Sentenza tragedia Acqualonga, l’Anm contro Salvini e Di Maio

Il Ponte Morandi supera il primo test. Anche l’Acquario di Genova contro Autostrade

Sentenza tragedia Acqualonga, l’Anm contro Salvini e Di Maio

Sono molto poche le notizie oggi sui giornali sulla strage del viadotto di Acqualonga (dopo la sentenza emessa due giorni fa) e sull’inchiesta relativa al crollo del Ponte Morandi di Genova.

In una nota, l’Associazione Nazionale Magistrati si dice sconcertata dalle dichiarazioni dei membri del governo dopo la sentenza del tribunale di Avellino sulla strage del bus del viadotto Acqualonga: “Ribadiamo la necessità che tutti i protagonisti del dibattito politico, specie se hanno incarichi istituzionali – queste le parole della Giunta Esecutiva riportate da La Stampa – rispettino le decisioni della magistratura. Le pronunce possono essere criticate ma non è corretto strumentalizzare vicende giudiziarie drammatiche”.

L’Anm teme che atteggiamenti del genere possano “delegittimare la giurisdizione” e “alimentare sentimenti di ostilità verso la magistratura” ed esprime “solidarietà e rispetto al collega (Luigi Buono, ndr) e a tutti i magistrati”.

Dopo l’assoluzione dell’ad di Autostrade Giovanni Castellucci, Salvini aveva commentato in una diretta Facebook: “Viene assolto qualcuno che ha la responsabilità dei morti”. Di Maio, invece, ha scritto sui social: “Il grido di dolore delle famiglie delle vittime per l’assoluzione di Castellucci lo capisco e mi fa incazzare. Toglieremo le concessioni ad Autostrade”.

Secondo Ottopagine la Procura di Avellino potrebbe avere in mente di aprire un’indagine sui momenti concitati seguiti alla lettura della sentenza. Sarebbero stati acquisiti dei video che ritraggono la rabbia dei familiari delle vittime e sarebbero al vaglio presunte minacce rivolte al giudice.

Le reazioni dei condannati

È Stylo24.it a riportarle. Sergio Pisani, legale di Gennaro Lametta, condannato a 12 anni di reclusione, annuncia di fare ricorso in Appello perché è da escludere la colpa del suo assistito: “Quell’incidente ha causato 40 vittime perché è mancata la manutenzione alle barriere, che Autostrade avrebbe dovuto assicurare”.

Ricorrerà in appello anche Giorgio Perroni, difensore di Autostrade. Il fatto che la sentenza sconfessi “l’ipotesi accusatoria in cui erano indagati tutti i vertici apicali della società, a partire dall’amministratore delegato” e che abbia registrato pene dimezzate rispetto alla richiesta del pm, spingerà l’ufficio legale della società a provare a “ribaltare questo verdetto e siamo sicuri di ottenere l’assoluzione di chi oggi è stato condannato ingiustamente”. Per i 12 imputati di Autostrade, lo ricordiamo, si sono registrate 6 assoluzioni e 6 condanne.

Un nuovo fascicolo per la Procura di Avellino

Intanto la Procura di Avellino, come anticipato dal Corriere.it due giorni fa, avrebbe già aperto un nuovo filone di inchiesta. Il reato ipotizzato è quello di disastro doloso e riguarda l’ipotesi che “i lavori di manutenzione effettuati sui vari viadotti autostradali campani non siano tali da rendere sicura l’infrastruttura”.

Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, gli inquirenti hanno però già sentito alcuni funzionari del ministero dei Trasporti e affidato varie consulenze per capire se su altre tratte i lavori di manutenzione fossero adeguati e ha affidato l’incarico al perito Andrea Demozzi che utilizzerà una tecnica all’avanguardia che si basa sull’utilizzo degli ultrasuoni.

L’indagine nasce da alcune dichiarazioni fatte da un perito nel corso del processo per il disastro di Acqualonga. Il tecnico riferì di aver richiesto al ministero dei trasporti le relazioni periodiche sullo stato del tratto autostradale e che dal ministero dissero di non averla mai ricevuta. Da qui il perito disse che poteva esserci il pericolo che la situazione di degrado presente sul viadotto di Acqualonga avrebbe potuto essere presente anche su altri tratti dell’autostrada. Sulla base di queste dichiarazioni il capo della procura di Avellino Rosario Cantelmo, chiese ed ottenne la trasmissione degli atti.

Anche per questo secondo filone di inchiesta, sul banco degli imputati dovrebbero finire i vertici di Autostrada per l’Italia, funzionari che – secondo l’accusa – non avrebbero vigilato sufficientemente sulla sostituzioni dei guardrail nei tratti più a rischio e sulla loro successiva efficacia in termini di sicurezza in caso di incidenti.

Il Ponte Morandi supera il primo test di stabilità

Superato il primo test sul Morandi. Ieri due giganteschi carrelli radiocomandati controllati da remoto, del peso di 31 tonnellate ciascuno, sono tornati a transitare sul moncone Ovest del ponte spezzato per testare la resistenza di ciò che resta del viadotto.

La prova di carico, racconta Il Secolo XIX, è stata effettuata posizionando ogni singolo carrello in postazioni prestabilite, in modo da poter misurare le deformazioni dei singoli impalcati del viadotto. Le misurazioni sono state effettuate con precisione millimetrica grazie ad un sistema ottico particolare.

Le operazioni proseguiranno oggi aggiungendo un contrappeso per ogni veicolo pari a 11 tonnellate.

L’Acquario di Genova contro Autostrade

Repubblica Genova scrive che l’attrazione turistica numero uno della città chiede ad Autostrade due milioni di risarcimento danni per il crollo verticale di visitatori e dunque di fatturato, nell’estate. L’Acquario sarebbe rimasto escluso dalle aree definite dalla Regione per i risarcimenti, perciò ha inviato una lettera di richiesta fondi direttamente ad Autostrade.

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