Il gol di Koulibaly compie il miracolo di riunire i riformisti Franchi e Polito

La vittoria di Torino ricompone la frattura del 1921, come testimoniato dai due interventi in favore del Napoli. Turati e Gramsci si ritrovano nella lotta al familismo capitalista degli Agnelli.

Il gol di Koulibaly compie il miracolo di riunire i riformisti Franchi e Polito

Solenne riunione del Politburo dell’Urss, Unione delle repubbliche socialiste sarrite – Sala della Purezza e della Napoletanità (ex bagno e antibagno del Chiattone a Castel Volturno). Discorso del Comandante Sarri sull’unità di tutte le forze rivoluzionarie e il superamento della scissione di Livorno nel 1921.

Compagni, è ora di accantonare le divisioni all’interno del nostro movimento popolare e archiviare la dialettica dell’autocritica rivoluzionaria sviluppata in questa sede durante la recente crisi dei titolarissimi. Adesso è il momento di saldare con un patto d’acciaio l’unità proletaria e far esplodere definitivamente le contraddizioni del capitalismo strisciato, come dimostra lo scontro tra il capitano reazionario Buffon e l’insensibile Benatia.

La ricomposizione della scissione del 1921

Mancano pochi giorni al fatale incrocio nerazzurro e viola e già registriamo nel seno del Partito la ricomposizione della scissione di Livorno nel 1921 dai compagni riformisti. Non si possono che leggere in questa direzione gli autorevoli pronunciamenti sul Corriere del Mezzogiorno dei compagni Antonio Polito, interista e già maoista di Servire il Popolo, e Paolo Franchi, romanista e antagonista di Massimo D’Alema per la guida dei giovani comunisti.

Entrambi nella fase matura della loro coscienza socialista hanno poi fondato o diretto il quotidiano Il Riformista, nella cui redazione sono stati poi gettati i semi di un noto sito in passato rafaelita. Oggi però, sulle colonne di un altro quotidiano, Polito e Franchi hanno rinvigorito la necessità di un’unità delle forze anti-capitaliste. Il primo lo dice espressamente: “(Allegri, ndr) Ha sottovalutato un punto: la forza della internazionale anti-juventina. Perché sarà pure vero che gli azzurri hanno vinto a Torino per se stessi e per tenere in vita i loro sogni di gloria, ma hanno vinto anche per tutti noi. Koulibaly come Ronaldo”.

Anche il compagno riformista Franchi si è soffermato sul gesto rivoluzionario di Kalidou: “Il gol di Koulibaly l’ho festeggiato da solo, in salotto, meno di quanto avrei fatto per un gol alla Juve di Dzeko, si capisce, ma più ancora di quanto mi sia capitato di fare per il rigore di Ronaldo al Bernabeu”.

Turati e Gramsci riuniti contro il nemico capitalista

Il gol di Koulibaly non è solo la spinta propulsiva di un intero popolo ma ha generato un’energia in grado di riunificare le correnti litigiose della nostra storia più che centenaria. Turati e Gramsci si ritrovano nella lotta al familismo capitalista degli Agnelli. Ma allargando l’orizzonte all’intero orbe terracqueo il marxismo non ha più sfumature divisive: Stalin o Mao, Tito o Fidel Castro, Togliatti o Secchia, socialdemocrazia o bolscevismo.

I padri del pensiero socialista sono tutti con noi, anche se il compagno Franchi ci ricorda che alla fine dipenderà soprattutto dalla forza dei titolarissimi: “Non so se la Roma potrà e saprà aiutarli, ma un consiglio non richiesto al Napoli e ai suoi tifosi lo darei lo stesso: come diceva il presidente Mao, contate sulle vostre forze. Che sono tantissime”.

Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse Tung!

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  1. Il gol di Koulibaly ha dunque avuto il merito di restituire alla causa rivoluzionaria l’illustre compagno Zdanov, sedando la sua incipiente dissidenza, senz’altro dovuta alla scarsa capacità di sopportare le immancabili frustrazioni che ogni rivoluzione incontra sul suo cammino. La rivoluzione sarrista non dimentica, ma può perdonare. <3

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