De Laurentiis certifica il nuovo corso: i leader del Napoli sono cambiati

Uno dei temi dell’intervista di De Laurentiis al Corriere dello Sport è il passaggio di consegne tra la generazione di Reina ed Hamsik a quella di Koulibaly, Zielinski, Insigne.

De Laurentiis certifica il nuovo corso: i leader del Napoli sono cambiati

Le parole del presidente

«Koulibaly è inavvicinabile e con lui anche Zielinski e con loro anche Rog. Il Napoli è una realtà: siamo forti anche noi, più di quanto si sospetti. A volte mi viene il sospetto che questi nostri ragazzi vengano sottovalutati». Aurelio De Laurentiis, 16/6/2018

È la frase manifesto del De Laurentiis-pensiero, espresso questa mattina all’interno dell’intervista pubblicata Corriere dello Sport. Dentro queste poche righe ci sono tutti i temi della stagione che verrà. Intanto, una mossa d’orgoglio e coscienza sull’organico del Napoli, forte al di là dell’allenatore che siede in panchina. E poi il nuovo corso fondato su nuovi leader, su una nuova gestione della squadra e dei suoi riferimenti carismatici. Che stanno cambiando e cambieranno, come abbiamo scritto già ieri nel pezzo sul rinnovo di Zielinski.

Da Reina-Hamsik a Koulibaly-Zielinski-Insigne

Il passaggio di consegne è in pieno svolgimento, e l’intera sceneggiatura si incastra in maniera perfetta con i tempi e i nomi coinvolti nel cambio d’epoca. Reina ed Hamsik hanno lasciato o stanno lasciando Napoli e la loro condizione di totem, mentre nel frattempo sono cresciuti o stanno crescendo Koulibaly e Zielinski, citati espressamente da De Laurentiis. Ma anche Lorenzo Insigne, sempre più uomo-franchigia della Ssc Napoli: la fascia di capitano della nazionale e il contratto di sponsorizzazione firmato con l’Adidas sono solo due indizi della dimensione di grandezza assoluta e trasversale raggiunta dal talento di Frattamaggiore. A 27 anni, questo è il suo momento. Si è già preso il Napoli dal punto di vista tecnico, nessun giocatore impatta(va) come lui nel gioco della squadra di Sarri. Ora tocca ad Ancelotti, ma è difficile pensare che la situazione possa cambiare.

Le parole su Rog sanciscono ulteriormente il divorzio dall’era-Sarri, ma quello è un discorso di gestione della rosa. Al di là delle differenti idee sul turn over, la sensazione è che l’arrivo di Ancelotti sia servito per fare da cuscinetto ad uno strappo storico di un certo peso. È una transizione che andrà ad esaltare, rendendoli centrali, i calciatori nati negli anni Novanta. E che in qualche modo proverà ad affermare ai massimi livelli la politica di valorizzazione del talento perseguita negli anni da De Laurentiis.

Il Napoli che verrà

A questo punto, è quasi obbligatorio iniziare a pensare a un Napoli diverso. Nel modo di approcciare il gioco, ma questo era ovvio già al momento dell’annuncio di Ancelotti. Anche l’impatto emotivo sarà diverso, perché cambieranno i modelli di riferimento. Da questo punto di vista, la scelta di un tecnico con un profilo psicologico più normalizzante come quello di Ancelotti può essere vista e interpretata come una chiara strategia. Da Reina ed Hamsik fino ai nuovi leader, il passaggio non è solo anagrafico, ma anche contenutistico: piuttosto che un ristrettissimo club dei senatori, il Napoli si baserà su un asse che sorregge la squadra, su un gruppo e sulla figura totalizzante di un allenatore con uno stile diverso nel rapporto con il lavoro, con il gioco, con i media.

La strada imboccata nell’ultimo mese è intrigante, complessa, rischiosa. De Laurentiis ha giocato su più tavoli e con tante fiches, la sua è una completa rivoluzione del pensiero e della confezione intorno a un modello chiaro di business sportivo. Di certo è stato coraggioso, durante la nuova stagione valuteremo quanto sarà stato bravo e fortunato.

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  1. michele o pazzo 17 giugno 2018, 13:12

    Siamo nel 2018, è normale che un club punti su calciatori nati nei ’90, ma per ora restano ancora albiol, mertens e callejon.
    Salvo novità di mercato, il cambio c’è ed è fisiologico, però graduale.

