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Gazzetta: i cinque cambi stanno diventando la riforma più importante dopo l’introduzione della Var

In questo avvio di campionato sette volte gli incontri sono cambiati con i subentrati dalla panchina. La Juve non ha ancora saputo sfruttare l’arma in più 

Gazzetta: i cinque cambi stanno diventando la riforma più importante dopo l’introduzione della Var

I cinque cambi stanno diventando la riforma del gioco più importante degli ultimi anni dopo l’introduzione della Var“.

Lo scrive Gianfranco Teotino sulla Gazzetta dello Sport, sottolineando come le sostituzioni abbiano inciso sul risultato di Rona, Udinese e Genoa nell’ultimo turno di Serie A: i gol sono arrivati da El Shaarawy, Samardzic e Fares, subentrati dalla panchina.

“In complesso, nelle prime tre giornate, sono stati nove gli incontri il cui risultato è cambiato nel finale, quasi un terzo del totale, e sette volte è successo grazie alle reti di chi si era alzato dalla panchina”.

Le sostituzioni non sono più

“soltanto una soluzione di emergenza, in conseguenza di infortuni o espulsioni, e nemmeno una pura iniezione di freschezza nei finali di partita. Da variante tattica del momento, sono diventate scelte strategiche talvolta studiate addirittura prima dell’inizio delle partite”.

Teotino sottolinea come l’Inter abbia saputo gestire le sostituzioni. E’ rimasta in inferiorità numerica negli ultimi minuti perché Inzaghi aveva esaurito i cambi al 68′.

Chi si oppone alla riforma sostiene che sia una misura che dilati la distanza tra i ricchi e i poveri del pallone, scrive Teotino, ma è curioso notare che la Juve non abbia finora saputo sfruttare l’arma in più.

“Sia a Udine sia a Napoli è stata raggiunta o superata nel finale e neanche con l’Empoli è riuscita a sfruttare la sua rosa, comunque assai più numerosa e qualitativa, per rimediare al gol preso. Una volta Allegri era considerato un mago delle sostituzioni: gli bastava un cambio di un uomo o di un modulo per risolvere le partite. Ma in questi due anni di assenza qualcosa, anzi molto, è cambiato. La tattica non basta più, ci vuole una strategia”.

 

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