Fiorentina-Napoli, un incubo ricorrente

Da Monelli a Cois, fino a Simeone. Quanti brutti ricordi. Riuscirà Carlo Ancelotti a farci dimenticare le tante umiliazioni subite e le dolorose sconfitte?

Fiorentina-Napoli, un incubo ricorrente

Non solo Koulibaly

Come se non bastasse il passato remoto a turbarci. Ora anche quello prossimo è foriero di incubi. Di cosa stiamo parlando? Di Fiorentina-Napoli, ovviamente. Non di grammatica, modi, tempi o di coniugazione dei verbi.

L’espulsione di Koulibaly e il tonfo dello scorso anno al Franchi, che hanno interrotto il sogno scudetto del Napoli 2017-2018, sono stati solo gli ultimi episodi traumatizzanti che riguardano le sfide tra viola e partenopei, nonostante qualche soddisfazione sia comunque arrivata (2009-2010, 2011-2012, 2013-2014 e 2014-2015). Ma per “noi post-maradoniani” (chi vi scrive è nato nel 1982 e Diego l’ha visto e vissuto poco, se non grazie alle videocassette), sono certamente di più i “pensieri funesti”, quando la memoria va a queste sfide. E persino i maradoniani hanno le loro mazziate da ricordare: il 3-1 con gol da centrocampo di Monelli e anche il 3-2 che certificò la fine del sogno scudetto nel 1988.

Tornando anagraficamente a noi, come dimenticare le pesanti sconfitte in serie, che potremmo definire umiliazioni, degli anni ’90 in particolare? E chi se li dimentica Batistuta e Baiano, ma anche Cois, Sottil, Marcio Santos, Edmundo, Robbiati e altri ancora. Tra il 1994 e il 1998 ne abbiamo resi felici tanti di giocatori viola.

Andando nello specifico, restano nitide nella nostra memoria le immagini dei successi di Batistuta (lui c’era sempre) e compagni del 1995-1996 e del 1996-97 (al Franchi finì in entrambe le occasioni 3-0 per la Fiorentina), ma soprattutto quelle del 1994-1995 e del 1997-1998 (il Napoli fu sconfitto 4-0). E come li vogliamo chiamare questi, se non incubi?

L’inutile vittoria che sancì la retrocessione

Altrettanto doloroso è, infine, il ricordo di un altro Fiorentina-Napoli, passato alla storia per la nostra disperazione: il primo del nuovo millennio. Si trattava dell’atto conclusivo del campionato 2000-2001, Edmundo stavolta giocava nelle fila azzurre. Il destino, in quel caso, è stato anche più crudele. Perché il ricordo non riguarda una sconfitta, bensì la vittoria più inutile e amara, forse, dell’intera storia del club partenopeo.

Come dimenticare quel gol di Edmundo, tanto bello quanto insensato, che ci regalò quel successo insapore (1-2)? Il Napoli retrocesse in Serie B quel giorno, alla fine di un campionato tutto sommato dignitoso, iniziato con Zeman in panchina e terminato con Mondonico.

Una serie infinita di incubi, con quelle maglie viola che vanno verso la porta del Napoli a tutta birra. O caratterizzati da quei movimenti “sinuosi” di Edmundo, che a nulla valsero, risultando ininfluenti sulla “causa azzurra”.

Ovviamente Fiorentina-Napoli non evoca solo brutti ricordi. Soprattutto brutti ricordi. È uno dei pochi campi, se non l’unico, su cui il Napoli di Sarri non ha mai vinto. Ma c’è anche la vittoria con Mazzarri fresco allenatore azzurro: rigore sbagliato da Quagliarella e poi gol di Maggio. Così come ci sono le due vittorie consecutive con Benitez. Anche se una costò un brutto infortunio a Lorenzo Insigne.

Speriamo che queste immagini felici tornino presto, con Ancelotti in panchina.

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