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CorSport: il mercato della Roma non decolla, Tiago Pinto potrebbe diventare un capro espiatorio

Il general manager ritiene di essere poco stimato. Si trova tra due fuochi: Friedkin e Mourinho. Non può più sbagliare, ha tutto da perdere

CorSport: il mercato della Roma non decolla, Tiago Pinto potrebbe diventare un capro espiatorio
2022 archivio Image Sport / Calcio / Roma / Tiago Pinto / foto Image Sport

Il Corriere dello Sport dedica un pezzo alla posizione abbastanza scomoda di Tiago Pinto, general manager della Roma. Si trova a metà tra due linee diverse: quella dei Friedkin, che vogliono un “rafforzamento morigerato” e quella di Mourinho, “che punta ad alzare di un paio di categorie il livello tecnico”.

“Di solito chi sta nel mezzo oscilla tra incudine e martello: Tiago Pinto, anni 37 alla prima esperienza di plenipotenziario dell’area sportiva, è oggi due volte incudine”.

“Semplicemente, ha tutto da perdere”.

Lo scorso anno, dopo il mercato estivo, si diede 7,5 per le operazioni di mercato. Arrivarono Rui Patricio e Abraham, ma anche “delle costose scommesse”, come Shomurodov e Viña.

“Inoltre, ereditando un gruppo di contratti obiettivamente difficili, Tiago Pinto ha dovuto pagare alcuni giocatori perché se ne andassero, incassando zero dalle cessioni”.

“Cosa succederebbe se Tiago Pinto ripetesse un mercato del genere, con investimenti infruttuosi e cessioni morbide? Risposta ovvia: scontenterebbe sia i Friedkin, sia Mourinho, per non parlare dei tifosi. E magari rischierebbe la poltrona in quanto capro espiatorio”.

Tutto questo, continua il quotidiano sportivo, Tiago Pinto lo sa bene.

“Tutto questo lui lo sa. E soffre l’accerchiamento. Ritiene che non gli siano riconosciuti i meriti e che invece vengano sempre rimarcati i suoi errori. In sintesi: quando la Roma vince è per l’effetto Mourinho, viceversa la colpa è di chi non ha creato una squadra all’altezza. Ha sempre specificato di non smaniare per il successo personale ma nelle conversazioni informali sottolinea che Mourinho sia arrivato alla Roma su suo input. Dimenticando, forse, che poche settimane prima aveva affermato davanti a parecchi giornalisti di non voler assumere Sergio Conceiçao come successore di Fonseca perché allenatore accentratore, polemico, mediatico. Conceiçao”.

Ora Pinto si trova a dover gestire lo spinoso caso Zaniolo e 11 esuberi da piazzare.

“il responsabile è arrivato alla resa dei conti. In tutti i sensi: le «bugia», come si dice in Portogallo, hanno le gambe corte”.

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