Ancelotti ha reso trasformista il Napoli

Cagliari-Napoli, l’analisi tattica: il nuovo corso di Ancelotti ha introdotto le varianti, è come se il tecnico azzurro giocasse a scacchi con i suoi uomini.

Ancelotti ha reso trasformista il Napoli

Il Napoli a una punta

La prima grande notizia tattica di Cagliari-Napoli riguarda il ritorno del Napoli a una punta. Ancelotti ha preparato la trasferta in Sardegna affidando al solo Milik il peso del reparto offensivo. È un’idea che si percepisce già dalle formazioni iniziali, e che sarà confermata dallo schieramento in campo della squadra azzurra: Fabian Ruiz opera come trequartista alle spalle dell’attaccante polacco, non come sottopunta alla Insigne, perché il Napoli non si è schierato con un 4-2-3-1 puro, bensì con un altro sistema – quantomeno in fase di possesso palla.

Il campetto medio posizionale chiarisce questa dinamica, questa è la radiografia del Napoli mentre costruisce il suo gioco: due centrali difensivi, un terzino in posizione equilibrata (non prettamente difensivo, ma sicuramente non troppo proiettato in avanti), l’ormai immancabile doble pivote davanti alla difesa, quattro calciatori in linea alle spalle di Milik. Da destra a sinistra: Ounas, Fabian Ruiz, Zielinski e Ghoulam. In una settimana, Faouzi ha già cambiato il Napoli. Ovviamente, si tratta di una dinamica studiata già in precedenza, propedeutica perché l’algerino potesse avere un ruolo subito impattante nell’economia della squadra. Già contro il Frosinone avevamo assistito ad una soluzione simile, il Napoli impostava con un 2-3-4-1 proprio per aprire uno spazio importante sulla sinistra a Ghoulam.

È una dinamica che si è ripetuta ieri, solo che il gioco di Fabian Ruiz è stato diverso da quello di Insigne. Come abbiamo scritto prima, lo spagnolo si è mosso come rifinitore dietro l’unica punta, spostandosi prevalentemente sulla destra e creando i giochi associativi con Zielinski (che veniva a convergere in mezzo) e con Ounas. Sotto, un frame della partita che concretizza nella realtà questa chiave tattica.

Fabian Ruiz si associa a destra con Ounas, che non ha il supporto di Malcuit; Zielinski è strettissimo appena fuori area, praticamente agisce da trequartista centrale; con un cerchio giallo, segnaliamo l’area lasciata libera perché Ghoulam possa attaccare il fondo

Le parole di Ancelotti

Nel postpartita, Ancelotti ha spiegato che ha preparato la partita perché il Napoli la giocasse con grande intensità. Si è trattata di un’intensità orientata al possesso, alla creazione di connessione continue tra gli interni (il quadrilatero composto da Allan, Diawara, Fabian e Zielinski) e gli esterni Ounas e Ghoulam. Non a caso, il Napoli ha tenuto un orientamento equilibrato: 38% di azioni costruite a destra, 34% a sinistra. È la presenza di Ounas rispetto a Ghoulam a causare questo leggero dislivello: differentemente dal passato, Ghoulam non lavora più come fonte di gioco avanzata, come regista esterno. Lavora più come terzino di spinta.

Nell’immagine di sopra abbiamo visto come la manovra è stata costruita a destra, proprio per aprire spazio all’algerino. Quando dall’altra parte gioca Ounas, la sua capacità di venire dentro il campo con il piede forte rende più fluido lo sviluppo del gioco. Sotto, il report della Lega Calcio alza la percentuale dello sbilanciamento offensivo a destra, ma si tratta di una statistica riferita alle manovre puramente offensive:

Un cambiamento radicale rispetto allo scorso anno, ma anche a partire di questa stagione.

È in questo modo che il Napoli ha concretizzato il possesso, passando proprio da quella parte: 86 palloni giocati per Malcuit, 80 per Allan, 67 per Fabian Ruiz e 52 per Ounas. È la direttrice con cui Ancelotti ha provato a risalire il campo. Nel primo tempo ci è riuscito poche volte con assoluta pulizia, anche per merito di un Cagliari ben messo in campo e molto dinamico nella fase di contenimento. La squadra di Maran ha giocato benissimo lungo tutta la prima metà di gara, riducendo la produzione offensiva del Napoli ad appena 5 conclusioni.

