Ancelotti sta trasformando Insigne in un vero numero dieci

Italiano, al centro del gioco e leader tecnico. Finalmente un numero dieci coccolato dal suo allenatore. È stato Lorenzo a guidare la carica a Torino

Ancelotti sta trasformando Insigne in un vero numero dieci

L’alchimia dei numeri

Ed Ancelotti incartò i tribunali di pallone e ne fece una palla tanto grande da lanciare a mo’ di bowling sui birilli dei luoghi comuni. Tutti a ricercare l’alchimia dettata in numeri: 4-4-2; 4-2-3-1; 4-2-4: Cui prodest? A nessuno. Il gioco si interpreta non si esegue e questo avviene a prescindere di come si sta schierati in campo e finalmente abbiamo un numero dieci, Lorenzo Insigne, al centro del gioco, leader tecnico e fenomeno italico. Il Dalì di Frattamaggiore è passato dalle tempre agli oli, e adesso dipinge con pennellate romantiche che ricordano fuoriclasse di un calcio che veniva fuori dalle radioline, e lasciava immaginare i gesti sul prato verde.

Lorenzo si è fatto grande, sta sbocciando Magnifico, e con la sua spavalda umiltà si sta ritagliando la figurina di giocatore straordinario nell’album del calcio italiano. È vero che la trasferta di Genova ci ha tirati giù dal primo volo pindarico della stagione, e Belgrado ci ha lasciati in bocca un caffè acido ed amaro, ma a Torino si è visto altro.

A Torino una squadra sul pezzo

Si è vista una squadra sul pezzo, per niente in difficoltà e rigenerata nei numeri. Tutti utili alla causa e tutti preziosi persino Luperto reo di aver procurato il rigore in maniera goffa, ma anche proprietario del piede che ha dato via al primo goal e alla chiusura magnifica su Zaza. Questo Napoli ha riscoperto un calcio moderno con il vestito vintage, un allenatore pratico e camaleontico che mette un centrale per bloccare la fascia e scioglie Rog per tenersi Allan per gestire il finale.

Il numero dieci azzurro guida la carica e perpetua il sogno di entrare nella storia, con i compagni di squadra cattivi, come mai visti prima, che ruggiscono e lottano, si ribellano, persino al novantunesimo con i tre punti già belli ed impacchettati sull’aereo. Finalmente un numero dieci coccolato dal suo allenatore che è riuscito nella impossibile impresa di isolare il gruppo da ogni frenetico e frettoloso giudizio e sembra educarli da lontano con lo sguardo di chi già sa dove portarli.

Non è nato né sta nascendo l’ancelottismo poiché non può esistere; Non è morto né è svanito il sarrismo poiché esiste, ed è timbrato a fuoco nel cervello calcistico dei calciatori, ma di certo è nato il nuovo numero dieci azzurro ed ha la maglia numero ventiquattro. Lorenzo Insigne, l’unico italiano ad avere il giuoco del calcio nei piedi.

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