Arbitri, la restaurazione: addio riforma, non si fa niente. A rischio anche gli annunci allo stadio, non solo Open Var

Repubblica. L'unico aspetto su cui sono tutti d'accordo è che va eliminata la trasparenza. Si torna al passato, nessuno deve sapere nulla delle motivazioni delle decisioni arbitrali.

Gravina Figc Serie A Il sistema calcio italiano arbitri

Italian Football Federation (FIGC) President Gabriele Gravina attends a press conference at the team's base camp in Iserlohn, on June 30, 2024, after they were eliminated by Switzerland in a round of 16 match of the UEFA Euro 2024 football championship. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Arbitri, la restaurazione: addio riforma, non si fa niente. A rischio anche gli annunci allo stadio, non solo Open Var

Abbiamo scherzato. Ma quale riforma e professionismo d’Egitto. Nel mondo arbitrale soffia il vento della restaurazione. Quello rivoluzionario non c’è mai stato. Repubblica, con Matteo Pinci, scrive che la riforma non si farà, che il professionismo non arriverà. Tutte chiacchiere.

Scrive Repubblica:

Il professionismo può attendere. L’anno peggiore degli arbitri italiani non produrrà la nuova struttura immaginata dalla Figc. Al massimo, una riforma light. Il tavolo si è chiuso: tutto rimandato, perché troppo è ancora in sospeso, specie il futuro della Federcalcio. Legato, è inevitabile, agli spareggio per i Mondiali.

Scrive che la Figc

non ha la forza per imporre lo stravolgimento dell’Aia. In più i club sono divisi, e se Lotito e De Laurentiis si attestano su posizioni contrarie, pure quelli favorevoli pensano sia meglio non correre: «Non si fanno riforme a una settimana dai play-off», racconta in forma anonima uno dei partecipanti al tavolo.

Però sono tutti d’accordo: va cancellato Open Var, va cancellata la trasparenza.

Open Var rischia la cancellazione: gli arbitri sono offesi dai vertici che ammettono gli errori in tv. Ancora, le tv chiedono l’obbligo di diffondere tutti i dialoghi con la sala Var, per non essere accusate di occultare presunte verità scomode. Infine, potrebbero sparire anche announcement (la spiegazione dell’arbitro al pubblico) e ref cam (le riprese in soggettiva).

A questo punto è cominciata la battaglia per il prossimo designatore.

Alla Figc piace Roberto Rosetti, designatore Uefa, sostenitore di un Var meno invasivo, come piace ai club. Ma riportare il dirigente torinese in Italia è un’operazione difficilissima. Soprattutto nell’incertezza attuale. 

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