Napoli, il sacrificio di Zielinski: da mezzala a jolly a tutto campo (che peccato, però)

L’idea di Sarri sull’evoluzione Piotr Zielinski è sempre stata quella di replicare il percorso condiviso Guardiola-De Bruyne: le contingenze, però, hanno modificato la sceneggiatura iniziale.

Napoli, il sacrificio di Zielinski: da mezzala a jolly a tutto campo (che peccato, però)
Zielinski (Photo Hermann)

Un’idea fissa

Lo confesso: vivo un infinito amore calcistico con Kevin De Bruyne. Con il suo gioco, con l’idea che sta dietro la sua carriera. Cerco di seguirlo il più possibile, la sua faccia è l’immagine di copertina del mio profilo Facebook, nella doppia sfida Napoli-Man City buttavo sempre un occhio al pallone e un occhio a lui, KDB, il mio calciatore preferito. Insomma, è una relazione seria. Almeno da parte mia. C’è una motivazione essenzialmente tattica dietro questa infatuazione: De Bruyne sta vivendo una trasformazione suggestiva, Guardiola vuole convertirlo, da uomo offensivo puro (ala, o ancora meglio trequartista esterno) in mezzala contemporanea, con compiti di costruzione del gioco, impostazione della manovra offensiva, inserimento in area. E pure di copertura nei momenti del bisogno, altroché. Il processo è iniziato lo scorso anno ed è esploso nella stagione in corso, anche perché il Manchester City è diventato una squadra fortissima. E De Bruyne è il simbolo di questo upgrade continuo. Nel frattempo, sogno che Piotr Zielinski, nella proporzione del suo valore assoluto, possa ripetere lo stesso percorso.

Ho usato il congiuntivo presente, non quello imperfetto. Ci credo ancora. Zielinski potrebbe ripetere la stessa identica trasformazione, e l’idea iniziale di Sarri era proprio questa. Piotr come vice-Hamsik, come rotazione rispetto ad Allan, per la costruzione di una batteria di centrocampo ad alta qualità con Jorginho ed Hamsik. È successo molto spesso, l’anno scorso. Al Bernabeu, addirittura, il Napoli si è presentato con Zielinski e Diawara (!) accanto al capitano. La rivoluzione inattesa, noi la definimmo col termine “Apocalisse“. Come dire: il mio sogno stava diventando realtà. Poi però sono successe delle cose, e Zielinski ha dovuto iniziare a sacrificarsi. Per il bene comune, per rincorrere l’obiettivo-scudetto insieme alla squadra.

Le alternative e la scelta

Le situazioni da analizzare sono due: la crescita di Allan e il mercato del Napoli. Dal primo punto di vista, la situazione è chiara. Come spiegato anche da Armando De Martino questa mattina, la stagione dell’interno brasiliano è semplicemente eccezionale. Allan è indispensabile per Sarri, e non è solo una questione di impatto fisico e/o difensivo: l’ex Udinese, per quanto riguarda le sole partite di campionato, ha segnato 3 gol e servito 3 assist decisivi. Più altre 18 occasioni create, in 23 partite totali. E ancora 20 intercetti, 37 tackle riusciti, il 64% dei duelli individuali vinti. Insomma, un mostro di continuità. Si legge nei numeri.

Togliere il posto a questo Allan, come successo spesso nella scorsa stagione, è un pensiero ardito. È un’idea sbagliata, per dirlo in maniera franca. Allora Zielinski è “scalato” indietro, è diventato un’alternativa pura, un calciatore non titolare da sfruttare in alcuni frangenti. Qui si innesta il discorso del mercato, influenzato dal ko di Milik, dall’approccio negativo di Ounas, dall’apporto inesistente di Giaccherini. Insomma, situazione semplice: quando c’è stata la necessità di inventarsi, letteralmente, un calciatore da schierare nello slot di offensivo, ecco Piotr Zielinski. Insigne infortunato? Ecco Piotr Zielinski. Che ha anche interpretato bene il ruolo, l’abbiamo scritto qui. Si è trasformato, all’improvviso, in un jolly da schierare dove occorre.

Per me, che coltivo e ho sempre coltivato il sogno di avvicinare (idealmente) Zielinski a De Bruyne, si è trattato di un colpo al cuore. Capisco le necessità, ma si tratta comunque di un colpo al cuore.

