Jorginho al Guardian: «Non sono l’uomo di Sarri, mi rimprovera quando sbaglio»

Si difende dalle accuse dei tifosi del Chelsea: «Abbiamo un rapporto lavorativo, non vado a cena con lui né a casa sua. Accetto le critiche ma non le condivido»

Jorginho al Guardian: «Non sono l’uomo di Sarri, mi rimprovera quando sbaglio»

Jorginho rilascia un’intervista al Guardian. E deve difendersi dall’accusa di essere un protetto di Maurizio Sarri. Probabilmente perché l’ex centrocampista del Napoli è tra i più beccati sui social dai tifosi dei Blues. Anche perché è stato pagato moltissimo: sessanta milioni di euro.

«Sono un giocatore normale, come tutti gli altri – dice -. Non voglio essere speciale, va benissimo essere uguale ai miei compagni».

Dei tifosi e delle loro critiche dice: «Hanno il diritto di dire ciò che vogliono. Le loro critiche mi danno la forza di lavorare di più,  in modo da far cambiare loro l’idea che hanno di me. Pensano che sia l’uomo di Sarri, ma non è vero. Non sono il suo golden boy. Non vado a cena con lui né a casa sua. Quando sbaglio, mi urla e mi rimprovera come fa con gli altri. Voglio dimostrare ai tifosi perché piaccio a Sarri, voglio dimostrare loro che sono un buon giocatore e hanno torto ad avere quell’atteggiamento nei miei confronti. Accetto le critiche anche se non le condivido».

Jorginho prosegue nella difesa di sé stesso: «Il mio obiettivo è migliorare. Sono convinto che il gioco di Sarri possa funzionare in Inghilterra. È uno stile di gioco molto organizzato. Si basa su molto possesso palla e consente di controllare e vincere le partite, ma è normale che ci voglia del tempo. Anche Guardiola ha avuto problemi al suo primo anno, dunque perché non dovrebbe averli Sarri? Ripeto, abbiamo un rapporto esclusivamente lavorativo, professionale. Sono solo un giocatore che può aiutarlo ad attuare nel migliore dei modi il gioco che lui vuole».

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