A Gaza il pallone torna a rotolare, quattro squadre si sono affrontate nel quartiere Tal al-Hawa

Un giocatore ha dichiarato: “Al mattino, la gente cerca acqua, cibo, pane. Ma resta un momento nella giornata in cui si può venire a giocare a calcio e provare un po’ della gioia che si ha dentro di sé."

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Db Torino 17/09/2024 - Champions League / Juventus-Psv Eindhoven / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: pallone Adidas

Il calcio torna a Gaza. È stato disputato il primo torneo di calcio nel territorio da oltre due anni, soggetto a quella che l’Onu definisce genocidio. Quattro squadre si sono affrontate nel quartiere Tal al-Hawa, nella città di Gaza. Per questo torneo, la Federazione calcistica palestinese è riuscita a sgomberare le macerie di un muro crollato su un piccolo campo. Lo riporta So Foot.

Ha dichiarato uno dei giocatori, Youssef Jendiya:

“Al mattino, la gente cerca acqua, cibo, pane. La vita è un po’ difficile. Ma resta un momento nella giornata in cui si può venire a giocare a calcio e provare un po’ della gioia che si ha dentro di sé. Arrivi allo stadio senza diversi dei tuoi compagni… uccisi, feriti o andati a farsi curare. La gioia resta quindi incompleta.”

A Gaza torna il calcio

Reuters continua a raccontare:

“Su un logoro campo da cinque contro cinque, immerso tra edifici distrutti e macerie, i Jabalia Youth hanno affrontato l’Al-Sadaqa nel primo torneo di calcio organizzato a Gaza da oltre due anni.

La partita è terminata in pareggio, così come il secondo incontro tra Beit Hanoun e Al-Shujaiya. Ma gli spettatori non sono rimasti delusi, applaudendo e scuotendo la rete metallica vicino al Palestine Pitch, nelle rovine del quartiere Tal al-Hawa di Gaza City. I ragazzi si arrampicavano su muri di cemento spezzati o si affacciavano dai buchi tra le macerie per vedere meglio. Qualcuno batteva su un tamburo”.

Reuters poi spiega dove e come è stato possibile giocare:

“Il vecchio sito dello stadio Yarmouk di Gaza City, con 9.000 posti, che le forze israeliane avevano raso al suolo durante la guerra e utilizzato come centro di detenzione, ospita ora famiglie sfollate in tende bianche, affollate nel terreno marrone di quello che una volta era il campo.

Per il torneo di questa settimana, la Federazione calcistica è riuscita a liberare le macerie di un muro crollato su un campo di metà dimensione, installare una rete e ripulire i detriti sul vecchio campo sintetico”.

 

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