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L’allenatore di Schwazer: “Contro di lui un complotto coperto a tutti i livelli, è un martire”

Sandro Donati: “Con un paio di mesi di allenamento sarebbe fortemente competitivo”, ma il marciatore assolto in tribunale resta squalificato fino al 2024

L’allenatore di Schwazer: “Contro di lui un complotto coperto a tutti i livelli, è un martire”

“Schwazer mosse accuse dirette contro i due medici della federazione internazionale. In quello stesso giorno, un’ora dopo, la Iaaf (la federazione mondiale di Atletica leggera) ordinò un controllo antidoping a sorpresa”.

Ora che c’è una sentenza del tribunale di Bolzano a sostenere le accuse che danni lo stesso atleta e il suo allenatore Sandro Donati, fanno ancora più effetto. Il marciatore è finito al centro di un complotto, ordito per screditarlo. “Hanno pagare il conto anche a me”, dice Donati a Rai-Radio 2.

Il tecnico è sempre stato un simbolo della lotta al doping e anche per questo il suo nome accostato ad una vicenda come questa ha sempre fatto uno strano effetto.

Il punto di partenza è stato colpire Alex per screditarlo e non rendere efficace la sua testimonianza e le sue accuse. Poi è diventato qualcosa di peggiore. La manovra è stata coperta a tutti i livelli. La mia realtà è diversa. Mi sono trovato come allenatore della Nazionale ad essere oggetto di tentativi di dopaggio di atleti a me affidati, mi ribellai e da qui è iniziata la storia che purtroppo non è finita. Non mi hanno fatto fare l’allenatore, ero responsabile della velocità e del mezzofondo veloce. Dopo le prime denunce di doping mi hanno esautorato per sempre. È un dato di fatto, emerge dalle indagini giudiziarie. I media hanno faticato a darmi ascolto e quando io dovevo subire le ritorsioni delle istituzioni sono stato lasciato solo”.

Schwazer è stato scagionato nel processo penale ma resta la squalifica sportiva fino al 2024. Per la quale Donati chiede l’intervento delle istituzioni sportive.

“Alex da tempo ha riacquistato serenità, equilibrio, ha retto bene anche con l’aiuto di una moglie eccezionale mostrando la tempra di un campione. L’aggressione che ha subito ha cancellato le sue colpe passate. È un martire per le sofferenze atroci che ha subito. Nonostante i 36 anni, Alex tiene molto bene, l’ho mantenuto su un allenamento al 60%, lavora 6 ore al giorno per mantenere la famiglia. Con un paio di mesi di allenamento sarebbe fortemente competitivo”. 

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