  2. Achille Cirillo 17 giugno 2018, 12:03

    Negli anni il Napoli ha più volte dimostrato di migliorare di anno in anno cambiando poco ma cambiando quando doveva farlo, uscendone rafforzato anche quando tutto e tutti facevano pensare al contrario (il passaggio da Benitez a Sarri, dall’internazionalizzazione all’empolizzazione è quanto mai esaustivo…) quindi non vedo perché non debba essere così ancora una volta, poi certo la stagione toppata o la scelta sbagliata possono capitare e credo che questa società abbia guadagnato credito tale da “sopportare” una tale eventualità (ovviamente faccio tutti gli scongiuri del caso). Purtroppo però non per tutti il Napoli è meritevole di credito e fiducia ma anzi ipercriticato e sistematicamente sottovalutato. Nello specifico un’eventuale addio di Hamsik sarebbe doloroso ma paradossalmente forse il meno problematico. Evidentemente il Napoli ha deciso di cambiare corso e i suoi leader, e la scelta di Ancelotti va in questa direzione, nel senso che è lui stesso un leader in attesa che Insigne o chi per lui sarà, saranno pronti per quest’investitura.

  3. Mario Fabrizio Guerci 17 giugno 2018, 11:58

    Il processo di internazionalizzazione prosegue.I giocatori ci sono,compreso quelli che hanno fame di riscatto,dopo un anno di muffa in panca.Rog,nonostante abbia raccolto pochi minuti in campo,è massacrato a discapito del SommoSarri.Diawara stesso discorso.
    Apro le scommesse sul rendimento del croato e guineano nel prossimo campionato…!!

  4. Fa male al cuore ma giusto cedere hamsik l apice l ha avuto e anche la juve scarica quelli finiti tipo del piero e buffon in piu da hamsik arriveranno 30 mln adl non l ha cacciato ha voluto andare lui giusto cosi SOLOLAMAGLIA

  5. Con buona pace di tutti quelli che ritengo il Napoli una società priva di progettualità.
    Ad ogni cambio di allenatore, la società ha risposto sempre con scelte che ci hanno portato un po’ più … avanti.
    Personalmente ritengo che anche questa volta sarà così. Ma anche se non dovesse essere, se veramente ci si sente tifosi, non sarà forse il caso di stringersi ancora si più intorno ad essa ?

  6. il napoli che verrà è ancora una incognita. speriamo di poter contare ancora sulla assenza delle milanesi e su una roma che dopo aver comprato ora dovrà cedere. se poi i nostri competitor sono la samp, la fiorentina o la lazio allora è meglio che chiudiamo e facciamo altro.

  7. boh!!! speriamo sia così.
    A me Zielinski sa di giocatore che non vede l’ora di andare via. C’ha un entusiasmo addosso che manco io quando mia moglie mi dice di andare a fare la spesa!

  8. Raffaele Sannino 16 giugno 2018, 18:32

    Non bisogna valutare la fortuna,perché un progetto a lungo termine non può essere giudicato tra sei mesi.In tanti mi sfidano a riparlane in quel periodo prevedendo immani sciagure.L’idea che persegue è chiara,svecchiare l’organico con giovani di qualità.Meno estetica e più concretezza,squadra più raccolta e giocate dei singoli per sbloccare le partite.Modello juve.Ovviamente chi pretende i campioni per vincere lo scudetto da subito,non sarà contento.Ma questo è lo stato dell’arte:o cambiate squadra o cambiate il presidente,ammesso conosciate qualcuno che possa rimpiazzarlo.

    • Vincenzo Barretta 17 giugno 2018, 9:21

      La Juve risolve le partite senza estetica perché ha giocatori da 40 milioni (dybala), 45 (costa), 90 (higuain) ecc ecc. Quindi, o segui l’obiettivo tramite estetica, oppure non vinci. Almeno col Napoli dello scorso anno. Ma tu, a furia di portare una ragione che non esiste, dici delle cose davvero senza senso

  9. Luciana Calienno 16 giugno 2018, 17:51

    Solo chi non capisce un tubo di pallone può accostare Rog a KK e Zielinsky. Se resta sarà perchè nessuno lo vuole

    • Vincenzo Barretta 17 giugno 2018, 9:21

      Perché l’ha pagato 15 e ora vale 10.

    • forse non lo vorrà nessuno ma noi non sappiamo neanche vagamente cosa puó e cosa sa fare. non sappiamo di preciso che ruolo prediliga o se con un minimo di continuità ma soprattutto fiducia, possa dare il suo contributo. non abbiamo capito se è una mezz’ala, un interno, un attaccante esterno…sono tutti ruoli che Sarri gli ha fatto interpretare. ma con 10 minuti ogni 3 partite, mi pare un po’ difficile che sto ragazzo trovi la quadra. Il prestito sarebbe stata la cosa migliore.

  10. Prima di leggere il finale pensavo: “non si puo’ certo dire che non sia un presidente-imprenditore audace!

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