Da Juve-Napoli 3-1, gli azzurri hanno subito solo 8 gol (miglior difesa in Serie A)

Dieci reti incassate nelle prime sette giornate a una media di 1,4 gol a partita. Otto nelle successive diciotto, a una media di 0,4. Una sola rete subita nel girone di ritorno

Da Juve-Napoli 3-1, gli azzurri hanno subito solo 8 gol (miglior difesa in Serie A)

Otto gol in diciotto partite

Otto gol subiti in diciotto partite. Ossia meno di mezzo gol a partita. Per essere più precisi, 0,4 gol subiti a partita. È il ruolino di marcia difensivo del Napoli di Ancelotti dopo il 3-1 rimediato all’Allianz Stadium nella gara d’andata contro i bianconeri. Gara che, ricordiamo, terminò 3-1 con la squadra di Allegri che rimontò l’iniziale gol di Dries Mertens con una doppietta di Mandzukic e terza rete di Bonucci.

Da allora il Napoli, su diciotto partite, ne ha concluse undici senza subire reti: il 60% delle gare giocate. E soltanto in un’occasione, contro il Bologna, il portiere – in quel caso Meret – ha incassato due reti. Ovviamente i più scaramantici sono autorizzati a tutti gesti apotropaici di loro conoscenza. Ma la solidità difensiva del Napoli è un fatto. È una certezza per la squadra di Ancelotti che nelle ultime diciotto giornate di campionato è la formazione che ha subito meno gol di tutte. Dietro il Napoli, ci sono la Juventus con dieci, il Milan con dodici, l’Inter e il Torino con quindici.

In tutto il campionato – fin qui, venticinque giornate – il Napoli ha subito diciotto reti. Una media di 0,7 gol a partita. Media che risente delle prime sette giornate in cui gli azzurri hanno incassato la bellezza di dieci gol. Quasi un gol e mezzo a partita. Nelle prime sette partite, il Napoli ha viaggiato alla media di 1,4 gol a partita. E nelle successive diciotto la media è stata di 0.4. Un gol in meno a partita. Non male. Lo scorso anno, che fu un campionato straordinario, fu chiuso con ventinove gol subiti.

Inizio stagione disastroso dal punto di vista difensivo

Ricordiamo tutti che l’inizio della stagione 2018-2019, dal punto di vista difensivo, fu tutt’altro che perfetto. Una rete subita da Immobile a difesa schierata, uno contro tre; due dal Milan, di Bonaventura e Calabria, entrambi figli di un cambio gioco; e poi i tre della disastrosa trasferta di Genova contro la Sampdoria, gara in cui accadde di tutto: un gol in ripartenza da calcio d’angolo battuto dal Napoli, un altro – sempre di Defrel – su cross basso proveniente da destra e infine la perla di Quagliarella col tacco.

Allo Juventus Stadium il Napoli pagò lo strapotere di Cristiano Ronaldo che prima servì un cross delizioso a Mandzukic che di testa non si fece pregare. Poi, colpì il palo da fuori area e il croato ebbe gioco facile nel depositare in rete a porta vuota e infine Bonucci su azione di calcio d’angolo.

Di questi otto gol subiti nelle ultime diciotto partite, gli ultimi quattro il Napoli li ha incassati senza Koulibaly. Il primo, quello di Lautaro Martinez a San Siro, perché Kalidou era stata espulso per aver applaudito Mazzoleni. Episodio che ricordiamo tutti benissimo. Gli altri tre, quello di Immobile e i due di testa del Bologna con Santander e Danilo perché il senegalese era squalificato.

Un solo gol subito nel girone di ritorno

Nel girone di ritorno, in sei partite il Napoli ha incassato soltanto il gol di Immobile. E le ultime quattro – finite senza reti incassate – le ha giocate senza Albiol che è infortunato. Al posto dello spagnolo ha sempre giocato Maksimovic che a Parma è uscito a fine primo tempo ed è stato sostituito da Luperto. Ovviamente se il Napoli non subisce gol, il merito non è soltanto dei difensori, come ha più volte rimarcato Carlo Ancelotti. È merito di tutti e anche del grande lavoro svolto dagli attaccanti che svolgono un pressing efficace e fondamentale per il gioco del Napoli che è molto abile nel recupero della palla sulla tre quarti avversaria. Viene da sorridere, all’allenatore ma anche a chi segue con attenzione il Napoli, quando qualcuno parla di squadra senza identità. La verità e che il Napoli sta diventando, partita dopo partita, una formazione sempre più compatta. Ed è un lavoro che parte da lontano.

Lavoro che dà i suoi frutti a prescindere dai singoli. Delle sei partite del girone di ritorno, soltanto quella contro la Sampdoria è stata giocata da Hamsik che prima era infortunato e poi è volato in Cina. Quindi è una squadra che sta mutando il suo assetto tattico e per ora lo sta facendo senza subire scompensi.

Come scriveva ieri Fabio Avallone, il Napoli sta cambiando pelle senza affanni. E come ha detto Carlo Ancelotti nell’intervista concessa al Napolista, la crescita della squadra è soprattutto una questione mentale, di esperienza.

Ci sono alcuni giocatori più giovani che devono crescere, devono maturare. Alcuni sono arrivati quest’anno come Meret e Fabian Ruiz. Ma penso anche a Zielinski, allo stesso Milik. Devono arrivare al livello di affidabilità e continuità che hanno Koulibaly, Allan, Albiol, Callejon. Si deve riuscire a portare questo gruppo di giovani ad avere la stessa continuità dei più esperti.

Una fase di passaggio ma non, come ha detto Ancelotti, un anno di transizione. Una fase di passaggio in cui la squadra sta acquisendo certezze. A partire dalla compattezza difensiva.

ilnapolista © riproduzione riservata