I possibili addii di Jorginho, Mertens e Hamsik confermerebbero la politica del Napoli

Il Napoli sembra aver individuato un gruppetto di calciatori “sacrificabili”, ma ha già in organico i loro sostituti. Programmazione e linearità nel calciomercato azzurro.

I possibili addii di Jorginho, Mertens e Hamsik confermerebbero la politica del Napoli
Mertens e Jorginho a Nizza (Photo Matteo Ciambelli)

Il mercato di Ancelotti (e non solo)

Questa mattina, le notizie di calciomercato più calde in riferimento al Napoli sono quelle del Corriere del Mezzogiorno e quelle in arrivo dalla Slovacchia. In pratica: Ancelotti avrebbe concordato due cessioni possibili, quindi avrebbe indicato due calciatori sacrificabili, in caso di approdo a Napoli, Jorginho e Mertens; e poi c’è Richard Hamsik, padre di Marek, che spiega lo stato dell’arte della trattativa cinese, rilanciando la possibilità di un clamoroso addio.

Al di là di queste indiscrezioni, basta fare un’analisi delle giornate precedenti per rendersi conto di una cosa. Il Napoli ha individuato un piccolo gruppo di calciatori che sarebbe più propenso a lasciare andare. Jorginho (in caso di congrua offerta del City), Mertens e Hamsik, appunto. Tre titolarissimi di Sarri, ma anche tre calciatori che hanno già un potenziale erede nell’organico azzurro: Diawara, Zielinski, Milik. Certo, difficile pensare che queste operazioni possano concretizzarsi tutte e tre stessa sessione. Il nostro è un discorso generale, più politico-strategico che strettamente calcistico.

La condizione del Napoli

Con le cessioni di questi calciatori, o alcuni di essi, il Napoli agirebbe in maniera lineare. Anzi, vogliamo rilanciare: agirebbe nel modo esatto in cui dovrebbe agire sempre, sul mercato. Ne abbiamo scritto diverse volte: la condizione medio-borghese del club obbliga il Napoli a una politica sell-to-buy, ovvero vendere per crescere. Al netto di un tentativo di spinta sul mercato interno (vecchio di un anno, ormai), De Laurentiis e il suo management non hanno grosse alternative. Quindi, il ciclo di valorizzazione-capitalizzazione (tecnica, poi economica) dei calciatori è una necessità strutturale.

Con questi “cambi” negli slot dell’organico (Jorginho-Diawara, Hamsik-Zielinski, Mertens-Milik), il Napoli assicurerebbe continuità nell’organizzazione di gioco e nello spogliatoio (con o senza Sarri), e potrebbe scegliere senza ansie eccessive il nuovo co-titolare da affiancare nello slot della rosa. Insomma, si partirebbe con la garanzia di un calciatore già conosciuto, a cui aggiungere un nuovo tassello di qualità senza l’ansia del vuoto organico. La situazione che, per fare un esempio, il Napoli dovrebbe gestire in caso di cessione di Koulibaly o Insigne. Non a caso, i calciatori più vicini a una riconferma senza condizioni, che prescinde dall’esito della trattativa-Sarri.

Programmazione

È il senso della strada scelta dal Napoli nell’estate del 2016. Dopo l’addio di Higuain, il club partenopeo operò nelle proprie possibilità per creare una rosa numericamente è qualitativamente bilanciata. Certo, alcune operazioni non hanno prodotto reali duelli per il posto da titolare, in altre situazioni il conservatorismo di Sarri sul turn over non ha alimentato una reale concorrenza interna.

Però il Napoli di oggi è una squadra che può organizzare il calciomercato con una certa razionalità; può scegliere chi cedere (a meno di offerte irrinunciabili, come potrebbero essere 100 milioni per Koulibaly) e ha già l’alternativa in organico. Certo, magari il cambio Hamsik-Zielinski potrebbe non essere subito efficace nel gioco, ma è altrettanto probabile che il Napoli non possa acquistare un altro calciatore al livello dello slovacco, semplicemente perché un profilo di quel livello non accetterebbe Napoli. Stessa situazione per un regista come Jorginho e un centravanti come Mertens. Per dirla facile: quanti e quali calciatori migliori di Diawara, Zielinski e Milik accetterebbero le condizioni contrattuali e tecniche del Napoli?

Il mercato possibile

Le eccezioni esistono, ne abbiamo già parlato prima. Sono Koulibaly, Insigne, probabilmente Callejon. È il piccolo ma dolce dramma di un club in overperforming, che ha risultati di campo superiori a quelli dei bilanci. Che, proprio in virtù di questa condizione, può solo pensare di vendere per migliorare, change-to-improve.

