Il Napoli ha giocato per vincere, è stato bello, ricco. Può non essere abbastanza?

Napoli-Torino, la partita non guardata: in giro per Milano, ieri sera, c’era un uomo che non era deluso dalla sconfitta. Piuttosto uno che ha visto e vissuto qualcosa di bello.

Il Napoli ha giocato per vincere, è stato bello, ricco. Può non essere abbastanza?

Saramago

Serate in cui si potrebbe cominciare con: Ci sarebbe molto da dire, proseguendo Sul Napoli, Sulla stagione, inventandosi una punteggiatura nuova, le maiuscole a beffarsi del lettore, alla Saramago. Serate in cui ci si accorge, poi, che quel molto da dire è – in realtà – un nulla da dire, perché non c’è modo di attraversare il dolore e il senso di perdita di questa domenica, e non c’è modo di guardarsi alle spalle per descrivere tutta la gioia già avvenuta.

Nulla si deve scrivere in una sera in cui si parla di contratti, di valige, di gente che parte, di gente che rimpiange. Nulla si può scrivere su una stagione non conclusa, seppur finita, nulla scriveremo per aver troppo vissuto. Non diremo che abbiamo vinto perché non è vero, abbiamo perso con ogni probabilità, ma abbiamo giocato per vincere, usando quello che c’era, e c’era del bello che è diventato bellissimo, ma non ne scriveremo. Niente c’è da dire sul pubblico, oggi numerosissimo, altre volte molto meno, ed è giusto ed è normale. Non scriveremo di monnezze al posto del cuore, se ci cerchiamo nel cuore noi troviamo il cuore, e non andiamo cercando nel cuore degli altri e degli altri non scriveremo.

Questa è una sconfitta?

No, non abbiamo perduto, e non ne scriveremo. Vi pare che questa si possa chiamare sconfitta? E – non fraintendetemi  – parlo di cose che non si possono cancellare e che non si cancelleranno, non scriveremo di sogni, ma di realtà. Perché la cosa più vicina alla verità sportiva è il Napoli di questi anni, così stanno le cose. In molti dimenticheranno, noi no, e noi siamo quelli che contano. Tifare Napoli è veramente qualcosa di particolare, stasera ero in giro per Milano, se qualcuno di voi mi avesse incrociato non avrebbe visto un uomo deluso per la sconfitta, ma qualcuno che ha visto qualcosa di bello, uno appena uscito dal teatro o dal cinema, uno che ha visto qualcosa di meraviglioso. Stasera per Milano camminava qualcuno che sentiva che il prezzo del biglietto è valso la pena; un biglietto valido almeno tre anni.

Milano stasera, mi avessero fermato per chiedermi i documenti avrebbero trovato la carta d’identità tutta azzurra perché così mi sentivo mentre me ne andavo per Porta Genova, perché così era Milano, eravamo azzurri, eravamo il destro di Hamsik inutile e bello. E a noi piace anche l’inutile, alla fine saranno le cose che non servono quelle che verranno a salvarci. Ora non lo sappiamo, ma lo sapremo; non le riconosciamo ma le riconosceremo.

Siamo il Napoli di sempre

Non diremo niente perché nulla sappiamo, non siamo in grado di analizzare né di prevedere chi parte o chi resta; sappiamo chi piange e chi ride, noi stiamo già per ridere di nuovo. Sapete che c’è gente che vince e non ride? Cose da pazzi, non perderemo tempo, non ne scriveremo.

Scrivo di partite non guardate, mi invento le cose, fingo le cose vere, ma mi godo il pallone per quello che è, una cosa che dura un’ora e mezza, poco più. Non ne scriverò. Ci sono cose che sono il massimo e che allo stesso tempo non sono abbastanza; ma se una cosa è ricca e intensa può non essere abbastanza? Non risponderemo, perché risposta non c’è.

