Salvini insiste: “Avanti sull’azionariato popolare nelle società sportive”
Nonostante lo stop di Lotito, il governo non intende lasciar cadere il disegno di legge che prevede l’ingresso dei tifosi come azionisti nei club sportivi professionistici.

Firenze 18/09/2020 - chiusura campagna elettorale Regionali Toscana / foto Image nella foto: Matteo Salvini
È oramai battaglia aperta tra Claudio Lotito e il mondo del tifo. È uno scontro in due atti: nel suo ruolo di senatore di Forza Italia, Lotito riesce a bloccare la legge per la partecipazione popolare nelle società sportive, a un passo dall’approvazione definitiva in parlamento. Nelle stesse ore però, come patron della Lazio, deve incassare una lettera di sfratto – sottoscritta da quasi 40mila sostenitori biancocelesti – che raccoglie firme prestigiose, tra cui quella del capo ufficio stampa di palazzo Chigi e dell’emissario italiano di Elon Musk.
“Questa legge è scritta con i piedi, io non la voto e non la deve votare neanche il centrodestra” aveva esordito il ciclone Claudio Lotito, il senatore di Forza Italia capace di convocare una riunione dei capigruppo della maggioranza e dettare la linea. Incassando una vittoria per 2-0. La proposta era stata approvata alla Camera nell’aprile del 2024, ferma in Commissione cultura al Senato per più di sei mesi e poi, grazie a una interlocuzione tra il ministro dello Sport Abodi e la maggioranza, sbloccata e inserita nel calendario dei lavori dell’Aula per la definitiva approvazione. Però nessuno aveva fatto i conti con l’esponente azzurro che fa fuoco e fiamme.
Ma il governo non intende lasciar cadere il disegno di legge che prevede l’ingresso dei tifosi come azionisti nei club sportivi professionistici.
A confermarlo sono il vice presidente del Consiglio e segretario della Lega Matteo Salvini e il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari: «La proposta per consentire l’azionariato popolare nelle società sportive, a partire dai club calcistici, è importante, ragionevole, già approvata dalla Camera e dalla Commissione con condivisione del governo. Auspichiamo possa andare avanti fino all’approvazione definitiva in Senato».
Quando è stato il momento di discutere la legge in aula, Forza Italia ha chiesto e ottenuto il rinvio a tempo indeterminato dell’approvazione del testo, con il voto a favore dei partiti di governo e contrario delle opposizioni. Una decisione presa nonostante il primo firmatario del ddl fosse proprio l’esponente di un partito di maggioranza, il capogruppo della Lega a Montecitorio Riccardo Molinari.











