Renato Farina su Libero fa l’esempio di Ancelotti impunito “dopo aver bestemmiato la Madonna”

L’ex uomo dei servizi segreti usa l’allenatore napoletano per dimostrare quelli che definisce paradossi della legge italiana: Dio non si può toccare, la Madonna sì

Renato Farina su Libero fa l’esempio di Ancelotti impunito “dopo aver bestemmiato la Madonna”
Ancelotti (Carlo Hermann/Kontrolab)

L’uomo dei Servizi

Ci mancava l’agente Betulla (che poi non era Betulla), alias Renato Farina ex vicedirettore di Libero che ammise di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dai servizi segreti. Patteggiò e fu condannato a sei mesi di reclusione, pena poi commutata in una multa di 6.800 euro. Fu anche condannato in primo grado a due anni e otto mesi per falso in atto pubblico e in Cassazione al risarcimento danni di 130mila euro a Ilda Boccassini per quattro articoli diffamatori.

Farina è ovviamente uomo devoto. E su Libero scrive un articolo intitolato: “Dio non si tocca ma la Madonna si può bestemmiare”. L’agente Betulla, che poi pare non fosse l’agente Betulla (Pollari l’ex capo del Sismi rivelò che l’agente Betulla era un’altra persona e non Farina) comincia così il suo indimenticabile articolo:

Carletto Ancelotti ha perso 3 a 0 contro la Sampdoria, ma può essere soddisfatto: grazie alla sua prestazione dalla panchina si è appurato che in Italia si può maltrattare la Madonna con qualsivoglia epiteto, di solito poco fantasioso, senza correre il rischio di incorrere in sanzioni civili o sportive. Il regolamento calcistico come la giurisdizione generale, vieta sì la bestemmia, e squalifica calciatori o tecnici che in campo scarichino i nervi tirando moccoli contro il buon Dio. Invece – per analogia alla legge vigente in Italia – contro sua Madre, all’anagrafe Maria di Nazareth, si può anche sparare alla grossa.

“Perché citiamo Ancelotti”

Farina prosegue: “Perché citiamo Ancelotti? L’allenatore del Napoli, le cui labbra si sono mosse lasciandosi leggere da alcuni milioni di occhi, allo Stadio di Genova aveva espresso nei confronti dell’Assunta concetti simili a quelli dedicatigli anni fa, in numerosi stadi, a causa delle sue simpatiche, rosee guanciotte. Alla lunga si era giustamente stufato e pubblicamente lamentato. Non siamo fatti di ferro, le scudisciate a parole fanno male, magari non a noi che abbiamo il callo, ma ai figli dispiace”.

Farina scrive per informare che per la legge italiana le imprecazioni contro il Signore sono sanzionabili, quelle contro la Madonna e i santi no. E usa Ancelotti come esempio per evidenziare quelli che definisce i paradossi della legge italiana.

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