Il sospetto sui gilet gialli italiani per il blitz ad Autostrade

Una telecamera non è stata oscurata, erano una ventina ma è impossibile identificarli. Oggi la presentazione dei progetti per il Morandi

Il sospetto sui gilet gialli italiani per il blitz ad Autostrade

I protagonisti del blitz di sabato contro Autostrade al casello di Genova Est non hanno ancora un volto e neppure una provenienza certa, ma adesso si sa che erano venti: non sono riusciti, infatti, ad oscurare tutte le telecamere della società Autostrade. Ce n’è una rimasta attiva: anche se posizionata molto in alto, con immagini di qualità bassa che non consentono l’identificazione dei responsabili, almeno si è riusciti a determinare quanti ne erano.

Lo scrive oggi Il Secolo XIX, aggiungendo che gli agenti della Digos hanno acquisito i filmati e stanno indagando sul loro ambiente di provenienza.

Esclusa la matrice anarchica

Sarebbe già stato escluso che, dietro al blitz, ci sia una matrice anarchica o antagonista, anche perché non sono arrivate rivendicazioni. Dove guardare, quindi?

Pochi giorni fa, scrive Il Secolo, su Facebook è nato un gruppo che si definisce “Coordinamento Nazionale Gilet Gialli Italia”, dietro al quale ci sono Ivan Della Valle, ex deputato grillino poi allontanato perché accusato di aver truccato le cifre dei rimborsi, e Giancarlo Nardozzi, rappresentante di una parte degli ambulanti torinesi, sostenitore dell’attuale governo e un tempo al fianco del movimento dei forconi.

Sulle pagine del gruppo, ieri, è stato pubblicato – e poi rimosso, scrive Liguria Notizie – un link a un articolo sull’episodio di Genova Est: “Non una rivendicazione, certo – scrive Il Secolo XIX – ma la Digos diretta da Francesco Borré sta scavando anche in questa direzione”. L’incremento dei follower della pagina, aggiunge il giornale, è rapido: 150 all’ora, circa.

Venerdì sera, inoltre, aggiunge Liguria Notizie, è nata anche un’altra pagina Facebook, relativa all'”organizzazione politica” “Gilet Gialli” e ancora un’altra ieri, anch’essa denominata “Gilet Gialli”, un’organizzazione comunitaria.

Il Secolo parla di probabili nuove azioni contro Autostrade nei prossimi giorni.

Il giorno dei progetti

Scadeva oggi alle 12 il termine per la presentazione dei progetti di ricostruzione del ponte Morandi.

Una storia a sé, scrive Il Secolo XIX, che Autostrade per l’Italia abbia “già inviato il proprio progetto da giorni, onorando la convenzione”, anche se è esclusa per legge dalla ricostruzione.

Oggi non saranno presentati progetti “completi”, continua il quotidiano genovese: “ai partecipanti è richiesta la presentazione di un preliminare di fattibilità, che contenga le informazioni essenziali”, ovvero i tempi di realizzazione, il costo dell’operazione, la tipologia e l’entità delle interferenze legate alla costruzione. “In parole povere, le conseguenze sul circondario della demolizione e dell’installazione di un cantiere colossale”, scrive Il Secolo XIX.

Le aziende in corsa

Tra le aziende che hanno manifestato l’interesse a partecipare spicca la cordata tra Salini Impregilo e le aziende di Stato Fincantieri e Italferr, come abbiamo scritto nei giorni scorsi.

Tra gli altri nomi che hanno annunciato la propria partecipazione, ci sono alcuni specialisti di ponti, come la Cimolai di Pordenone, l’emiliana Pizzarotti e la Rizzani De Eccher, coinvolta, al momento, nella Mani Pulite del Nord Est.

Tra i maghi delle demolizioni, scrive ancora Il Secolo XIX, “dovrebbe essere della partita la Siag” oltre ad un’azienda austriaca con sede italiana, la Strabag. “Si attendono lettere anche da Leonardo e dal gruppo emiliano Fagioli”.

Sempre alle 12 di oggi scade la ricerca per individuare il project manager che vigilerà su ogni fase della realizzazione.

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