Corsport: «Il nuovo Var è stato utilizzato bene per la prima giornata»

Il concetto di “chiaro errore” e la verità del campo: il secondo anno di Var si apre con le polemiche, ma le nuove direttive arrivano dalla Fifa.

Corsport: «Il nuovo Var è stato utilizzato bene per la prima giornata»

Il nuovo protocollo

Il Corriere dello Sport presenta il nuovo Var. O meglio, ripassa il nuovo protocollo imposto dall’Ifab (anche) al calcio italiano, dopo la buona sperimentazione del Mondiale in Russia. Su queste pagine avevamo anticipato la rivoluzione da “passo indietro” del supporto tecnologico, affidandoci ad un post sul blog di Luca Marelli. Un avvertimento da parte dell’ex arbitro:

La modifica “regolamentare” più importante riguarda il protocollo, e la definizione di “chiaro ed evidente errore”. Il fine di questa modifica è impedire la review di episodi sospesi tra oggettività e soggettività, consentendo interferenze tecnologiche solo nel caso in cui l’arbitro centrale (od i suoi assistenti) abbiano commesso gravi errori che potremmo inserire nella casistica delle “sviste”. In pratica, ci saranno meno episodi rivisti col Var, soprattutto nelle aree di rigore

Insomma, Var ridimensionato. Per tutti, non solo per l’Italia. Solo che dalle nostre parti sono già partite le (solite) polemiche strumentali rispetto all’utilizzo del sistema.

La verità del campo

Il nuovo Var è stato utilizzato nel modo giusto durante Parma-Udinese. Scrive così il Corsport: «Gomito di Grassi sfuggito in campo, “chiaro errore”, OFR (On Field Review) e rigore dato all’Udinese. Per buona pace di tutti. Diversi i casi di Torino, Verona e Reggio Emilia, valutazioni che non hanno portato all’intervento dalla sala Var».

Il successo del Var in Italia è stato decisamente riconoscibile, tanto che Massimiliano Irrati ha capitanato la squadra degli arbitri “di sala” per la finale Francia-Croazia. Ora, però, si apre una nuova fase, che il Corriere dello Sport rimanda alla definizione di verità del campo: «Nicola Rizzoli, venerdì scorso a Coverciano, era stato chiaro, al limiti della ripetitività, per evitare interpretazioni fantasiose, puntualmente registratesi, soprattutto dopo Torino-Roma. “Vale la verità del campo, da quella bisogna partire”. Parlava di VAR, di come doveva e poteva essere usato ed invocato. Correttamente, nella fattispecie. di «chiaro errore». Il protocollo dovrà sicuramente essere migliorato e implementato, ma (ancora) prevede l’intervento del Video Assistente solo per i casi di “chiaro errore”. Che è quello che hanno fatto i nostri arbitri in questa prima giornata di campionato. Basandosi sulla verità del campo».

 

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