Cucci: «I guai fisici del Napoli sono provocati anche da un evidente crollo psicologico» (Corsort)

Risponde a un lettore: «Conte ha perso non solo l’Intensità del gruppo ma la serenità propria. Della quale ha sempre avuto bisogno in una carriera di successi»

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Napoli's Italian coach Antonio Conte reacts during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Napoli at San Siro stadium in Milan, on January 11, 2026. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)

Sul Corriere dello Sport Italo Cucci risponde alla lettera di un lettore, Lucio D’Acunto, che scrive

Caro Cucci, mi perdoni l’autocitazione, ma ero stato a inizio novembre, ancora prima dello STRAPPO ad Anguissa, profetico. Dopo Torino – in realtà da tempo – il focus di tutti gli addetti o presunti tali ai lavori è incentrato sulla infelice preparazione atletica del Napoli.Non è da attribuire alla preparazione estiva la causa dei numerosi infortuni muscolari che hanno falcidiato gli azzurri. Tranne Lukaku, distrazione muscolare alto grado, e Meret, frattura metatarso da stress, non c’erano stati infortuni o problematiche serie. Buongiorno era stato operato e faceva riabilitazione e riatletizzazione, idem per Gutierrez che era arrivato negli ultimi giorni di mercato estivo. Le problematiche sono giunte, purtroppo, quando si è dovuto gestire il lavoro settimanale col doppio impegno. Criticare Conte a li- vello tecnico e tattico è – ribadisco – stucchevole. È un vincente in quanto parlano i risultati, i fatti. Come d’altro canto i dati storici del mister nello gestire atleticamente la rosa di giocatori a propria disposizione sono inversamente proporzionali. Oggi come oggi, con gli staff tecnici molto ampi e con le 5 sostituzioni, risulta essere difficile non fare lavoro personalizzato oltre che turnover vero, soprattutto in rose dove il range tra il calciatore più forte da quello meno forte è minimo. Poi cosa importante – che non viene sufficientemente sottolineata e mi chiedo il perché, da chi è esperto in materia, che il turno infrasettimanale in Europa è da considerare per gli atleti che disputano tutta la gara come una sorta di allenamento ad altissima intensità.C’è differenza grossa di intensità e spreco di energia, purtroppo, tra il nostro campionato e le partite europee soprattutto per le tante micro pause che ci sono e il poco gioco effettivo. Il giorno seguente deve essere veramente – e sottolineo veramente – di lavoro defatigante, e il giorno seguente ancora la cosiddetta rifinitura che poi è anche lavoro di “velocità” applicata al calcio deve esse- re dosata al massimo in quanto è caratterizzata da vari tipi di accelerazioni e decelerazioni (gli scatti sul breve) e cambi di direzione con “sterzate” varie. Una serie in più una serie in meno di questi esercizi a secco come si dice in gergo fanno la differenza come il giorno e la notte. Io ho avuto il piacere e la fortuna di aver frequentato e avere preso il Master in Posturologia Clinica e Applicata alla facoltà di Medicina e Chirurgia a Napoli (Federico ll) anni fa e tra i tanti prof c’era Canonico. Come ha affermato lui qualche giorno fa “la scienza non è democratica”. Come le dissi tempo fa negli ultimi 15 anni il Napoli ha sempre, tolto un paio di volte, affrontato il doppio impegno. Lo staff sanitario del Napoli è una Eccellenza e da anni è considerato una élite nel mondo del calcio. La- scio a lei le considerazioni da fare, con la speranza di averle dato una ulteriore ed oggettiva chiave di lettura. 

La risposta di Cucci

Vorrei che questa triste realtà, fotografata non con crudeltà ma con sicuro affatto, non diventasse un comodo alibi per qualcuno, a cominciare dall’allenatore che in realtà porta scritto anche in viso il dolore per la squadra che affonda. Al punto di usare una ondivaga metafora marina. Eppure qualcuno dovrà farsi carico di una crisi che non nasce dalla forza del destino ma dalla debolezza dell’impianto ampiamente prevista dal lettore D’Acunto a settembre. Per quel che mi riguarda, l’esperienza mi dice che i guai fisici sono provocati anche da un evidente crollo psicologico. Senza voler fornire attenuanti, dico da una vita che anche i predatori nerboruti possono avere una perniciosa fragilità d’animo. In fondo, anche il cuore è un muscolo. E da qui s’inizi la cura. Lo dico in particolare al Conte che ha perso non solo l’Intensità del gruppo ma la serenità propria. Della quale ha sempre avuto bisogno in una carriera di successi”.

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