ilNapolista

Il Napoli ha 19 punti in meno, sepolto da una serie di errori gestionali (Condò)

L’analisi su Repubblica: “errori gestionali dei quali De Laurentiis si è assunto la responsabilità come se potesse essere diversamente”

Il Napoli ha 19 punti in meno, sepolto da una serie di errori gestionali (Condò)
Db Napoli 15/12/2013 - campionato di calcio serie A / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Il Napoli ha 19 punti in meno, sepolto da una serie di errori gestionali. È quel che scrive Paolo Condò nella sua consueta analisi su Repubblica. Il Napoli campione conta 19 punti in meno rispetto a un anno fa, sepolto da una serie di errori gestionali dei quali De Laurentiis si è assunto la responsabilità come se potesse essere diversamente. La lotta per lo scudetto si svolge ormai su un pianeta lontano. Il resto non è semplice da interpretare, perché se le stranezze sono sempre successe — segno di maturità è capire di non poterle spiegare tutte — quest’anno si sta esagerando. L’unica squadra capace di battere sia l’Inter che la Juve — il Sassuolo — senza quei sei punti sarebbe largamente ultimo in classifica.

Il Napoli sembra un posto da cui tutti vogliono scappare

Il Napoli dà la sensazione di essere un posto dal quale tutti vogliono scappare. Lo scrive Vittorio Zambardino nel suo editoriale sul Corriere del Mezzogiorno, editoriale di cui pubblichiamo un estratto.

Va male, molto male. Inutile riscrivere qui cose che sono arcinote. Forma fisica scadente, gioco bizantino e orizzontale, un allenatore che non ha inciso – davvero, solo un grande affetto di chi guarda per vizio antico al passato poteva giustificare l’entusiasmo che ha accolto Walter Mazzarri. Il Napoli è uno studente che «si applica ma non rende» e questo è perfino peggio che se ci fosse una situazione di rivolta come ai tempi di Ancelotti.

Il Napoli dà la sensazione di essere diventato un posto dal quale tutti vogliono scappare. Un centravanti che ha il fiuto del gol gioca per sei minuti, e ovviamente si sta guardando intorno. La coppa d’Africa ci mette del suo. A proposito, la comunicazione del Napoli ha negato che Osimhen avesse avuto una «partenza-Lavezzi», anticipata grazie alla squalifica (cazzimma?). Ma è proprio ciò che è successo. Ed è un altro segno di regressione: dovevamo fare il salto verso il top club, si affonda verso i tempi di Reja e Donadoni e di una gestione di bottega. Ci facciamo piccoli.

ilnapolista © riproduzione riservata