesse per strada e poi si venisse a sapere che è un giocatore di basket Ncaa, e pure forte, si farebbe fatica a crederci. Robbie Avila (22 anni), oltre alle sue ottime qualità cestistiche, ha attirato i riflettori del basket americano anche per il suo peculiare aspetto fisico. Premessa: ogni anno negli Stati Uniti, nel mese di marzo va in scena la March Madness (Follia di Marzo)“, il torneo finale a eliminazione diretta del basket universitario americano. Sessantotto squadre si affrontano in partite secche da dentro o fuori: non c’è margine d’errore ed è celebre proprio perché piccole realtà sfavorite riescono spesso a eliminare le grandi superpotenze storiche.

Robbie Avila è proprio una delle sorprese che solo la March Madness e il basket collegiale possono regalare. Con la sua Università di Saint Louis ha appena perso al secondo turno del torneo contro gli strafavoriti Michigan Wolverines e adesso la sua carriera da giocatore collegiale è ufficialmente finita. Questo perché in Ncaa, le regole di eleggibilità sportiva prevedono in genere la possibilità di disputare quattro stagioni agonistiche nell’arco di cinque anni solari. Avila ha fatto tutta la gavetta, ma il suo nome si è diffuso soprattutto in questo che per lui è stato l’ultimo anno.

La storia e i mille appellativi di Robbie Avila

I soprannomi si sono sprecati: il primo, e forse più logico, è quello di “Larry Nerd” sia perché ha passato ben due stagioni ad Indiana State, l’università del leggendario Larry Bird, sia perchè con gli occhialoni che porta, sembra il classico nerd americano che della forma fisica se ne infischia. Altri sono comunque creativi: da “Milk Chamberlain” a “Cream Abdul-Jabbar”, fino ad arrivare al più attuale “College Jokic“. Fu segnalato per la prima volta nel 2021 all’assistente allenatore di Indiana State, Zak Bosvert, da un amico che allenava una squadra di liceo nell’area di Chicago, il quale però fece anche un avvertimento:

Non supererà la prova estetica, ma abbi pazienza“, ha raccontato proprio Boisvert che ora è assistente allenatore anche a Saint Louis.

Rendimento in campo

Nonostante le prese in giro, Robbie Avila ha fatto parlare il campo ottenendo non poche soddisfazioni e riconoscimenti. “Robbie è il collante per eccellenza“, ha affermato l’allenatore di Michigan, Dusty May. È uno dei migliori ‘decision-maker’ che abbia mai visto nel basket universitario per la velocità con cui riesce a elaborare e prendere le decisioni giuste, e mette la difesa in difficoltà in quasi ogni singolo possesso.” 

Un percorso in costante ascesa, culminato con il premio di Giocatore dell’Anno nella Atlantic 10 Conference. Avila ha chiuso tutte le sue quattro stagioni Ncaa in doppia cifra (dai 10.7 punti del debutto a Indiana State fino ai picchi oltre i 17 del secondo e terzo anno). In quest’ultima stagione, il suo tabellino è il manifesto perfetto del “Baby Jokic” menzionato prima: 12.8 punti, 4.5 rimbalzi, 4.1 assist e un irreale 41% dall’arco dei tre punti.

Come detto prima, dall’anno prossimo non potrà giocare a basket in un’università americana, quindi dovrà trovare un’altra squadra in cui giocare a livello professionistico per continuare a incantare il pubblico. La Nba sembra effettivamente un po’ troppo per un giocatore, sì dotato di grande tecnica, ma di pochissimo atletismo. La sua strada quindi potrebbe essere l’Europa, in cui il tasso tecnico è comunque alto e quello atletico decisamente inferiore. Di una cosa però possiamo essere certi: il suo talento, il suo pizzetto e i suoi occhialoni non passeranno inosservati e li rivedremo ancora da qualche parte.

 

Aspirante giornalista, appassionato di sport, in particolare della palla a spicchi

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