La stortura di una norma che penalizza il Napoli che ha con 174 milioni di liquidità e 190 di patrimonio netto positivo
L'analisi della Gazzetta dello Sport: la stortura è lampante, il Consiglio federale ha corretto la norma ma la modifica entrerà in vigore il 31 maggio

Mg Dimaro 22/07/2025 - amichevole / Napoli-Arezzo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis-Jacqueline Baudit
Il Napoli è incredibilmente penalizzato dalla nuova norma che gli impedisce di fare mercato. Norma peraltro introdotta dalla Lega Serie A di casini che era vicina a Lotito e De Laurentiis.
La Gazzetta dello Sport, con Marco Iaria, sottolinea la stortura di questa norma:
Al 30 giugno 2025 il Napoli disponeva di una liquidità pari a 174 milioni e vantava un patrimonio netto positivo di 190 milioni. Frutto degli utili via via accantonati, in parte reinvestiti nella squadra e in parte rimasti in cassa. Il Napoli, applicando un fair play finanziario ante litteram, è stato un modello di sana gestione, invidiato dalla concorrenza nel momento in cui è riuscito a coniugare ai massimi livelli i risultati economici con quelli sportivi (due scudetti negli ultimi tre anni). Una società siffatta potrebbe mai avere il mercato bloccato a causa del bilancio? Domanda retorica.
Eppure la realtà dice proprio questo. Da questa sessione di trasferimenti, infatti, fa fede l’indicatore del “costo del lavoro allargato”: le spese per
la rosa (stipendi, ammortamenti, commissioni per gli agenti) non possono superare l’80% (poi il 70%) dei ricavi comprensivi del player trading. La norma della Figc mutua il principio Uefa della sostenibilità, ma a Nyon viene compiuta un’analisi “qualitativa” che tiene conto di diversi fattori. C’è poi un aspetto tecnico da considerare.
Il Napoli, a differenza di quasi tutte le altre società, applica il criterio delle quote decrescenti per gli ammortamenti degli acquisti dei giocatori.
La stortura è talmente lampante che il consiglio federale, a dicembre, ha corretto le Noif – Norme organizzative interne federali – (…). Solo che la modifica entrerà in vigore per la prossima scadenza del 31 maggio 2026.