Siamo fatti così, veniamo da Maradona e dalle trasferte a Lanciano e col Cittadella, e siamo il Napoli di questi anni e saremo il Napoli che verrà, questo possiamo scriverlo. Siamo talmente tante cose che, la sera in cui il campionato scivola via dalle mani, possiamo andare a passeggio e poi tornarcene a casa. Noi lo sappiamo che maggio è un mese troppo bello per essere sprecato con un rimpianto.

#IoStoConSarri

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  1. É proprio il suo non essere abbastanza che la rende così bella. Come un fado portoghese. Non credo che scriveranno mai un romanzo su Allegri. Su Sarri, il sarrismo, e il legame con Napoli, scrittori, poeti e registi stanno già sgomitando.

  2. …puo’ non essere abbastanza?? si’ che puo’, puo’ da quando De Coubertin “l’importante e’ partecipare” ha preso la paga 6-0, 6-0, 6-0 dal portoghese Mourinho, l’uomo dei “zero tituli”.
    PS articolo bellissimo.

  3. Pezzo come sempre bellissimo, e la chiosa la sento mia…

    Ma stavolta, caro Gianni, sono con te fino a un certo punto.

    Anche io sono felice, anche io sorrido, ma nel cuore porteró per sempre il ricordo della tristezza che mi ha assalito domenica scorsa all’espulsione di Kalidou.
    Un caro amico Juventino mi ha detto che loro hanno sí rubacchiato come al solito (lui non ha detto rubacchiato, ma il senso era quello) ma che i nostri hanno dimostrato di avere un bidone di ricotta al posto del cuore…. ecco, la ricotta a maggio va conservata con cura, altrimenti va acido.

    Mi auguro con tutto il cuore che Sarri resti, ci ha fatto divertire ed e’ cresciuto tantissimo sotto il profilo tecnico e relazionale. Sarebbe un peccato perderlo, e sarebbe un peccato se dovessimo vincere il prossimo scudetto – lo vinceremo, é solo questione di tempo .. – senza di lui.

    FNS

    • Non parlare di calcio con i tui amici juventini, con tutti i temi di conversazione che esistono al mondo! Potresti corromperti o arrivare ad odiarli. Il Napoli ha tenuto testa ad una juventus non solo più forte ma con il motore truccato. Se la juve avesse avuto anche un solo momento di flessione stagionale, saremmo arrivati in fondo con la lingua di fuori, ma davanti a loro. Purtroppo i loro momenti di flessione sono coincisi con i furti. Hanno barato persino sui calendari. Ma é possibile che l’unica volta che abbiamo giocato prima di loro, é stato dopo il rientro dalle nazionali? Quando c’é stata contemporaneità siamo passati da -9 a -1. Questa storia della ricotta é orrenda. Si costruiscono un piedistallo fatto di furti e poi dall’alto fanno la morale agli altri. E sempre lo stesso gioco. Ma sai cosa? La loro vittoria ha senso solo se ci duole il fegato. A me con l’espulsione di KK mi é venuto un groppo alla gola e il cuore pesante. Ma il fegato sta benissimo: nessun sangue amaro. Solo nostalgia. Mi sono accorto che in realtà io non volevo vincerlo questo campionato, io volevo che non finisse mai.

    • Pasquale Maltempo 8 maggio 2018, 7:23

      Io risponderei al tuo amico che a maggio anche loro sono stati ricotta, la differenza è che a loro subito interviene un cuoco/arbitro che la mette in frigo. FNS

  4. dino ricciardi 7 maggio 2018, 13:33

    Bellissimo !!!

  5. Pezzo bellissimo che difficilmente potranno comprendere quelli che, tra l’avere e l’essere, hanno scelto di vivere per l’avere.

  6. la chiosa è fantastica.

  7. Gianfranco Tortora 7 maggio 2018, 12:07

    da girare anche ai pseudo contestatori….

  8. Può e deve essere abbastanza.

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