A margine della presentazione dello Sprint Festival: «Scendere domani sotto i dieci secondi? Se tutto va come deve andare, dico di sì»

Marcell Jacobs, oro olimpico a Tokyo, a margine della presentazione dello Sprint Festival a Roma ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei giornalisti presenti.
«I due ori vinti non te li regala nessuno»
Le parole del velocista italiano:
«Mi è un po’ mancata l’Italia, il cibo buono. Ho visto la pista su cui correrò allo stadio dei Marmi: è super performante, quando arrivi l’impatto è incredibile. Davvero lo stadio più bello del mondo. Però in questi mesi di allenamenti in America sono tornato in contatto con me stesso. In America serviva mettere un punto e ricominciare. Dovevo ritrovare la sensazione di essere felice, ultimamente non ero sereno in pista. Ora invece lo sono di nuovo. I due ori vinti non te li regala nessuno. Ti fanno capire che nella vita si possono raggiungere tutti gli obiettivi. Subito dopo due vittorie così però pensi “e ora che faccio?”, poi passano gli anni e capisci che l’atletica è la vita. Quindi tre anni dopo posso vincere ancora».
A chi gli chiede se domani nello Sprint Festival può scendere sotto i dieci secondi ha risposto: «Se tutto va come deve andare per come mi sto allenando dico di sì, poi vediamo se quanto fatto in allenamento lo traduco in gara».
Jacobs: «Sento il mio corpo cambiato»
Oggi iniziano le World Relays di Nassau, il trofeo iridato delle staffette che quest’anno avrà il sapore di un vero e proprio torneo preolimpico. All’Atlantis Resort di Nassau che ospita la delegazione azzurra, la Gazzetta ha intervistato Marcell Jacobs, il velocista italiano.
La cura Stati Uniti funziona anche in pista?
«Sono molto soddisfatto: tanto, da un punto di vista tecnico, in poco tempo è cambiato».
Cosa, per esempio?
«Qui si lavora molto sulla potenza, il giorno prima di una gara non si riposa, il riscaldamento non dura più di mezzora. I ritmi sono più intensi. Sento il mio corpo cambiato: sono fiducioso».
A distanza di una settimana, come valuta il debutto sui 100 di sabato scorso in 10”11?
«Positivamente: è stato solo un allenamento. Ho deciso di gareggiare pochi giorni prima, ero carico di lavoro. E ho fatto una partenza disastrosa».