Rosa fortissima e ingaggi medio-alti: il Napoli è un paradosso di mercato

Al di là di stranezze e complottismi, il rifiuto di Verdi spiega la situazione di mercato del Napoli. Un club con un organico e un rendimento sovradimensionato rispetto alle sue capacità economiche.

Rosa fortissima e ingaggi medio-alti: il Napoli è un paradosso di mercato
Mertens, Callejon e Insigne (Photo Matteo Ciambelli)

Lo spettro della panchina

Siamo a 24 ore dall’intervista di Simone Verdi, dal suo no al Napoli. La botta è stata forte, un po’ tutti eravamo certi che alla fine l’operazione sarebbe stata completata, finalizzata, perfino ufficializzata (o quasi) già nella giornata di ieri. Ora, cosa resta? Intanto, gli interrogativi su una trattativa nata strana e gestita (mediaticamente) peggio. Sì, perché il problema non è stata ingaggio raddoppiato (se non triplicato) al calciatore. Tutto quello che doveva essere fatto, in maniera lineare. Da grande club, che arriva fuori la vetrina di una squadra media, apre la porta, entra nel negozio e compra ciò che vuole. Ciò che gli serve. Verdi era perfetto per il Napoli perché univa tutti i puntini del disegno, come la Settimana Enigmistica: buona qualità, ingaggio basso da trasformare in medio, potenziale in via di sviluppo. E poi l’adattabilità tattica, certo. Anche Deulofeu risponderebbe a tutti questi requisiti.

Però, mettiamoci nei panni di Verdi – facendo finta, ovviamente, che la sua scelta non sia legata ai soldi, anche se non soprattutto ai soldi, ma a questo famoso processo di crescita. Che, tradotto, vuol dire: io non ci vado al Napoli, perché mi dà uno stipendio medio-alto, non top, per giocarmi le mie chance con Callejon, Mertens, Insigne e Milik. In pratica, io posso crescere davvero solo in allenamento. E/o negli spezzoni di partita che riesco a ritagliarmi. Perché chi viene prima di me si trova in quella posizione, e non è un caso. Perché chi viene prima di me è fortissimo. E io vivrò lo spettro della panchina.

Qualità

L’avevamo scritto anche qui, quando prendemmo le difese (preventive) di Simone Verdi che dice no al Napoli: «Quando parliamo del Napoli, raccontiamo di una squadra che vive una situazione di sovra-rendimento tecnico rispetto alle sue possibilità finanziarie». Sissignori, il Napoli è fortissimo. Mertens, Milik e Insigne sono fortissimi, giusto e appena Milik può pensare di entrare nel loro club ristretto. Ci stava provando e riuscendo, poi si è infortunato.

È una questione di qualità e di equilibri interni, il Napoli non ha la forza economica per acquistare un calciatore dall’ingaggio alto – neanche top, perché i 3 milioni che Bernardeschi percepisce alla Juventus non sono top  – e metterlo in panchina. Non può farlo, è arrivato a certe cifre solo con calciatori di livello assoluto (Cavani, Higuain, oggi Insigne e Mertens). Sta alzando il suo budget per gli stipendi, ma non ha ancora certe disponibilità. Ergo, non si può andare molto oltre Simone Verdi o Gerard Deulofeu, per qualità e quindi prezzo – parliamo sempre degli ingaggi, ovviamente.

Al di là delle stranezze e delle ipotesi laterali, il punto è semplice: se Verdi accetta Napoli, è cosciente del fatto che avrebbe potuto giocare, ma non avrebbe potuto pretendere di più. Come Bernardeschi alla Juventus. Che, giusto per fare un esempio, ha un minutaggio complessivo leggermente più alto rispetto a quello di Rog (590′ contro 450′). Solo che Bernardeschi è Bernardeschi, e costa un certo ingaggio. È così semplice, eppure è complicatissimo.

Il paradosso

Il Napoli vive questa situazione, sul mercato. Fa fatica a rivolgersi all’estero, e quindi riduce ancora di più lo spazio di manovra. Basti pensare al nome che si fa adesso come post-Verdi e in alternativa a Deulofeu: Matteo Politano. Buon giocatore, per carità. Ma sicuramente non al livello di Verdi, quindi figuriamoci rispetto a Insigne, Mertens, Callejon. Solo che Politano ha un ingaggio abbordabile, una riconoscibilità commisurata a un talento buono ma non eccezionale, dimensionato alla panchina del Napoli. Ma alla panchina di Sarri, che ragiona sul concetto di alternativa e non di rotazione scientifica. E che, al posto di Politano, schiera giustamente Insigne, Mertens e Callejon.

È un paradosso enorme: il Napoli gioca benissimo, ha una buona possibilità di spesa sul mercato dei cartellini, ma non riesce a trovare profili migliorativi e al tempo stesso disposti ad accettare certe condizioni. Le condizioni imposte dai campioni che ci sono, che stringono il turn over più di quanto non facciano già le idee del tecnico. Che portano il Napoli al primo posto, che lo rendono fortissimo ma anche poco appetibile sul mercato. Non che sia colpa loro, ma per farvi capire cosa intendiamo ci autocitiamo, con una frase scritta due settimane fa. Eccola, che può bastare:

Il Napoli abita vicolo cieco del mercato, dal quale si viene fuori solo con le scommesse vinte o parzialmente vinte. Oppure con Verdi o con Inglese che accettano una situazione scomoda, dietro Insigne, Mertens e Callejon.

