Finirà con Ronaldo inseguito sulla Tangenziale di Torino come OJ Simpson?

È la Juventus più forte di sempre, come quella di Calciopoli. Chissà cosa bolle in pentola che ha determinato l’addio di Marotta

Finirà con Ronaldo inseguito sulla Tangenziale di Torino come OJ Simpson?
L'orma famoso inseguimento a Oj Simpson accusato di aver ucciso la moglie

Falli da dietro – Commento all’ottava giornata del campionato di calcio 2018/2019

Ritorno in Europa.

In Champions quattro vittorie delle quattro italiane.
L’Italia seconda nel ranking Uefa.
Non succedeva dal 2005.

Un segnale per ripartire.

Nonostante il caos interminabile in Federazione e in Lega.

Il nuovo Zoff

Al Dacia i friulani se la giocano.
E sfoderano un Simone Scuffet sensazionale.

Il nuovo Zoff.

Urlano sempre così a Udine, non appena vedono un ragazzo indossare i guantoni e andare fra i pali.

Il nuovo Zoff.

Così urlarono quattro anni fa quando questo ragazzone diciassettenne entrò per sostituire fra i pali il titolare Željko Brkić.

Una serie di prestazioni entusiasmanti. Impressionò tutti in Italia.
Impressionò anche mezza Europa.

Lo voleva l’Atletico Madrid.

E lui rifiutò. Perché voleva crescere in Friuli.

Ma l’esplosione definitiva tardava.

E così fu spedito per un po’ a Como.

Eccolo di nuovo fra i pali della squadra della sua città.

Eccolo contro la squadra più forte.
Eccolo di nuovo a esibire parate strepitose.
Contro Il manzo Croato. Contro Il Piccolo Principe bosniaco.
Contro il più grande al mondo.

Scuffet è tornato. Il nuovo Zoff. Forse.

La Juve più forte di sempre

Troppo superiori gli ergastolani.

Condizione atletica super. Bagaglio tecnico straordinario.
La perfezione.

Le vinceranno tutte in Italia.

Ma anche in giro per l’Europa non mi pare di vedere – al momento – chi possa impensierirli.

È la Juve più forte di sempre.

Come quella che finì dentro Calciopoli nel 2006.

Visto quei lampi a ponente nel cielo sempre più blu?

Cosa c’è dietro l’addio di Marotta?
C’entrano qualcosa i rapporti con Rocco Dominello, figlio di un presunto boss mafioso?

C’entra qualcosa il misterioso suicidio di Raffaello Bucci, anello di congiunzione tra società e tifosi?

A queste domande inquietanti ci darà una risposta Sigfrido Ranucci, conduttore di “Report” , il 22 ottobre.
In una attesissima puntata che si annuncia molto rumorosa.

Visto quei lampi a levante nel cielo sempre più blu?

C’entra qualcosa l’addio al Real del Più Forte del Pianeta con i guai con il fisco spagnolo?

C’entra qualcosa quell’addio con le agghiaccianti accuse di stupro che il Tribunale del Nevada riesuma dopo dieci anni, e che pare non sia un episodio isolato?

O dobbiamo prepararci alla sequenza di Ronaldo, come OJ, inseguito dalla polizia sulla Tangenziale di Torino?

Se c’è un legame fra i vari avvenimenti, lo dirà solo il tempo.

La serata di Ospina

Solo il tempo dirà all’Agnolotto qual è, fra le formazioni inedite, la più affidabile.

Dopo il goal d’apertura della novità Ounas falso nueve, troppe le occasioni sbagliate per stare tranquilli.

Tanto che alla fine il migliore in campo risulta David Ospina Ramírez.

Sì proprio lui, il colombiano timido dallo sguardo eternamente smarrito.

Che sembra voler ripetere fra sé e sè incredulo: “Ma dove cazzo sono?”.

Esibisce almeno due paratone che salvano letteralmente il risultato.

Interviene di piede.

Un po’ scoordinato, un po’ sgraziato, non proprio incantevole nello stile.

E sugli spalti è immediato il ricordo di Garellik, che l’Avvocato definì «Il più forte portiere del mondo. Senza mani, però».

Servirà il capolavoro del Pibe di Fratta, che fa secco il ragno nel sette, per appaciare gli animi azzurri in apprensione.

Roma e Inter

C’è da divertirsi al Mazza.

Un gol inaspettato. Un rigore sbagliato. Chances clamorose divorate da ambo le parti. Ritmi disumani.
Wandicardi alla fine fa la differenza .
Ma forse i Salesiani non meritano la sconfitta.

Non merita la sconfitta neanche nonno Aurelio al Castellani.

Un palo di Bennacer. Un rigore sbagliato – anche qui – da Caputo.
E poi tanto spreco.

Ci teneva il Nonno a far bella figura contro i suoi amati Sangue-Oro.

Ma gli errori si pagano.
E il Ciclope di Sarajevo, cinico e insensibile, a cinque minuti dal termine chiude il discorso.

È scontro diretto all’Olimpico per il mucchio di testa.

Undici squadre in tre punti alle spalle della capolista in fuga.

Gli aquilotti scacciano la mini crisi del dopo derby e della scoppola di Francoforte, grazie al solito immenso Ciruzzo il Torrese che decide una gara molto equilibrata.

Il magnifico Malcuit, la testa di cavolo giallo, avanza elegante sulla destra. Arrivato sull’out, pennella un cross perfetto al centro dell’area.

A ricevere, in maglia azzurra, lui.
Il Gordo.

Mi sveglio di soprassalto.
Mai più una cena con i peperoni d’autunno.

Un saluto a Charles. Il gigante piccolo dagli occhi di fuoco.
Non smise mai di raccontare l’Amore.
E l’amore per il suo sventurato popolo armeno.
Un saluto a lui, che è eterno. Come le sue canzoni.

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