Sacchi: «Ancelotti si ritrova la tavola apparecchiata, il Napoli di Sarri crollò psicologicamente»

Intervista al Mattino: «Carletto ha accettato una sfida rischiosa, è difficile superarsi ma solo lui può farlo. Il Napoli di Sarri si è superato, non tutti l’hanno capito»

Sacchi: «Ancelotti si ritrova la tavola apparecchiata, il Napoli di Sarri crollò psicologicamente»
Sacchi qui con Ancelotti e Sergio Ramos

“Ha un gruppo che è cresciuto in esperienza e sofferenza”

Napoli-Milan non può che richiamare Arrigo Sacchi. È la partita che di fatto incoronò i suoi rossoneri campioni d’Italia. Lui in panchina, Ancelotti in mezzo al campo. Il Mattino lo intervista il giorno della partita. Il vate di Fusignano, sia pur ammorbidendoli, ribadisce i concetti più volte espressi recentemente, e cioè che sarà difficile per Carletto ripetere quel che ha fatto Sarri. In più aggiunge: se qualcuno può farcela, è solo Ancelotti. Considera ovviamente la Juventus favorita per lo scudetto e definisce Cristiano Ronaldo solo un terminale sia pure straordinario.

«Ancelotti si ritrova con un bel tavolo apparecchiato. Ha un gruppo che è cresciuto in esperienza e in sofferenza. Non so se riuscirà a migliorare quello che ha fatto lo scorso anno ma se può farlo è perché De Laurentiis ha preso Carlo».

«Il divario con la Juventus è sempre più ampio, ma non deve spaventare a patto che questo spazio venga riempito con le idee, con l’entusiasmo, con la voglia di stupire. È un’opportunità, insomma. Peccato che Maurizio non ci sia riuscito».

“Il Napoli di Sarri si è superato”

«Aver accettato il Napoli è una grande sfida che gli rende onore. Perché dietro una grande sfida c’è anche il senso di un grande rischio che poi è alla base di ogni avventura.Quando si arriva in un club dove c’è una squadra che ha andata ben oltre se stessa, i propri investimenti, la propria storia, un rischio c’è. Non so se il Napoli ripeterà il risultato dell’anno passato, ma una cosa è certa: De Laurentiis ha preso il migliore. Carletto è un maestro, un savio nel senso latino del termine. Ha equilibrio, buon senso e sa districarsi in qualsiasi situazione. Questa non è semplice perché il Napoli l’anno scorso si è superato, anche se a volte lì a Napoli pare che non lo abbiano capito tutti».

Perché il grande gioco di Sarri non ha portato allo scudetto?
«Perché i ragazzi di Maurizio non avevano esperienza di vittorie e sono crollati psicologicamente. Dopo la sconfitta di Firenze, nelle ultime giornate potevano fare anche 10 gol a partita, perché era come se si fossero tolti di dosso un peso».

Ora quel gruppo ha un anno in più. Non è poco. Ancelotti è l’uomo giusto. Poi Carlo lo ha fatto da ogni parte. Forse solo al Bayern non gli è riuscito: ma lì non c’entra l’eredità di Guardiola ma il fatto che ha trovato dei complicati equilibri all’interno dello spogliatoio».

De Laurentiis

«È facile vincere facendo debiti, le società che non hanno i conti in regola dovrebbero scomparire. Il difficile è come fa il presidente del Napoli: fare bene, benissimo e teneri i bilanci in regola. In Italia non funziona così e allora assistiamo al caos che ora c’è in serie B… E fingiamo di stupirci. Una grande ipocrisia».

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