De Laurentiis è il miglior presidente della storia del Napoli. Ha un solo problema: la Juventus

Nove tifosi su dieci non lo tollerano perché dice la verità. Il suo Napoli sta facendo miracoli, ma c’è una squadra mostruosa. Ancelotti viaggia a 2,28 punti a partita.

De Laurentiis è il miglior presidente della storia del Napoli. Ha un solo problema: la Juventus
Aurelio De Laurentiis (foto Ciambelli)

È antipatico perché dice la verità

Non esiste persona più difficile, complessa, ma nello stesso tempo capace, cruda e sincera di Aurelio De Laurentiis.
Artefice di grandi intuizioni, talvolta imprevedibili, vedi l’ingaggio di Ancelotti, e non l’avrei mai detto io per primo, ma nello stesso capace di perdersi, talvolta, per questioni di lana caprina.
È nel suo carattere, di persona, ma pochi lo sanno, che nonostante il cognome che porta ha dovuto costruire le sue attività da solo e da zero.
Come per il Calcio Napoli.
Ed è il miglior presidente che il Napoli abbia mai avuto, grazie ai conti fin troppo in regola e alla grande continuità di risultati.
Però nove tifosi su dieci non lo tollerano.
Perché dice la verità.
E per questo risulta antipatico, nonostante abbia spesso ragione.
Perché basta una partita come quella di ieri sera per mandare tutto all’aria, per tornare a dire che Ancelotti è venuto a Napoli per guardarsi il panorama, per piazzare il figlio, fino ovviamente alle prossime vittorie quando tornerà a essere il nostro eroe.
Lui e tutti i calciatori in rosa, brocchi ieri sera, fenomeni fra una settimana.

Il vero problema, oltre a non avere equilibrio nel giudicare, è il non voler guardare i fatti, di non conoscere le aziende, i conti che le determinano, quelle che oggi sono diventate le società di calcio, in mano a sceicchi e multinazionali, che hanno capacità di investimento mille volte superiori al Napoli, l’unica a carattere ancora familiare, società che non si curano di acquistare un calciatore per novanta milioni, centoventi con l’ingaggio, e poi dopo due anni avere l’unico problema di non sapere dove piazzarlo, salvo poi investirne altri trecento subito dopo con il più forte in circolazione.

Il Napoli sta facendo miracoli, ma c’è la Juventus

Il problema del Napoli di questi anni, l’unico, è la Juventus.
Perché il Napoli, di per sé, sta facendo miracoli.
Perché qualsiasi altra squadra, al di fuori della Juventus, la partita di domenica con la Lazio l’avrebbe persa.
Invece, quando dal sessantesimo minuto è cominciata “la seconda partita”, in questo Allegri ha perfettamente ragione, al pari di quando censura chi parla degli “schemi” come unica soluzione per arrivare alla vittoria, è stato sufficiente mettere in campo altri cento milioni di calciatori tenuti a scaldare la panchina portando a casa il risultato, pur avendo subito l’avversario e giocando male.
In barba alla teoria che solo con gli schemi, tanto cari ai nostalgici dell’ultima ora, si vince.
Invece, guarda un po’, vincono ancora i calciatori forti, vince la tecnica, altrimenti Ronaldo non costerebbe trecento milioni e Messi cinquecento.

Perché il problema di ieri sera non è stato il Milan, ci sta di perdere contro la quarta forza del campionato, in fiducia da più partite, con una difesa molto forte e un centravanti al quale è andato tutto bene.
Il problema vero è la Juventus, perché da otto anni a questa parte in un modo o in un altro, ma in ogni caso sicuramente con merito, ha dato vita a un ciclo irripetibile, che sta facendo diventare molto più piccoli di quelli che sono i grandissimi campionati dei quali si sta rendendo artefice il Napoli e ancora di più quelli delle altre squadre.
Per capirlo, basterebbe solo guardare i numeri, che poi sono quelli che contano, che invece nessuno va a vedere, addetti ai lavori e non.

Il cammino del Napoli di Ancelotti è straordinario

Il Napoli di Ancelotti, quest’anno, ha una media di 2,28 punti a partita, un cammino straordinario, ma che sembra poca roba solo perché la Juventus ne ha presi 59 su 63, con una media di 2,81.
Il Napoli, per precederla, avrebbe dovuto vincerle quasi tutte, cosa che non si è mai vista nella storia del calcio.
Ecco da nove nasce la frustrazione, quella dei tifosi a anche dei calciatori.
Perché competere a questi livelli non è facile, avere fatto l’anno scorso 91 punti, 2,39 a partita, e non vincere nulla è stato avvilente anche per loro.
E alcuni, anche fra i più bravi, sono per questo alla frutta, prima nella testa che nelle gambe.

Il Napoli di oggi, quello di Ancelotti, che a leggere certi commenti sembrerebbe diventata la Casa del Buon Gesù, con la media punti attuale, prima del ciclo mostruoso della Juventus degli ultimi sette anni, quindi nei precedenti dieci, dal 2001 al 2011, ne avrebbe vinti nove.
Ripeto, il Napoli di oggi, con questo cammino che sta facendo storcere il naso a stampa e tifosi, sarebbe stato campione d’Italia nove volte su dieci.
E poi, riguardo ieri sera, ma questo è un altro discorso, sarebbe salvifica anche una buona dose di sportività, che sembra del tutto smarrita e che poi darebbe senso a tutto.
Invece ci siamo incattiviti anche a guardare lo sport.
Il Milan è stato bravo, ha meritato di vincere, tanti complimenti e arrivederci alla prossima partita.
Sarebbe bastato dire questo, bere una buona birra come succede altrove, e tutti a nanna felici e contenti.

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