Conte e il “vergognatevi tutti”: le piazzate erano scenografia, oggi sono parte del problema (La Stampa)
“Lui e Allegri enfatici seriali impegnati a farsi del male da soli. E un po’ anche a noi. Forse è meglio che salti la Juventus allo Stadium”

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: espulsione Antonio Conte
Antonio Conte grande protagonista di giornata sui quotidiani. La Stampa, con Giulia Zonca, dedica una lunga analisi alla sua reazione di domenica sera a San Siro, al suo «vergognatevi tutti». La squalifica è attesa in giornata. Dovrebbe partire dal recupero di Napoli-Parma (si gioca domani) e quindi per saltare la Juventus dovrebbe avere tre giornate di squalifica. Gli arbitri chiedono una squalifica esemplare e una sanzione salata.
Ecco qualche stralcio dall’articolo de La Stampa:
Ora Conte aspetta due giornate di squalifica, non sarà quasi di sicuro in panchina contro la Juve e ci tocca chiederci pure se non sia meglio. Uno dei suoi ritorni allo Stadium, quando guidava l’Inter, è finito con un dito medio in faccia all’allora presidente bianconero Andrea Agnelli. Faida privata: i pregressi li conoscono, nel dettaglio, solo loro e pure in quella circostanza sono volate frasi pesanti da entrambi i fronti. Caso particolare, archiviato.
L’educazione, il rispetto, i toni, più semplicemente l’attenzione, la consapevolezza che le famose e stucchevoli «cose di campo», altre volte definite «attimi di frustrazione» vanno comunque costantemente aggiornati. Certe piazzate vissute come passione eclatante, magari, erano parte della scenografia, adesso sono un pezzo del problema. Uno dei motivi per cui sui campetti in provincia non si trovano più arbitri a furia di minacce. Non è una responsabilità di Conte, eppure definirsi «non pacifico», parole sue, non contribuisce al miglioramento della specie. Tutti sappiamo dare il nostro peggio e giustificarci per averlo fatto, chi ha incarichi d’eccellenza, soprattutto con grande visibilità e meritato ritorno, dovrebbe guidarci nel tentativo di non scadere nell’inutile brutalità o anche solo nella banalità di uno scenata dopo l’altra in nome dell’adrenalina. Non regge, indipendentemente dalle discussioni sul rigore, che comunque risponde a un’interpretazione codificata. Il Napoli morde, l’Inter fatica a riuscirci e infatti non ha ancora vinto uno scontro diretto, però convincersi che sbraitare a caso sia utile per costruire un gruppo è una sconfitta. È capitato ad Allegri, che ha rapporti diversi con i giocatori, ora succede a Conte: enfatici seriali impegnati a farsi del male da soli. E un po’ anche a noi.










