Quando scappai di casa per guardare la semifinale di Coppa delle Coppe del Napoli

Napoli-Anderlecht, era il 1977. La prima volta al San Paolo contro il Bari, poi in Curva B ancora oggi, a 56 anni.

Quando scappai di casa per guardare la semifinale di Coppa delle Coppe del Napoli
Il Napoli 1976/77

Febbraio 1970

Da mesi la buonanima di mio zio, fratello di mamma, premeva per portarmi allo stadio. Mio padre era restio, non era mai stato ad una partita di calcio anche se sperava in un Napoli di napoletani. Era la squadra di Zoff, Monticolo, Pogliana, e quella domenica al S.Paolo arrivava il Bari. In quella stagione Canè militava nel Bari, l’attesa era spasmodica e non vedevo l’ora di entrare allo stadio. Mio zio, con calma serafica, continuava a pranzare e a dirmi di non avere fretta. Capii dopo perché, lui amava vedere le partite dal settore inferiore della Curva B.

Non ricordo tanto di quella partita tranne il risultato: 1-0 per il Napoli. Nel match successivo, ancora al San Paolo, era di scena il Torino. Ma mio padre fu inflessibile, in settimana avevo avuto la febbre e non mi permise di andare. Che pianti che mi feci! Il Napoli vinse 4-0, e io da quel momento decisi che sarebbe stata la mia squadra del cuore.

Nell’aprile del 1977 scappai di casa per andare vedere la semifinale di Coppa delle Coppe. Mi venne a prendere un mio cugino più grande, a mezzanotte a Piazza Italia. Mio padre mi aspettava per darmi una dura lezione. Sono abbonato dal campionato 1975/76, quello di di mister 2 miliardi Beppe Savoldi. Pagai l’abbonamento ridotti-ragazzi, 25mila lire, una cifra stratosferica per le mie tasche. Era comprensiva dell’abbonamento al mensile “Il Napoletano”. Negli anni successivi ho fatto parte dei gruppi ultrà, pur di non perdere un Napoli-Roma di Coppa Italia portai allo stadio mia moglie incinta di 8 mesi. Ancora oggi, a 56 anni, continuo ad andare in curva “B”, però nell’anello superiore, al contrario di mio zio. E continuerò ad andarci fino a quando verrà il mio momento.

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