In questo senso, il mercato possibile del Napoli è quello descritto in apertura di questo pezzo, è la transizione facile tra Jorginho e Diawara, con x milioni in entrata e y milioni spesi per Torreira. Il ciclo si è già fermato un anno, evidentemente non può fermarsi ancora. Del resto, il Napoli dei 78 punti, fino a quello dei 91 punti, è nato grazie agli addii di Lavezzi, Cavani, Higuain. Piaccia o meno, questa è la realtà.

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  1. michele o pazzo 22 maggio 2018, 19:39

    Reina jorginho hamsik maggio callejon e mertens sostituiti da leno torreira cristante ansaldi f.Anderson e werner.
    magari non garantirebbero subito lo stesso livello, ma sarebbero una buona base per una rifondazione e io ci metterei la firma. Temo andrà peggio di così….

  2. Come già detto bisogna provare monetizzare e cedere quasi tutti gli ultra trentenni.
    Forse non tutti ma la maggior parte………….

  3. Ma quale “sell to buy” e “change to improve”.
    Non è che una cosa diventa intelligente o vera se declinata in Inglese, specie quello approssimativo.

    Il Real Madrid non “sell to buy” nessuno e non “change to improve” nessuno da tre anni.
    E tutti Club molto buoni con ricavi operativi che coprono i costi totali non “sell to buy” e “change to improve”.
    Loro “sell” un giocatore e “buy” un giocatore.
    O “sell” nessuno e “buy” uno.

    II Napoli non ha alcun bisogno di “sell to buy”.
    Ha un bilancio solidissimo.
    Non è la Juventus che deve fare 100 milioni di plusvalenze contabili all’anno.
    Poi se AdLnon vuole investire e rafforzarsi a partire da quello che c’è e invece preferisce “sell” e “change to get more profits” o “change” per non far aumentare i costi ha le sue rispettabilissime ragioni.
    Basta però non raccontare frottole.

    N.B. Jorginho si sostituisce con Diawara, ma anche una Mercedes si sostituisce volendo con una Fiat, ma non è mica la stessa cosa.
    E lo stesso Hamsik e Zielinski.
    Mertens se va via non è che si trova a quei soldi uno di quel calibro dietro l’angolo.

    E allora ci sono i “giovani” da comprare a 10 milioni. Che poi Sarri li fa diventare da 50.
    Che poi è quello il discorso di fondo.

    • Sono d’accordo. Noi siamo il Real. A Madrid non sanno nemmeno dove sta di casa il pallone. Grazie a Sarri siamo diventati più potenti di tutti. ADL non capisce niente ha solo fortuna. Basta con questa storia dei palloni e dei pantaloncini… Siamo stanchi. Vogliamo vincere!!!

      • Raffaele Sannino 22 maggio 2018, 16:02

        Ma la processione fino alla casa del guru c’è stata?Il record di punti avrebbe meritato almeno tre giorni di festeggiamenti cittadini.Non a spese del comune (stanno in braghe di tela),mi aspettavo sottoscrizioni e collette tra tutti i talebani sarriti.

      • Molto adatto Ancelotti, a rivalutare i giovani da 10 milioni soprattutto.
        All Juve tra i tanti aveva Zidane, Del Piero, Henry, Davids..al Milan Maldini, Shevchenko, Serginho, Bierhoff…, al Chelsea Cole, Ballack, Lampard, Drogba…al Real Madrid vabbè lì aveva tutti esordienti da quattro soldi…e anche al Bayern.

        Secondo me non chiede neanche “garanzie tecniche”.
        Con quelle con cui è abituato lui gli verrà da ridere.
        Rog, Ounas, Tonelli…
        E forse comprano Verdi e Inglese.
        Apperò…

        Si becca i suoi 5 milioni per un triennale, si mette indietro a 35 metri, arriva dove arriva e poi saluta tutti con 15 milioni in più in tasca in qualunque caso.
        Che resti o che lo esonerino.
        Perché se firma Carletto quelli li piglia tutti fino alì’ultimo centesimo, puoi giurarci.

    • Francesco Sisto 22 maggio 2018, 19:07

      Addirittura il RM…
      Credo che tu dell’articolo (e del Napoli)abbia capito poco o niente,
      Il Napoli, con il fatturato strutturale che ha, se non fa pmusvalenze con i calciatori non potra mai permettersi certi ingaggi.
      Da dove dovrebbero arrivare gli investimenti??

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