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L’Aia: «Rocchi da Rapuano all’intervallo di Napoli-Inter solo per il minuto di silenzio per Gigi Riva»

“Inaccettabili le accuse lanciate ieri sera, peraltro in forma anonima, tramite una trasmissione televisiva. Illazioni che non hanno alcun fondamento”

L’Aia: «Rocchi da Rapuano all’intervallo di Napoli-Inter solo per il minuto di silenzio per Gigi Riva»
Db Verona 21/10/2018 - campionato di calcio serie A / Chievo Verona-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: stemma Aia

Dopo le accuse rivolte da un arbitro di Serie A all’Aia e ai suoi dirigenti, arriva la risposta dell’Associazione. Questa mattina poi, alcune ricostruzioni, parlavano dell’intervento di Rocchi durante l’intervallo di Napoli-Inter, finale di Supercoppa, su Rapuano. L’Aia smentisce che Rocchi sia sceso a redarguire l’arbitro per il metro di giudizio adottato.

La nota dell’Aia

Riteniamo inaccettabili le accuse lanciate ieri sera, peraltro in forma anonima, tramite una trasmissione televisiva. Si tratta di illazioni che non hanno alcun fondamento concreto. Smentiamo ricostruzioni su discesa Rocchi nell’intervallo di Napoli-Inter. Tale decisione è infatti legata, come è evidente, alla comunicazione all’arbitro dell’autorizzazione Figc ad osservare un minuto di silenzio per Gigi Riva“.

Continua ancora la nota firmata dal presidente Carlo Pacifici:

La gestione tecnica della Can, così come di tutte le altre commissioni Nazionali, si basa su precise valutazioni riferite alle prestazioni arbitrali. Se qualcuno ritenesse di avere elementi concreti su quanto dichiarato durante la trasmissione, da parte di una persona con il volto nascosto e la voce alterata, si faccia avanti e segua i canali ufficiali portando le prove“.

Noi – continua nella nota – confermando la fiducia a Gianluca Rocchi e a tutta la sua commissione, riteniamo che invece vi sia assoluta insussistenza delle accuse lanciate, volte solo a gettare un’ombra su un importante lavoro che si sta portando avanti. Riteniamo che se dietro a tale mossa ci fossero motivi di politica interna, sarebbe un fatto molto grave, perché questo significherebbe non volere bene a questa associazione“.

Rocchi ha detto a Rapuano parole che non erano complimenti. Ha ammesso l’errore di designazione

Rocchi ha detto a Rapuano parole che non erano complimenti. Ha ammesso l’errore di designazione. Lo scrive il Corriere dello Sport.

La direzione di Rapuano nella finale di Supercoppa italiana, pressappochista e di poca intelligenza arbitrale, ha avuto un effetto domino clamoroso. In un colpo solo ha: a) rimesso gli arbitri di serie A nella bufera, che solo una settimana fa la conferenza stampa di Rocchi aveva provato a mitigare; b) creato diversi problemi al suo designatore, che già lunedì sera all’Al-Awwal Park di Riyad non era affatto contento (le prime parole di Rocchi al suo arbitro non sarebbero state propriamente un complimento); c) riacceso il fuoco della battaglia politica interna che sta dilaniando la categoria, quest’ultimo forse il primo male degli arbitri in questa fase della loro storia; d) irritato non solo la Lega (cioè le società, basta ricordare la sottile e pungente ironia del presidente De Laurentiis) ma anche la Federcalcio, che guarda con sempre maggiore preoccupazione alla vicenda. Perché avere un calcio in ebollizione non fa bene a nessuno.

La designazione di Rapuano è stata sbagliata, l’avrebbe ammesso lo stesso Rocchi ai pochi confidenti dei quali si fida. Il repentino cambio di gestione disciplinare ha inciso sulla partita in maniera determinante, vanificando il piano che era nella testa del suo designatore. Una scelta, però, che aveva delle crepe in partenza, perché non si può far maturare un frutto contro natura. L’evidenza di questa verità era già presente a Riyad, sotto gli occhi di tutti, Rocchi compreso. Sono stati impiegati tre arbitri, La Penna (64 gare in A, 119 in B), Marchetti (28 in A, 25 in B) e appunto Rapuano (36 in A e 101 in B).

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