Notte prima degli esami: siate cattivi

Gimondi ha battuto Merckx, non cadete nella trappola psicologica del debole. La nostra festa inizia dopo la vittoria di domani

Notte prima degli esami: siate cattivi

Gimondi ha battuto Merckx

“Comunque vada, è stato bello!” è una espressione che non mi è mai piaciuta. Professionalmente e sportivamente non è coerente con il mio stile di vita. Perché la vita è competizione, che piaccia o no. E se riesco a capirla (ma non accettarla) quando viene esternata dopo la sconfitta, sicuramente la aborro se palesata prima dell’agone.

Sembra una dichiarazione di resa per manifesta superiorità “teorica” dell’avversario. Teorica perché, pur riconoscendo la forza talvolta nettamente superiore dell’avversario, dobbiamo ancora scendere in campo. E alla fine saremmo sempre, come loro, in 11.

Inutile scomodare la trita e ritrita narrazione mitologia di Davide e Golia, ma, se così fosse, Gimondi non avrebbe vinto Giro (3 volte)  e Tour (una volta) nonostante la sua carriera sia coincisa in gran parte con quella del “cannibale” Eddy Merckx.

Il giusto caos

Oggi sono stato in giro per la città con lo scooter ed avvertivo una “strana” energia, il “giusto” caos come mi ha ricordato Raniero Virgilio. Immaginavo, sognavo. Sono certo che quella energia e’ stata trasferita agli azzurri oggi pomeriggio quando sono stati accompagnati all’aeroporto da migliaia di tifosi che cantavano “Sarò con te, e tu non devi mollare. Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione.”

Alzate i gomiti, siate cattivi, non cadete nella trappola psicologica del debole. Facimm ‘e napulitane, razza intellettivamente evoluta, e cantate “guapparia”, la bellissima canzone di giacca di Libero Bovio musicata da Rodolfo Falvo.

È il calcio italiano che ve lo chiede. E il gemellaggio con la tifoseria della Roma lo conferma.

La nostra festa inizia dopo la vittoria di domani. Solo allora sarà bello. Per tutti

Rispetto ai soliti 15 minuti di festeggiamenti in piazza San Carlo, credo che il calcio avrebbe qualche motivo in più per gioire!

La notte dei coyotes

Caro direttore Gallo, se un pacchero con coccio gustato ieri insieme a te ha ammortizzato un po’ la tensione dell’attesa, sai bene che ora vediamo il cartello “ultimo chilometro” e non possiamo tirarci indietro. Tutti. Sarà una notte insonne, ne sono certo. La notte dei coyotes, come il grande vecchio Bearzot chiamava Tardelli e Bruno Conti che non riuscivano a chiudere occhio la notte prima della finale di Madrid ‘82.

Scusatemi, sono riflessioni sconclusionate di un tifoso che stanotte sarà in compagnia di un telecomando fisso su Rai Storia.

Vott’a veni’ domani!

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  1. Sono d’accordo, non è tempo di bilanci anticipati e pacche sulle spalle: testa bassa, lavoro duro e lotta.
    Per come la penso io la testa si rialza il 20 maggio alle 23 e solo allora si tirano le somme.
    Naturalmente questo discorso non vale solo per i “comunque vada sarà un successo” ma anche per i “se non si vince lo scudetto sarà un fallimento” o altre perle…finché si è in lotta si lotta punto, le chiacchiere ed i bilanci alla fine please

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