ilNapolista

Il caos Napoli sul Guardian: “situazione così complessa che sembra inutile cercare un precedente”

“Problemi più prevedibili rispetto a Barcellona, Bayern e Liverpool. Garcia scelta inspiegabile, Mazzarri disperata, Calzona non ortodossa”

Il caos Napoli sul Guardian: “situazione così complessa che sembra inutile cercare un precedente”
Db Riyad (Arabia Saudita) 18/01/2024 - Supercoppa Italiana / Napoli-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

La situazione del Napoli non passa inosservata all’estero, dopo un anno di bagordi anche mediatici. Jonathan Wilson sul Guardian inserisce la panchina azzurra tra quattro “grandi” d’Europa che in estate dovranno trovarsi un nuovo allenatore, assieme a Liverpool, Barcellona e Bayern Monaco. Considerato che dopo gli Europei anche parecchi ct saranno a piede liberi, per il Guardian sarà un periodo di grandi stravolgimenti. Ma la situazione del Napoli, scrive Wilson, “è così complessa che sembra inutile cercare di applicare un precedente“.

“I problemi del Napoli sono forse i più prevedibili. È un club che vive in costante agitazione, nel caos, e il compito di chiunque avesse sostituito Luciano Spalletti, che se n’è andato dopo aver vinto lo scudetto la scorsa stagione e ora è l’allenatore della Nazionale italiana, sarebbe sempre stato monumentale”. Ma “Rudi Garcia era comunque una nomina inspiegabile, mentre il ritorno di Walter Mazzarri a novembre appariva disperato. Sostituirlo per il resto della stagione con Francesco Calzona, che resta allenatore della Nazionale slovacca, non è ortodosso. Ulteriori cambiamenti arriveranno in estate, tra i più significativi la partenza quasi certa di Victor Osimhen”.

Il Guardian si dedica anche agli avversari di Champions del Napoli, il Barcellona. “Il debito di 1,2 miliardi di euro non è responsabilità del presidente Joan Laporta, ma lo sono le conseguenze dei suoi tentativi di affrontarlo. Vent’anni fa aveva risolto una crisi simile creando un circolo virtuoso, in cui il successo in campo generava ricavi e interessi allentando la pressione finanziaria e consentendo investimenti che portavano ulteriore successo, nel mezzo del quale ha nominato allenatore Pep Guardiola. Il tentativo di replicare quel momento di ispirazione con un altro centrocampista leggendario, immerso nelle tradizioni del club ma con poca esperienza come allenatore, è fallito. Sebbene Xavi abbia vinto il campionato la scorsa stagione, è diventato sempre più irritabile, spesso indignato dagli avversari che hanno avuto l’ardire di non far giocare la sua squadra, declamando i mantra del juego de posición senza sembrare in grado di adattarli alle circostanze o di instillarli nei suoi giocatori”.

“Le risorse sono limitate, ma Robert Lewandowski, che ora ha 35 anni, ha ancora due anni di contratto firmato nell’estate 2022. Definire un peso uno dei più grandi attaccanti della sua generazione quando è il capocannoniere del club in questa stagione è forse ingiusto, ma quando i soldi sono pochi – e lo sono ancora di più a causa delle quote di reddito svendute da Laporta per cercare di avviare il ciclo – non è l’ideale avere un giocatore in declino sulla trentina che divora una fetta significativa di reddito. E questo suggerisce una questione più ampia. Può darsi che l’egemonia del superclub, che resiste incontrastata da dodici anni, sia in pericolo. Uno dei motivi per cui la Champions League è sembrata così piatta in questa stagione è che, poiché il gruppo di nomi familiari ha vacillato, non c’è stato nulla che potesse sostituirli; almeno la metà degli ultimi 16, francamente, non sembrano molto belli”.

ilnapolista © riproduzione riservata