“Autostrade assassini”, assalto al casello di Genova Est

“Chi ha causato il crollo del Ponte Morandi, deve accollarsi i danni”. La consigliera dimissionaria di Atlantia risponde al Napolista

“Autostrade assassini”, assalto al casello di Genova Est

Dopo Parigi: Genova. Ieri pomeriggio, intorno alle 18.30, una quindicina di persone vestite di nero, alcune con una casacca fluorescente che ricorda quella della rivolta francese dei gilet gialli, armati di fumogeni e volantini, hanno preso d’assalto il casello di Genova Est.

“Autostrade assassini”

Hanno oscurato le telecamere di videosorveglianza per non essere ripresi, devastato la sbarra del Telepass, bloccato il traffico con i fumogeni e scritto con lo spray frasi in genovese (nu paghemmu ciu = non paghiamo più), contro Autostrade Spa. E anche: “Società Autostrade assassini”.

Il motivo della protesta? È spiegato nei volantini lasciati per terra: chi ha causato il crollo del Ponte Morandi deve accollarsi i danni e quindi non far pagare i pedaggi ai genovesi.

La Digos indaga ora su due possibilità: un gruppo anarchico, oppure militanti di estrema destra. Il fatto che non sia stata avanzata alcuna rivendicazione di matrice politica, però, fa crescere i dubbi. Certo è, scrivono i quotidiani oggi, che il commando conosceva bene la zona, la posizione delle telecamere e le vie di fuga.

Il Fatto su Lynda Tyler-Cagni

In un corsivo di Giorgio Meletti su Il Fatto Quotidiano si torna a parlare di Lynda Christine Tyler-Cagni, la consigliera indipendente di Atlantia che ha dato le dimissioni dalla carica per uno scontro con i dirigenti su un piano di benefit giunti a maturazione per il raggiungimento di obiettivi aziendali.

In pratica, si trattava di attribuire a circa 60 dirigenti, tra cui il presidente di Autostrade Fabio Cerchiai e l’ad Giovanni Castellucci, circa 90mila azioni di Atlantia per un valore complessivo di 1,6 milioni di euro: 20mila euro lordi all’incirca per ciascun manager.

La Tyler-Cagni aveva chiesto che i manager rinunciassero volontariamente alla distribuzione: dal momento che i benefit erano maturati dopo il crollo del Ponte, la consigliera giudicava non opportuna la distribuzione. Una motivazione etica, insomma.

La manager inglese, che in Atlantia presiedeva il comitato remunerazioni, ha fatto per oltre trent’anni il capo del personale in grandi aziende come Black & Decker e Ermenegildo Zegna, scrive Il Fatto: “Non è una sindacalista né un’intellettuale animata da sentimenti anticapitalistici”. Ha però eccepito che magari, sospendere la distribuzione dei premi dopo il Morandi “sarebbe stato un piccolo segnale di decenza”.

La risposta di Atlantia, invece, è stata che l’attribuzione dei benefit “è un diritto acquisito e quindi intangibile”. E la Tyler-Cagni se n’è andata sbattendo la porta.

“Imprenditori e manager italiani dovrebbero ringraziarla per aver sottolineato il vizio con cui il capitalismo italiano si sta suicidando: aver dimenticato la decenza, appunto, parola assente dai manuali di management ma chiara nel suo significato agli economisti come agli analfabeti”, scrive il quotidiano.

Lynda Tyler-Cagni risponde al Napolista e smentisce Il Sole 24 Ore

Abbiamo sentito anche noi la ex consigliera di Atlantia, intenzionati ad intervistarla su questo atto che sembra anche a noi rivoluzionario e indicativo, ancora una volta, della “sensibilità diversa” di Autostrade, ma la Tyler-Cagni ci ha riferito di essere troppo impegnata per rilasciarci un’intervista.

Ci ha però confermato la motivazione delle sue dimissioni e specificato un’informazione erronea pubblicata da Il Sole 24 Ore il giorno in cui è emerso pubblicamente l’addio della consigliera. Il quotidiano, infatti, nella sua edizione di quel giorno, scriveva che la consigliera “ha voluto che il motivo del suo addio alla compagnia venisse messo nero su bianco”. La Tyler-Cagni smentisce: “Il fatto di mettere nero su bianco le motivazioni delle mie dimissioni è stata una decisione presa dall’Azienda seguendo gli obblighi legali e non concordata con me”.

Dopo la peste il Morandi: gli ex voto dei sopravvissuti al crollo

Su Il Secolo XIX un ampio reportage sui santuari liguri in cui è presente anche il Morandi. Dopo il 14 agosto, infatti, al Santuario della Madonna della Guardia di Genova sono arrivate decine di messaggi ex voto.

Tra questi c’è anche la ricevuta di un Telepass, delle 11.30, che attesta l’ingresso a Genova Pra’ pochi minuti prima del crollo del ponte. Su di essa, un messaggio di una famiglia: Jacopo e Alessia, con mamma Ilaria ringraziano la Madonna della Guardia per aver “accompagnato via da quel ponte il nostro papà”, salvandogli la vita.

autostrade

Foto da Il Secolo XIX

C’è anche il messaggio di un poliziotto della Stradale: “Nel giorno del crollo, per grazia ricevuta, mi trattenevo in casa per mangiare insieme alla mia famiglia: ritardavo così qualche minuto e apprendevo al mio arrivo al comando la terribile notizia del crollo, quindi velocemente raggiungevo il luogo e prendevo parte alle operazioni di soccorso: nessun poliziotto del nostro comando rimaneva coinvolto”.

Foto da Primocanale.it

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