La sciatrice svizzera ha superato il periodo controverso: a Sölden ha vinto e ha parlato del rapporto delle atlete col ciclo mestruale

Lara Gut-Behrami (Lara Gut, Behrami è il cognome del marito: il calciatore), è una sciatrice che non smette di sorprendere. La Faz le dedica un ritratto alla campionessa svizzera. A 33 anni, non è stanca del circo bianco anzi, lo vive meglio oggi. È cambiata.
Quando Lara Gut irruppe sulla scena dello sci alpino a St. Moritz appena sedicenne – con un terzo posto nella discesa libera – arrivò al traguardo cadendo e con uno sci solo. Era il febbraio 2008.
Ha attraversato un lungo periodo controverso. Litigava spesso con i media.
Spesso aveva la sensazione di essere trattata ingiustamente; la pressione delle aspettative sembrava troppo grande per lei.
Quando a St. Moritz, ai Mondiali 2017, si ruppe il legamento crociato e il menisco del ginocchio sinistro, sembrava che la sua carriera fosse al crepuscolo.
L’atleta si ritirò dagli occhi del pubblico, cercò di ritrovarsi come persona. Nell’estate del 2018, Lara Gut ha sposato il calciatore Valon Behrami, con il quale stava insieme solo da pochi mesi, e si è trasferita con lui in Italia per condurre una vita più libera e fuggire dai confini della Svizzera.
La stagione successiva si è rivelata la peggiore della sua carriera, senza una sola vittoria e con solo due podi. Ma i tempi migliori dovevano ancora arrivare: ai Mondiali 2021 di Cortina è diventata due volte campionessa del mondo, in superG e in slalom gigante. E infine, nel 2022, ha finalmente ottenuto l’oro olimpico in Super-G.
Non doveva più dimostrare nulla a nessuno, né a se stessa, né tantomeno al pubblico.
La Faz ricorda i numeri di Lara Gut-Behrami: 350 gare di Coppa del Mondo disputate, 39 vittorie in quattro diverse discipline, sul podio altre 39 volte. Nel 2016 ha vinto la Coppa del Mondo. Otto Coppe del Mondo e tre medaglie olimpiche completano il portfolio.
Scrive la Faz:
L’atleta esperta ora si allena meno di prima. Ha iniziato ad allenarsi sulla neve due settimane dopo, in estate, perché sentiva di non aver bisogno di tante sessioni. Ha intensificato il suo allenamento fitness. Lavorare meno, ma a un livello più alto. Inoltre si prende più tempo per la fase di recupero. Il nuovo motto è: equilibrio tra lavoro e vita privata.
Anche tra una manche e l’altra nello slalom gigante non si allena più, ma si concede un po’ di tempo libero e va a dormire quando ne ha voglia. Un riposino all’apertura della stagione a Sölden alla fine di ottobre le ha dato l’energia necessaria per risalire dal quarto al primo posto. Ha poi trascorso il tempo aspettando di vedere se i suoi concorrenti l’avrebbero raggiunta, seduta per terra nella neve. Aveva il ciclo mestruale, ha poi spiegato, ed era per questo che si sentiva così esausta che le rimanevano solo le forze per arrivare al traguardo. La sua apertura su questo argomento le è valsa molti riconoscimenti. Anche Mikaela Shiffrin lo scorso inverno, in quanto atleta esperta ha ritenuto importante parlarne, anche per abbattere l’insicurezza e l’ignoranza tra i più giovani.