Il girone più bello, anche per la sfida degli allenatori: il filo sottile tra Ancelotti, Klopp e Tuchel

Tra suggestioni storiche e tattiche, il gruppo di Champions con Napoli, Liverpool e Psg regala un meraviglioso triangolo di allenatori.

Il girone più bello, anche per la sfida degli allenatori: il filo sottile tra Ancelotti, Klopp e Tuchel

L’Equipe

Lo spunto per questo articolo ci è venuto leggendo L’Equipe in edicola questa mattina. Si parla del sorteggio Champions, ovviamente il tema del giorno – tranne per chi preferisce Cristiano Ronaldo e la sua assenza dalla cerimonia di Monte Carlo. E si parla del legame ideologico, storico, anche tattico se vogliamo, tra i tre tecnici che allenano le squadre del Gruppo C. Il Napoli di Ancelotti, il Liverpool di Klopp, il Psg di Tuhcel. C’è un filo sottile che unisce questi tre allenatori, un filo che è venuto fuori anche nelle dichiarazioni ex-post rispetto alla composizione del girone. Proprio poche ore fa, Tuchel ha spiegato in conferenza stampa che Ancelotti, per lui, rappresenta «una fonte di ispirazione».

In qualche modo, il quotidiano francese ha anticipato questo tema. E ha rimesso insieme le linee che uniscono le carriere di Carlo, Jurgen e Thomas, quasi come un disegno della settimana enigmistica: «Durante il suo periodo al Bayern, Ancelotti ha spesso sottolineato come Tuchel fosse un tecnico “molto bravo, da tenere d’occhio”. I risultati degli incroci tra i bavaresi e il Borussia di Tuchel finirono in parità: in Coppa di Germania prevalsero i gialloneri, in Supercoppa vinse il Bayern. Anche in Bundesliga una vittoria per parte».

Il quotidiano francese, giustamente, si concentra poi sulla figura di Tuchel: «Certo, trovare Klopp ed Ancelotti non sarà banale per l’allenatore del Psg. Ci sarà un desiderio di rivalsa da parte sua vorrà dimostrare che finora non è mai stato in grado di competere con gli altri tecnici perché non aveva i loro stessi mezzi per affrontarli». Ricordiamo che Tuchel ha sostituito Klopp prima al Mainz e poi al Borussia Dortmund. Una perenne rincorsa di successione che si è interrotta tra Parigi e Liverpool.

La tattica

Come detto, c’è qualcosa che accomuna questi tre signori del calcio europeo. L’Equipe, dal punto di vista tattico, non coglie sfumature uguali per tutti: «I due allenatori tedeschi non hanno molto in comune, né nella loro visione del gioco né nel loro approccio alle partite approccio. Klopp è capace di variare l’assetto e l’atteggiamento della sua squadra, Tuchel invece predica un calcio sempre molto spettacolare. Tuttavia, questo potrebbe rivelarsi un problema quando c’è da affrontare la Champions League. In ogni caso, lo stile di Tuchel non lascia insensibili i suoi colleghi. L’apprezzamento di Ancelotti nei suoi confronti nasce proprio dall’ammirazione per il sistema di gioco del Borussia Dortmund affrontato da Carlo durante la sua avventura al Bayern».

In realtà, in questa breve analisi sono segnate le vere differenze tra Ancelotti, Klopp e Tuchel. Sono differenze di tempo, quindi di esperienza: Ancelotti, esattamente come Tuchel – e come Klopp prima di Tuchel – è “nato” come allenatore ideologizzato, poi si è pian piano ammorbidito, ha smussato certi angoli, ha levigato certe convinzioni. Pur mantenendo alcuni principi di riferimento (l’amore primordiale per il gioco di possesso e la linea alta è percettibile anche a Napoli), Carlo è diventato un tecnico liquido nel senso di adattabile. La stessa situazione di Klopp: il Liverpool non è un Borussia Dortmund 2.0, resta una squadra profondamente verticale, ipercinetica, solo apparentemente disordinata. Ma ha caratteristiche diverse in molti calciatori, risale il campo in maniera differente, ha un’anima meno rock, meno isterica e anche più elastica rispetto alla squadra che nel 2013 contese la Champions League al Bayern dopo due successi di fila in Bundesliga.

Come gioca il Liverpool

Anche per questo, il girone che metterà a confronto Psg, Napoli e Liverpool è il più suggestivo della Champions: tre tecnici con modelli di gioco di grande qualità metteranno alla prova le loro conoscenze e le loro capacità, l’uno contro l’altro. Non c’è nessun altro raggruppamento in cui è stata concentrato tanto impatto sull’evoluzione tattica: Guardiola affronterà Paulo Fonseca sulle strade del gioco di posizione, esattamente come il Barcellona di Valverde e il Tottenham di Pochettino; Allegri e Mourinho si daranno battaglia sull’attenzione, sul minimo dettaglio, mentre l’agonismo dell’Atletico Madrid sarà messo alla prova dalla freschezza fisica del Monaco e del nuovo Borussia Dortmund, che ha cambiato tecnico (è arrivato Lucien Favre) ma non filosofia di riferimento.

Il Napoli e il Psg, invece, sono due progetti nuovi e in fase d’evoluzione rispetto al passato. Il senso è opposto, Ancelotti sta cercando di rendere fluido il gioco di Sarri mentre Tuchel coltiva l’ambizione di razionalizzare i campioni del Psg in un sistema di gioco meccanico. Anche per questo, il Liverpool è favorito: la squadra di Klopp è matura, ha già attraversato due stagioni di studio, si è rinforzata sul mercato dopo la splendida cavalcata dello scorso anno e ha cominciato con grande solidità la nuova stagione. Tre vittorie su tre in Premier con zero gol subiti (e 7 fatti) sono un indizio abbastanza consistente, in questo senso.

Prove tecniche di Psg

Gli incroci sull’asse Napoli-Liverpool-Parigi saranno quindi molto suggestivi, e significativi sul puro piano tattico. L’Equipe chiude il suo pezzo scrivendo che questo gruppo promette spettacolo, dopo aver raccontato come Tuchel incontri i suoi «maestri». La dimensione di Ancelotti, in Europa, è davvero enorme. Il Napoli è un progetto rappresentato in maniera fortissima dal suo allenatore-brand. Tanto che forse, proprio lo stesso Ancelotti ha dato la lettura migliore del sorteggio di Monte Carlo: «È un girone molto difficile per il Napoli. Ma anche le altre non saranno felici di incontrare il Napoli». È quello che scrivono in Francia, più o meno.

 

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