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I cartellini rossi di Mourinho sono una strategia intimidatoria studiata a tavolino (Repubblica)

L’accusa: “Il lato oscuro della Roma che nasconde il non gioco. Per il giuoco del calcio è meglio ripassare perché all’Olimpico si fa spesso tanto altro”

I cartellini rossi di Mourinho sono una strategia intimidatoria studiata a tavolino (Repubblica)
Roma 23/12/2023 - campionato di calcio serie A / Roma-Napoli / foto Image Sport nella foto: Jose’ Mourinho

Repubblica analizza il gioco della Roma e scopre che non c’è. Anzi, adesso ne ha la certezza. La prova del nove l’ha fornita Mourinho con l’ennesimo rosso rimediato in panchina, peraltro a partita praticamente finita. Alla fine di Roma-Atalanta, lo Special One ha visto davanti a sé il cartellino rosso estratto dall’arbitro Aureliano. José si stava lamentando di un mancato fischio ai danni di Lukaku.

Mettendo le tessere del puzzle al loro posto, Repubblica scrive:

E sono sette. I cartellini rossi ricevuti da José Mourinho da quando siede sulla panchina della Roma. In meno di tre anni. Se non è record, poco ci manca. Per la quarta volta in stagione (ottava se contiamo anche l’Europa League) la Roma non avrà il suo allenatore in panchina. Una modalità studiata a tavolino. Un pantone di reazioni scomposte che da tre anni ha messo la Roma nel mirino degli arbitri. Una modalità intimidatoria studiata a tavolino, soprattutto nelle partite in casa. Per creare quel clima da corrida, supportato dai 60.000 dell’Olimpico, utile a volte a ribaltare le partite. Il lato oscuro della Roma che serve a nascondere il non gioco dei giallorossi. Per il giuoco del calcio è meglio ripassare. Perché almeno all’Olimpico si fa spesso tanto altro“.

A supporto della tesi, il quotidiano riporta le parole di Gasperini che, costernato, non può far altro che accettare le difficoltà oggettive dei direttori di gara:

«Mourinho viene espulso ogni tre per due. Per me, arbitrare questo tipo di partite è complicato. Faccio fatica a lamentarmi di Aureliano. Penso sia impossibile arbitrare in modo sereno questo tipo di partite, non ci sono le condizioni».

Già prima del tecnico dell’Atalanta, Sabatini aveva lamentato lo stesso problema:
«Quello che succede quando si viene a giocare a Roma è veramente inaccettabile: tutta la panchina che si alza e va dentro il campo a ogni decisione arbitrale, anche il fallo laterale: e che volete che faccia l’arbitro?».

E per sgombrare il campo dall’accusa di cercare alibi, ecco il Bayer Leverkusen subito dopo la semifinale di Europa League persa proprio contro i giallorossi. Prima Demirbay: «Un peccato che uno stile di gioco come questo possa essere premiato in una semifinale di così alto livello. Uscire così fa male, molto male. Anche per il calcio. La Roma ha raggiunto il suo obiettivo in modo disgustoso». E poi Amiri: «Sono devastato. Non meritavamo di essere eliminati da una squadra che non ha niente a che fare con il calcio. Mi chiedo come sia possibile, questo non è calcio».

In campionato il Bayer è primo, la Roma ottava. Per il gioco del calcio a Roma, è meglio ripassare un’altra volta.

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