Da Tuchel a Flick, i tecnici tedeschi dominano l’Europa (alla faccia degli italiani)

La metà esatta delle squadre rimaste a giocarsi la Champions sono allenate da allenatori tedeschi. Il Chelsea è un caso: 13 partite, 0 sconfitte e solo 2 gol subiti

tuchel su lukaku

Thomas Tuchel. Prima di tutto lui. Che ha preso il Chelsea e l’ha trasformato nella migliore difesa d’Europa, capace di incartare l’Atletico di Simeone e Suarez e poi di andare ai microfoni per ribadire il concetto: “Nessuno vuole giocare contro di noi”. Che è la verità. Tuchel è il nome che fa esplodere un trend già palese, in verità: il grande calcio europeo è in mano agli allenatori tedeschi. Hans-Dieter Flick col Bayern, Jurgen Klopp col Liverpool, Edin Terzic col Borussia Dortmund. La metà esatta delle squadre rimaste a giocarsi la Champions sono allenate da tecnici tedeschi. Altro che gli italiani, una volta famosi nel mondo per essere “i più bravi”.

I quotidiani inglesi (e ovviamente quelli tedeschi) celebrano Flick e Tuchel. Soprattutto “la tattica” di quest’ultimo: 9 vittorie e zero sconfitte in 13 partite, con soli due gol subiti, dal suo approdo sulla panchina dei Blues. Più che una scuola – i quattro tedeschi in Champions giocano in modi anche molto diversi – un vessillo piantato sulla più importante competizione europea. Partendo dal “gegenpressing” che ha contribuito ad etichettare il movimento, e poi muovendosi verso forme molto articolate.

L’anno scorso, poi, c’era anche il 33enne Julian Nagelsmann. E gli italiani? Era dal 2016 che la Champions non arrivava ai quarti senza nemmeno un allenatore italiano. E mentre la stampa internazionale fa la cronaca dei successi dei tedeschi in Italia consumiamo paginoni per imbastire il processo. Il calcio italiano, all’improvviso, si scopre inferiore. Anche in panchina.

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