Nel secondo tempo la musica è cambiata, la squadra di Ancelotti ha trovato le misure per alzare il baricentro e quindi il ritmo del suo possesso, e per concretizzare il piano strategico della partita. Al momento dell’ingresso di Mertens (al 62esimo), gli azzurri avevano tentato 9 volte la conclusione verso la porta di Cragno. Quindi, 4 tiri in 17 minuti. Il Cagliari ha resistito ma è stato costretto a investire le sue ultime energie. E allora Ancelotti ha scelto di andare in all-in nel finale di gara.

Sei attaccanti

Il Napoli, a un certo punto, schierava contemporaneamente Callejon, Fabian Ruiz, Zielinski, Mertens, Insigne e Milik. Con Allan a centrocampo. Insomma, sei giocatori in campo che hanno giocato come attaccanti, o comunque prettamente offensivi. In realtà si è trattata di una mossa della disperazione, dato che il Cagliari non aveva più la forza per ripartire e allora Ancelotti ha scelto di alzare più uomini possibili nella metà campo avversaria. Ha funzionato, perché la punizione che porta al gol di Milik nasce da una penetrazione centrale di Mertens in posizione di sottopunta o seconda punta. Il Cagliari si fa superare da un pallone a mezza altezza, Mertens può andare in percussione con Insigne che taglia internamente e Ghoulam sull’esterno, più Milik che tiene bassa la difesa. L’azione è partita così, poi c’è stato il fallo di Andreolli.

Tanti uomini oltre la linea della palla

Ancelotti ha presentato una versione non più riproponibile del suo Napoli. Ma solo per Callejon terzino destro, perché l’idea di una squadra iperoffensiva – con Zielinski-Allan doble pivote, Insigne a sinistra, Fabian Ruiz a destra, attacco a due Mertens-Milik – è ardita ma percorribile. Anzi, gli azzurri hanno giocato con uno schieramento simile contro il Chievo e il Sassuolo in casa. L’unica differenza sta nell’utilizzo di Insigne nel ruolo di laterale a sinistra di centrocampo, un po’ sacrificato, lontano dall’area di rigore. Però lo stesso Insigne ha dimostrato negli ultimi anni di saper lavorare come esterno in fase di non possesso, quindi per lui l’adattamento potrebbe essere meno duro del previsto.

Cos’è diventato il Napoli

Proprio questa riflessione ci spiega come Ancelotti abbia importato il (suo) calcio liquido al Napoli. Differentemente dal passato, il Napoli 2018/2019 è una squadra che rinuncia a qualche certezza tattica, frutto di spaziature e sincronismi mandati a memoria – ad esempio l’uscita dalla difesa in costruzione bassa passando dal centromediano che abbiamo apprezzato nel triennio di Sarri -, per sposare un approccio che varia di partita in partita. Alcuni principi di gioco sono rimasti immutati, soprattutto in fase difensiva, ma oggi Ancelotti cerca di determinare dei cambiamenti in fase d’attacco muovendo i giocatori sul campo, come se fossero pezzi degli scacchi.

Ecco che il Napoli modifica il suo assetto ad ogni match e all’interno di ogni match. Ecco che allora si percepiscono reali cambiamenti di modulo per cui lo spostamento di un calciatore coincide con un’alterazione visibile nello sviluppo del gioco. Ancelotti ha costruito una squadra apparentemente più casuale nella gestione della partita. Ma solo perché quello che abbiamo visto a Cagliari non è stato mai visto prima. E perché – come spiegato in questo report statistico – la scelta di tenere meno il pallone durante le manovre offensive rende più rapide le giocate alla ricerca delle occasioni-gol.

Attraverso l’inserimento Fabian Ruiz nello slot di Insigne, Ancelotti ieri ha chiesto ai suoi uomini di giocare in modo diverso. Anzi, forse da giorni preparava questa mossa e ha lavorato perché la sua squadra si evolvesse in qualcosa di diverso. È un Napoli trasformista e imprevedibile, meno sicuro in alcuni frangenti perché alla ricerca di un nuovo equilibrio ad ogni cambiamento. Ma che riesce ad essere devastante quando trova le misure del suo gioco, e riesce ad esaltare la tecnica dei suoi calciatori. Finora i risultati sono davvero positivi, nei numeri, nelle classifiche e nel rendimento/crescita di gran parte degli elementi della rosa. Ancelotti ha costruito una strada nuova, e la sta attraversando con assoluta sicurezza.

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