Giorgetti punge Malagò: «Nel Coni sono tutti del Circolo Aniene»

Continuano le schermaglie sulla riforma dello sport che prevede la cassa al Governo. «Il manager sarà scelto con un concorso internazionale»

Giorgetti punge Malagò: «Nel Coni sono tutti del Circolo Aniene»

“Sono competenti anche a Forlì”

Prosegue la battaglia tra Governo e Coni sulla riforma del mondo sportivo, riforma che prevede lo “scippo” della cassa da parte dell’esecutivo ai danni del comitato oggi presieduto da Giovanni Malagò. Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, ha rilasciato alcune dichiarazioni velenose nei confronti del presidente del Coni Malagò. La più dura è certamente: «C’è un’anomalia: se guardate le prime cariche del Coni, sono tutte persone che appartengono al Circolo Aniene. Sarà un caso, saranno bravi, ma magari c’è gente competente anche a Forlì…». L’Aniene è il circolo di Malagò. Anche se il Corriere della Sera – che evidentemente parteggia per Malagò – ci ha tenuto a precisare che “in realtà socio Aniene è solo il vice-presidente vicario Franco Chimenti, il più votato in giunta; mentre Alessandra Sensini, anch’essa vice, è tesserata in quanto ex atleta).

Manager scelto con concorso internazionale

Giorgetti si è poi dichiarato favorevole a una soluzione condivisa (senza però modificare il succo della riforma). «Pensate che lo sport italiano possa funzionare se Coni e governo sono in guerra?». Il leghista ha tracciato il profilo del manager di Sport e Salute spa che sarebbe la nuova organizzazione che gestirà i soldi. «un manager che individueremo attraverso un concorso internazionale.  Non è la politica che mette le mani sullo sport. Ho in mente una call nazionale, se non internazionale, in cui chi aspira a queste posizioni pre- senta la candidatura e viene scelto in base alla conoscenza sportiva e alla managerialità aziendale. In Italia abbiamo la necessità di dirigenti sportivi, anche all’interno delle Federazioni. È un grande buco nero. Lo sport è lo specchio del Paese e l’industria dello sport ha potenzialità inespresse: su questo bisogna costruire. Abbiamo la necessità di dirigenti sportivi».

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