La Gazzetta: «La sottomissione alle curve difficile da estirpare»

“Se fossimo dei giocatori, non andremmo mai sotto la curva, né nella buona né nella cattiva sorte, ma non siamo giocatori”

La Gazzetta: «La sottomissione alle curve difficile da estirpare»

“Che si vinca o si perda, c’è sottomissione alle curve”, questo il commento di Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello sport, che riflette sulla difficile condizione di un giocatore e il rapporto con gli ultras, che non possiamo comprendere fino in fondo.

Analizza i casi dell’ultimo week end, partendo dalla bravata di  Bakayoko, Kessie con la maglia di Acerbi. 

“Cancelliamo Acerbi dalla storia, restano le immagini dei due milanisti sotto la Sud di San Siro, sorridenti e gaudenti con il trofeo di caccia nelle mani. L’errore è qui, nel flirt con la frangia estrema del tifo, la stessa che in caso di sconfitte e fallimenti urla ai giocatori «andate a lavorare» e li aspetta all’uscita dal parcheggio per contestarli e minacciarli”

Commenta poi la scena al fischio finale di Venezia-Foggia, una scena da Gomorra la definisce con

“I giocatori del Foggia sono andati a prendersi il perdono: sottomissione”

Ed la mesta scena dei giocatori del Genoa respinti dalla curva e attesi fuori dall’uscita dello stadio con cori e intimidazioni

 “Abitudini radicate, difficili da estirpare”

ilnapolista © riproduzione riservata