Sarri: «Sono un sognatore, non cambio il mio modo di giocare»

Vibrante conferenza stampa: «Il Chelsea era abituato a vincere giocando in un altro modo. Ai tifosi chiediamo pazienza, stiamo provando a fare qualcosa di grande»

Sarri: «Sono un sognatore, non cambio il mio modo di giocare»

«Non ho attaccato i miei calciatori»

Attesa e intensa conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la sconfitta col Bournemouth per 4-0. Una conferenza vibrante in cui Sarri si è mostrato molto combattivo, per nulla arrendevole, ha ribadito la convinzione nel proprio modo di intendere il calcio. Una conferenza in cui sicuramente il tecnico toscano ha toccato le corde giuste. Domani il Chelsea tornerà in campo in Premier, giocherà in casa contro l’Huddersfield ultimo in classifica.

Sarri ha detto che «non è vero che ho attaccato i miei calciatori. Ho parlato con loro perché volevo che capissero. Poi sono andato subito a casa per rivedere la partita. Ho detto che forse non ero in grado di motivarli. Ci deve essere qualcosa che stiamo facendo in maniera sbagliata, e parlo in primo luogo dello staff. Fa parte del mio lavoro provare a cambiare mentalità».

«Sono un sognatore e voglio giocare il mio calcio. Se sono arrivato qui partendo dai dilettanti, è perché sono un sognatore».

«Il Barcellona ha vinto giocando il suo calcio»

«Non ho un Piano B perché voglio applicare molto bene il piano A. Non voglio cambiare qualcosa che adesso non funziona. Voglio vedere giocare bene il mio calcio e poi semmai cambiare qualcosa. Dieci anni fa il Barcellona vinceva tutto perché giocava molto bene il suo calcio. Io voglio giocare il mio calcio. Se è più difficile del previsto? Forse sì. Il Chelsea era abituato a giocare, e vincere con un altro modulo, giocando in contropiede. Ma possiamo migliorare, possiamo cambiare mentalità. Voglio che i miei giocatori giochino secondo la mia visione, ovvero il possesso palla e il controllo della partita».

«In Inghilterra la situazione è molto chiara, ci sono tre squadre al di sopra di tutte. In una, l’allenatore lavora nel club da cinque anni, in una da quattro e in una da tre. Il football inglese è nelle loro mani. Avevano un progetto e le società sono state molto pazienti. Bisogna lavorare per cambiare mentalità e andare avanti. Per me la situazione è molto chiara. Nella loro prima stagione in Inghilterra, Pochettino e Klopp erano a metà classifica».

«Ogni giorno, in allenamento, stanno migliorando. Come ho detto in conferenza stampa dopo il match, dobbiamo innanzitutto chiedere scusa i nostri tifosi perché il risultato è stato un disastro. Devono avere pazienza con noi perché stiamo provando a fare qualcosa di grande. Non è facile. Dobbiamo lavorare, dobbiamo migliorare, dobbiamo perdere partite, ma dobbiamo provare a fare del nostro meglio».

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