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  1. Se uno parla di bilanci dovrebbe o capire qualcosa di bilanci o andarsi a prendere qualcuno che capisce qualcosa di bilanci, non qualcuno che dice sciocchezze come tempo fa sul Napolista e che da allora il Napolista ripete.
    Commisurare gli ingaggi al costo della rosa e non al valore della rosa fa ridere, ad esempio.
    L’elasticità del margine operativo lordo rispetto al costo del personale mostra una marginalità operativa media ben al di sopra alla Juventus che ha un rigidità evidente.
    Il Napoli ha un suo percorso e deve stabilizzare ragionevolmente l’accesso agli ottavi.
    Ma il modello di business del Napoli è molto migliore e con metà fatturato ha generato in pochi anni 150 milioni di MOL, ossia di Flusso di Cassa Operativo, in più della Juve.

    Il punto cruciale è strategico, non economico finanziario, ed è Sarri o meglio il dopo Sarri.

    Se si sarà creata una scuola come 30 anni fa fece il Barcellona oppure no.

  2. Gerardo Ossiceli 17 gennaio 2018, 22:13

    A me pare invece che è Verdi ad aver paura di non essere all’altezza. Parliamoci chiaro, a Napoli avrebbe avuto pochi margini di errore perchè gente come Maximovic o Giaccherini o se vogliamo Gabbiadini e Pavoletti, più esperti e navigati di lui, hanno semplicemente fallito. Se va all’Inter o alla Roma ha sicuramente meno problemi.

  3. Ho smesso di leggere dopo ……la botta è stata forte!!!
    Ma non vi rendete conto che state parlando di un giocatore che fino ad ora ha giuocato in squadre di provincia mentre stiamo per prendere uno che ha giocato con messi…….io direi che abbiamo avuto un botta di culo???

  4. Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 18:45

    Verdi era un obiettivo perfetto per il mercato di gennaio: ingaggio non troppo alto, in forma, dal gioco tecnicamente simile ai nostri attaccanti, utilizzabile subito e su cui costruire in prospettiva, e anche italiano, cosa utile per le regole europee sulla formazione dei calciatori.
    Delofeu è più forte per valore assoluto, probabilmente, ma forse meno utile nell’immediato.
    Politano è un Verdi in minore, ma comunque un calciatore valido. Vedremo.

  5. Il Napoli è un’ottima squadra, che va benissimo nell’undici titolare anche se ha pochi sostituti graditi all’allenatore, il quale non crede nelle rose lunghe e impone tempi di adattamento molto lunghi a chiunque arrivi. Il mercato di gennaio, quindi, è ben poco significativo per Sarri e lo stesso Verdi avrebbe trovato spazio limitato. Ma, per la prima volta, il Mister aveva evidenziato una lacuna nell’organico e aveva fatto un (solo) nome per coprirla. La società, nonostante gli encomiabili sforzi, non è riuscita a prenderlo e ora tutto torna com’era, lacuna compresa. Ma senza colpa di nessuno, se non del giocatore.

  6. se si vuole migliorare la panchina non c é problema, il Delofeou di turno viene eccome se viene, il problema é che bisogna capire che magari un giocatore si siede anche in panchina e puo guadagnare anche quanto un titolare, Verdi non é arrivato perché l inter l ha chiamato dicendoli di rifiutare napoli che d estate gli dará di piu e dará meno al bologna, forte della volonta´ del giocatore, un immobile o un balotelli al napoli ci sarebbero venuti a piedi, ma immobile per adl costava troppo (nn vale 8 mln) e balotelli che sta facendo faville in francia guadagna troppo . sarri se avesse bernardeschi lo farebbe giocare molto piu di allegri , il problema é che adl non compra bernardeschi perché vuole risparmiare sull ingaggio. se vuoi vincere lo scudetto non lo fai con giaccherini. punto.

    PS INTANTO DEL TERZINO DESTRO NON SE NE PARLA PIU ” A GENNAIO NON SI MUOVE NESSUNO; MA IL MERCATO É APERTO TUTTO L ANNO” CIT.

    • Immobile sarebbe venuto al posto di Milik e non credo piacesse a Sarri se no assai ci voleva a prenderlo visto che si volevano dare 60 milioni per Icardi + ingaggio. Ma la finisci di dire frescacce?

  7. Ci si è dimenticati troppo in fretta che i vari Mertens ,Callejon , koulibali…quando acquistati non erano per nulla i giocatori che sono ora. Adesso per quale motivo il Napoli dovrebbe acquistare giocatori dal nome altisonante e dall’ingaggio oltre i tre milioni e passa? È una politica che non ha mai fatto ad eccezione di alcuni isolati casi,vedi Higuain ,Maradona e andando indietro Savoldi.
    La verità è che orgogliosamente oggi ci godiamo una signora squadra frutto dell’usabilità dei nostri dirigenti e di un grande allenatore capace di assemblare degli ottimi giocatori ma che non saranno mai dei fuoriclasse!

  8. Sintesi del mercato azzurro di gennaio secondo il Napolista: – Zì pre’, ‘o cappiello va stuorto! – Guagliò, accussì ha da jì.

  9. giancarlo percuoco 17 gennaio 2018, 14:52

    ma mi sembrava strano. radio Kiss è meglio di radio Marte.

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