Ancelotti mostra il Napoli del futuro, quello con Ghoulam

Napoli-Frosinone, l’analisi tattica: un nuovo modulo in costruzione, per sfruttare la fisicità di Faouzi. E poi Allan, Hamsik e Milik centravanti classico.

Ancelotti mostra il Napoli del futuro, quello con Ghoulam

Il Napoli del futuro

A causa del risultato rotondo, l’analisi tattica di Napoli-Frosinone potrebbe sembrare superflua, una perdita di tempo, un esercizio non necessario. Errore da matita blu: il match di ieri anticipa ciò che potrebbe essere del Napoli del futuro. Per un motivo estremamente semplice, che ha un nome e un cognome: Faouzi Ghoulam. Il rientro del terzino algerino cambia completamente le prospettive di Ancelotti per quanto riguarda la fase di costruzione, crea nuove possibilità tattiche, amplia il significato di calcio liquido secondo il tecnico emiliano. Un’immagine fa subito capire cosa intendiamo:

I due difensori centrali del Napoli (fuori inquadratura) hanno impostato dal basso, c’è una linea da tre (composta da Hysaj, Allan e Hamsik) che ha due scarichi tra le linee (Zielinski e Insigne) e due esterni larghi per cercare la manovra in ampiezza. Milik resta unico riferimento in avanti

È una situazione ricorrente lungo il match di ieri al San Paolo (sotto, le posizioni medie del Napoli nel primo tempo confermano che non si è trattato di un episodio), ed è leggibile come 2-3-4-1 in fase di possesso. Ancelotti, in pratica, ha cancellato il 3-2-5 utilizzato in Champions per costruire dal basso e ha varato una nuova disposizione. Ghoulam è stato (e sarà) fondamentale per alimentare questa soluzione: il suo gioco sulla sinistra è ancora più offensivo rispetto a quello di Mario Rui, per una questione di pura fisicità. E allora ecco che la squadra di Ancelotti attacca in ampiezza su entrambe le fasce, non sfrutta Ghoulam come regista laterale ma fa partire l’azione a destra (il 43% delle occasioni) e poi arma le connessioni dall’altra parte, con i continui interscambi di posizione tra Hamsik, Zielinski e lo stesso Ghoulam.

La rappresentazione del 2-3-4-1

A destra, ieri, è toccato a Ounas. Più creativo palla al piede rispetto a Callejon, il franco-algerino ha messo insieme 6 passaggi chiave. È stato lo sfogo perfetto per Hysaj che, non a caso (leggi sopra), è stato il secondo giocatore per maggior numero di palloni giocati tra tutti quelli in campo (111 per l’albanese, 115 per Koulibaly). Alternando la costruzione su entrambe le corsie, il Napoli ha permesso ai suoi due laterali di centrocampo di avere lo spazio per creare numerose occasioni a palla scoperta. Dopo Ounas e i suoi 6 passaggi chiave, il secondo in questa particolare graduatoria è proprio Ghoulam.

Per dirla semplice: Ancelotti ha (aveva) già pensato a come sfruttare la debordante fisicità del suo miglior terzino sinistro. Ora ci sarà da capire quale sarà il contributo reale che Ghoulam sarà in grado di offrire nelle prossime partite, ma di certo l’inizio è stato incoraggiante. In questo senso, il match contro il Frosinone ha rappresentato un’occasione eccezionale per testare un ulteriore ampliamento rispetto ad un sistema fluido che il Napoli ormai interpreta con assoluta padronanza. Anche perché le certezze difensive sono ormai granitiche: con un veloce movimento ad elastico, il Napoli torna velocemente al 4-4-2 in fase passiva, a prescindere dallo schieramento di partenza in transizione. Sotto, il campetto posizionale che rende effettiva questa lettura.

Perché Ancelotti fa fatica a rinunciare ad Hamsik e Allan

Proprio in relazione al Doble Pivote, centro di gravità del 4-4-2, ecco l’altro punto tattico fondamentale di Napoli-Frosinone. La presenza di Hamsik e Allan, la coppia “titolare”, ha sorpreso un po’ tutti. Si pensava che anche almeno uno dei due centrocampisti centrali potesse essere coinvolti nel turn over in vista della gara con il Liverpool. Invece, Ancelotti ha scelto di non rischiare come fatto contro il Chievo, e non è solo una questione assoluta di qualità quanto di pure caratteristiche tecniche. In questo momento, il Napoli non ha due calciatori che interagiscono come Hamsik e Allan, per complementarietà di caratteristiche e intelligenza nelle letture.

Allan e Hamsik armano il contropiede

Oltre a quest’azione esplicativa rispetto alla perfetta aderenza dei due calciatori al gioco del Napoli, anche i numeri raccontano la loro imprescindibilità: in una partita semplice dal punto di vista difensivo, Allan è il miglior giocatore in maglia azzurra per numero di tackle (4); Hamsik, invece, è stato il migliore in campo per precisione dei passaggi (95% su 86 palloni), con 7 lanci lunghi riusciti su 8 tentati.

La coppia costruita da Ancelotti non è replicabile nella rosa delle alternative, perché Rog e Diawara – così come Fabian Ruiz e Zielinski – non possono garantire questo incastro di contributi tecnici e tattici. Contro il Chievo, in una partita similare a quella di ieri – fermo restando che la squadra di Di Carlo, soprattutto nel primo tempo, praticò un calcio molto più aggressivo rispetto al Frosinone, soprattutto in fase di ripartenza -, un doble pivote diverso, forse anche più offensivo (Diawara-Zielinski) fece molta fatica in fase di costruzione, non riuscì a trovare i giusti movimenti tra le linee.

Il Napoli riesce ad avere il completo controllo di sé stesso e della partita solo con Hamsik e Allan, e questa deve essere una cosa su cui riflettere per il futuro. Anche in sede di mercato, nel caso in cui gli altri centrocampisti della rosa non riuscissero a metabolizzare per tempo le nuove attribuzioni. Non è un caso che il Napoli abbia perso gli unici punti davvero “inattesi” senza Hamsik in campo, contro Sampdoria e Chievo. Contro Empoli e Sassuolo (le altre partite giocate senza Marek), sono arrivate vittorie non entusiasmanti a livello di gioco.

Milik

Chiudiamo con un piccolo rendiconto statistico su Arek Milik. Gli ultimi tre gol in due partite portano il polacco ad avere una media gol altissima: 7 reti per 728 minuti di gioco in campionato. Tradotto: una rete ogni 104 minuti. È la miglior quota del campionato, Piatek segna una rete ogni 114 minuti. Cristiano Ronaldo uno ogni 134. Insomma, le critiche per una (evidente) fase negativa lasciano il tempo che trovano, si infrangono sull’incontestabilità delle cifre. Il centravanti polacco, quando è in giornata, è una specie di perfetto esecutore. La rete al primo tentativo a Bergamo, ieri 35 palloni giocati, 5 tiri tentati verso la porta di cui 3 nello specchio. Con due gol segnati e un salvataggio incredibile di Ariaudo a tu per tu con Sportiello, nel finale di primo tempo.

Ancelotti sta lavorando molto anche con Arek, ieri appena 21 passaggi quando la sua media dello scorso anno toccava quota 30 ogni 90 minuti. Come si vede nella heatmap appena sopra, l’ex Ajax continua a muoversi molto per legare i reparti, ma sta via via diminuendo il suo apporto in fase di costruzione, guadagnandone in lucidità sotto porta. Forse sta nascendo un nuovo Milik centravanti più classico di quello che siamo abituati a immaginare, a ricordare. Vedremo quale sarà la sua evoluzione nelle prossime partite.

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