As racconta la fine del mito del possesso palla: «In Liga, vince chi lo lascia agli avversari»

Analisi interessante del quotidiano spagnolo: nell’ultimo turno di campionato, sette vittorie su nove per le squadre con il dato di possesso più basso.

As racconta la fine del mito del possesso palla: «In Liga, vince chi lo lascia agli avversari»

Sette vittorie su nove

Un pezzo interessante, un’analisi tattica e delle tendenze. As prende spunto da una statistica sull’ultima giornata di Liga e racconta la morte di un mito: «Il possesso palla non è più quello di una volta. O di certo non porta con grande probabilità alla vittoria. Nell’ottava giornata di Liga, solo due delle nove squadre che hanno vinto la propria partita hanno tenuto palla più del loro avversario diretto. Nell’unico pareggio, il Valencia ha fermato il Barcellona sullo 0-0. Al Mestalla, la squadra di Valverde ha raggiunto una quota di possesso del 75%».

I racconti principali rispetto a questa teoria arrivano da Vitoria, Paesi Baschi, e da Bilbao. Nella prima città, il Real Madrid ha perso 1-0 contro il Deportivo Alavés, pur mettendo insieme il 70% di possesso palla; i Leones di San Mames, invece, hanno perso in casa per 3-1 contro la Real Sociedad pur toccando quota 69% di possesso palla. Tre indizi fanno una prova: anche il piccolo Betis ha tenuto il pallone più del grande Atletico Madrid al Wanda Metropolitano (percentuale del 64%), eppure Oblak è rimasto imbattuto. E la squadra di Simeone ha segnato l’unico, decisivo gol dell’incontro.

Un dato trasversale

La trasversalità del dato mostra come la tendenza a impostare un gioco di possesso non conosca le latitudini di classifica. O meglio: anche squadre di Liga senza grande pedigree hanno allenatori che provano a impostare un gioco vicino a quello dei grandi club. Una scelta non sempre funzionale, e che diventa una notizia quando porta a esiti così negativi. Soprattutto in Spagna, probabilmente il contesto tattico in cui il possesso ha raggiunto la sua massima espressione estetica e di risultati.

Curiosamente, anche il Napoli è reduce da una partita nata ed evolutasi si questi binari “nuovi”, per cui il possesso palla non è sinonimo di vittoria. Contro il Sassuolo, la squadra di Ancelotti ha tenuto meno il pallone rispetto all’avversario, i ragazzi di De Zerbi hanno toccato quota 55% di possesso. Eppure, i neroverdi hanno perso la partita. Anche contro il Milan il dato della Lega Calcio premiava i rossoneri per percentuale di possesso (47%-53%), questa statistica non trova riscontro su altri siti (Whoscored, per esempio), ma la sostanza delle cose non cambia. Al San Paolo, i rossoneri avevano una tendenza maggiore a un gioco ragionato di passaggi. Fin quando ha funzionato, bene; poi, però, la partita è finita diversamente.

Tornando alla Liga, ripetiamo: fa strano che la Spagna viva un momento difficile per le squadre che utilizzano il possesso palla come riferimento principale, come arma tattica. Però il calcio è in evoluzione, e tenere il pallone per tanto tempo non è (più) un dogma per vincere. In realtà non lo è mai stato, solo che per qualche tempo ci è stato raccontato così.

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