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Osimhen perde la Coppa d’Africa, la Costa d’Avorio di Kessie vince 2-1 in rimonta

È proprio l’ex milanista Kessie a pareggiare la rete del di Troost-Ekong. Poi il gol decisivo di Haller. Niente da fare per la Nigeria

Osimhen perde la Coppa d’Africa, la Costa d’Avorio di Kessie vince 2-1 in rimonta
Nigeria's forward #9 Victor Osimhen (R) and Ivory Coast's midfielder #6 Seko Fofana react after picking up an injury during the Africa Cup of Nations (CAN) 2024 final football match between Ivory Coast and Nigeria at Alassane Ouattara Olympic Stadium in Ebimpe, Abidjan on February 11, 2024. (Photo by FRANCK FIFE / AFP)

Osimhen perde la Coppa d’Africa, la Costa d’Avorio vince 2-1 in rimonta.

Niente da fare per la Nigeria sconfitta in finale di Coppa d’Africa dalla Costa d’Avorio. La Nigeria ha chiuso il primo tempo in vantaggio 1-0 con gol di Troost-Ekong. Nella ripresa le reti di Kessie e Haller. È come se il Milan avesse vinto anche in Coppa d’Africa sul Napoli.

Osimhen ricordato dagli ex compagni

Victor Osimhen questa sera con la sua Nigeria si gioca la finale di Coppa d’Africa contro la Costa d’Avorio. Le Parisien sottolinea il suo apporto al torneo. Nonostante non sia stato il bomber della situazione, Osimhen ha comunque fornito assist e fatto giocare bene la sua nazionale.

Era già successo in passato, durante il Mondiale Under17. Allora Victor rubò gli occhi a Luis Campos, oggi consigliere del Psg. Da quel Mondiale poi ha girato mezza Europa, prima al Wolfsburg, poi al Cherleroi e infine a Lille. Le Parisien ha chiesto ai suoi ex compagni e allenatori che giocatore fosse Osimhen agli inizi della carriera. Tutti concordano: era già un “prodigio” allora.

Guilavogui: «Era un diamante grezzo da affinare»

L’ex centrocampista del Wolfsburf, Josuha Guilavogui lo ricorda così:

«È stato abbastanza difficile per lui. Lasciò l’Africa giovanissimo (aveva 18 anni) per la sua prima esperienza in Europa. Arrivò a gennaio durante la finestra di mercato invernale in Germania. Passi dalla vita quotidiana di casa dove ci sono trenta gradi  a un paese che non conosci con temperature freddissime. Poi è arrivato al Wolfsburg con giocatori esperti nel suo ruolo (c’erano Mario Gomez e Divock Origi), poi ha avuto infortuni. Inoltre eravamo in difficoltà ed è difficile per uno staff lanciare un giovane in queste condizioni. Poi aveva già tante qualità. Era molto atletico e andava molto veloce. Non si è mai lamentato e ha lavorato duro per assimilare i concetti tattici che gli venivano chiesti. In allenamento abbiamo visto cosa poteva fare, aveva atteggiamenti che non mentivano. Victor era un diamante grezzo da affinare. Non era arrogante, ma aveva quella sicurezza che a volte gli permette di segnare gol improbabili perché tira dove pochi provano a farlo».

Nicolas Penneteau: «Il nuovo Didier Drogba»

Anche il portiere dello Charleroi (2018-2019) ha parlato di Osimhen::
«È arrivato da noi in prestito con opzione di riscatto. Il suo primo allenamento, lo ricordo perfettamente. A fine mattinata ci siamo guardati con l’allenatore e abbiamo detto: dobbiamo tenerlo. Tecnicamente, Victor era al di sopra di tutto. Fisicamente aveva questa naturale aggressività sotto porta. Era completissimo, ci ha davvero impressionato. Abbiamo giocato bassi e lui ha costruito diverse azioni da solo. Io, quando giocavo lungo, lo cercavo ogni volta. O teneva la palla oppure la giocava sulle ali. Era molto forte nel gioco spalle alla porta. Era il nuovo Didier Drogba. Pochi mesi dopo, siamo andati a vederlo in Champions League con il Lille. Quando ha visto che eravamo lì, aveva le lacrime agli occhi».

Thierry Oleksiak: «Oggi quando lo vedo, vedo un leader»

L’ultimo che le Parisien ha intervistato è il vice allenatore del Lille tra il 2019 e il 2020, Thierry Oleksiak:

«Quando è arrivato da noi abbiamo deciso di lanciarlo subito contro il Nantes anche se aveva pochi allenamenti nelle gambe. Ha segnato tirando sotto la traversa. Chiude la partita con una doppietta nella quale dimostra quanto ritmo abbia. Aveva una grande generosità, sia in fase difensiva che offensiva. Sentivamo che stava spiccando il volo. Quando la stagione si è fermata a causa del Covid-19, era già diventata una macchina. Il campionato si è fermato nel momento sbagliato per noi. Per noi è stato un compagno di squadra decisivo. Oggi quando lo vedo, vedo un leader».

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