Guardiola gioca a tennis con Sarri: City-Chelsea 6-0

Più che una partita, è una mattanza. Quattro gol in 24 minuti, poi Guardiola dà l’ordine di non infierire. Sarri non gli dà la mano a fine partita. Peggiora il record (già suo) di sconfitta più ampia dell’era Abramovich

Guardiola gioca a tennis con Sarri: City-Chelsea 6-0

La Wounded Knee del Chelsea

La Wounded Knee del Chelsea. Finché è una partita di calcio, è un massacro. Una partita che sembra tra due squadre di diversa categoria, una di quelle amichevoli estive. Non appena accelera, il Manchester City di Guardiola va in rete. Ne segna quattro in 24 minuti, poi si ferma; altrimenti finirebbe quindici a zero. Nella ripresa ne segna due, di meno non riesce a fare. E dire che Guardiola fa anche esperimenti, non ha timore di schierare titolare Zinchenko terzino sinistro. Sarri si affida ai soliti, tranne Ross Barkley al posto di Kovacic. Finisce con Sarri che non dà nemmeno la mano a Guardiola a fine partita.

Sarri emula il suo idolo Francesco Moser che nel 1984 a Città del Messico migliorò il record dell’ora a distanza di pochi giorni. La sconfitta 4-0 in casa del Bournemouth era stata la peggior sconfitta dell’era Abramovich: mai i Blues, con la sua presidenza avevano perduto con quattro gol di scarto. Dieci giorni dopo, Sarri ha peggiorato il record portandolo a sei gol. E deve ringraziare Guardiola che ha fatto giocare il City solo 25 minuti.

È la terza sconfitta esterna consecutiva in Premier per il Chelsea. Che ne ha presi due dall’Arsenal, quattro dal Bournemouth e sei dal Chelsea. Nel 2019, fuori casa, in Premier, il Chelsea non ha ancora fatto un punto e nemmeno un gol. E a Napoli c’è chi si lamenta del rendimento esterno del Napoli di Ancelotti. In classifica il Chelsea è fuori dai primi quattro posti, a pari punti con l’Arsenal e scavalcato di un punto dal Manchester United che senza Mourinho ha dato vita una incredibile rimonta.

Tripletta di Aguero

Il primo gol arriva al quarto minuto, al primo tiro in porta. Ed è la sedicesima volta in stagione che il City va in rete alla prima occasione. Tutto nasce da una punizione sulla tre quarti per fallo da dietro di Jorginho su De Bruyne. Il belga serve Bernardo Silva che viene dimenticato da Marcos Alonso. Cross per Sterling: gol.

È l’inizio della mattanza. Al settimo minuto il Kun Aguero imita Milik, fa peggio di Milik. Sbaglia un gol fatto su assist di Bernardo Silva che si beve tutta la difesa del Chelsea, mette in mezzo dove Aguero deve solo appoggiare in rete ma incredibilmente calcia sul fondo.

Aguero, però, sa come riscattarsi. E lo fa al 13esimo con un gol meraviglioso. Un vero a tiro a giro. Un mix tra potenza e precisione che piega le mani a Kepa. 2-o dopo nemmeno un quarto d’ora.

Il Chelsea non supera la metà campo, di tiri in porta non ne parliamo. Al 19esimo arriva il 3-0. Ancora di Aguero. Retropassaggio di testa di Ross Barkley, il pallone arriva al centravanti argentino che di sinistro segna alla Gerd Mueller. Tre a zero e non siamo al ventesimo minuto.

Parlare del Chelsea è inutile, la squadra è spettatrice non pagante dello show del City di Guardiola. Al 25esimo arriva il 4-0 con un destro non irresistibile di Gundogan.

A questo punto arriva l’ordine di scuderia di Guardiola: fermatevi, sennò questa partirà entra nella storia del calcio inglese e non solo. Venticinque minuti in cui Fernandinho tiene una lezione a Jorginho sul ruolo di regista di centrocampo.

Con il City a bere un the, il Chelsea fa capolino nella metà campo avversaria. Higuain si fa persino apprezzare per un passaggio smarcante per Pedro che però viene chiuso da Ederson in uscita. Lo stesso Ederson devia in angolo un destro di Higuain. Il City non tira più in porta.

Torello nella ripresa

Il secondo tempo è un torello di 45 minuti. Comincia con una traversa colpita di testa da Aguero – ancora lui – su splendido cross di sinistro di de Bruyne. Al 54esimo Sterling si beve Azpilicueta stordito come tutto il Chelsea, il difensore non può far altro che stenderlo. È rigore, il primo fischiato in Premier contro il Chelsea. Va Aguero sul dischetto e spiazza Kepa. Ed è il giocatore ad aver segnato più triplette in Premier, ha eguagliato il record di Alan Shearer a quota undici.

Siamo appena all’inizio del secondo tempo che il City gioca col freno a mano tirato. Guardiola sostituisce Aguero al 65esimo con Gabriel Jesus. Il City fa accademia. Non affonda e fa bene. Rispetta l’avversario che è un pugile suonato. Ma non può fare a meno di segnare il sesto all’80esimo con Sterling.

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