Specializzazione

La crescita di Zielinski è stata rallentata dalle contingenze di cui sopra. Dalla titolarità indiscutibile di Allan, soprattutto. La dimensione di mezzala contemporanea non può e non ha potuto appartenergli, da luglio 2017 a oggi, perché Allan ha sempre giocato meglio. Del resto, le esigenze della squadra vengono prima di tutto. È quello che deve aver pensato anche Sarri, è quello che forse sta pensando Sarri. Allora Zielinski è entrato in una dimensione nuova, meno romantica, meno riconoscente verso il suo talento. Che è percettibile, chiaro, forse ancora acerbo e da razionalizzare, questo sì. Che ora troverà sfogo in una dimensione diversa, dal punto di vista tattico e pure emotivo.

È un sacrificio necessario, quello che Zielinski sta accettando e dovrà accettare. Il Napoli di Europa League farà affidamento su di lui, probabilmente come esterno offensivo. Al posto di Insigne, come negli anni giovanili, prima che Sarri (tra Empoli e Napoli) ipotizzasse e concretizzasse per lui lo stesso percorso pensato da Guardiola per De Bruyne. Per chi ama un certo tipo di calcio, è un vero peccato. Zielinski avrebbe potuto specializzarsi in un ruolo che è anti-specializzato per genetica, quello di De Bruyne. Un set di compiti e concetti che esalta il talento, pur codificandolo nel sistema. Non che il ruolo di esterno non abbia significati tattici, ma non è rivoluzionario come la mezzala contemporanea. Piotr Zielinski poteva rappresentare e impersonare una cosa nuova, per il Napoli e per il calcio italiano. Ora, però, deve essere altro, evidentemente non è ancora il tempo giusto. Con buona pace di tutti noi visionari.

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  1. Un modo ci sarebbe per far giocare Zielo alla kdb: mettere Hamsik in regia. Con la forza di Allan e l’intelligenza tattica di Marek, si creerebbe quel margine per permettere a Zielo di giocare da mezzala del XIX secolo.

  2. Stefano Valanzuolo 7 febbraio 2018, 8:11

    Vorrei segnalare, a proposito di trasformazione di Zielinski, che il ragazzo ieri sera era persino al San Carlo, per la prima di My Fair Lady. Io l’ho incontrato a fine spettacolo, ma, secondo me, il primo atto l’ha visto Marek, poi dopo dieci minuti del secondo atto è arrivato lui..

  3. Francesco Sisto 6 febbraio 2018, 22:24

    Certo, 2 infortuni in 1 anni sono una bella botta per chiunque, pero il ragazzo ha l’età dalla sua, essendo ancora giovanissimo, tra laltro si è fatto male da solo, non in scontri di gioco.
    E ovvio che ci metterà un po a togliersi il timore di dosso, ma ce la fara, mi pare un ragazzo molto intelligebte e forte mentalmente, omtre che molto sfortunato.

  4. de bruyne 6-7 goal all anno media goal 78 mln pagati dal city per averlo… ma dai

  5. de bruyne uno se non il giocatore piu sopravvalutato degli ultimi 10 anni , zielinski s é fermato nella maturazione, non sará mai un campione, un giocatore buono quello si

  6. Diego della Vega 6 febbraio 2018, 20:22

    Speriamo. Io gli voglio bene ad Armadius.

  7. Ora io penso che milik debba scendere in campo senza remore.
    Biosgnerebbe capire se un crociato operato potrebbe ancora rompersi .

    • Francesco Sisto 6 febbraio 2018, 22:25

      Da quello che ho sentito, un crociato ricostruito è molto piu forte di uno naturale (poi dipende dalla conformazione fisica di ofni persona)

      • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27034129
        Diciamo che certo, ci sono variabilità interindividuali notevoli, ma già solo il fatto di essersene rotto uno, e dopo nemmeno un anno essersi rotto il controlaterale non gioca troppo a favore di Milik alla voce “dipende dalla conformazione fisica” 🙂
        Io mi auguro vivamente che possa tornare ai livelli di prima e che questi siano semplicemente episodi sfortunati senza séguiti importanti dal punto di vista psicofisico in toto. C’è da augurarsi che il recupero di Milik sia almeno lontanamente paragonabile a quello di Insigne: mentalmente Arek (anche vedendolo in campo quando è tornato) mi sembra saldo, speriamo non gli pesi troppo essersi rotto pure l’altro da un punto di vista psicologico. Poi dal punto di vista fisico… Speriamo sia in grado di tornare a pieno regime prima e di evitare recidive poi.

  8. Zielinski semplicemente non ha doti di centrocampista e non è paragonabile nemmeno ad hamsik che ha visione di gioco e senso della posizione. Da trequartista ti viene a dare aiuto anche dietro, ma se deve partire da dietro capita che si guardi la partita e l’avversario. Inutile insistere con esperimenti se non ci sono miglioramenti. Sarei curioso di vedere Machach come mezzala magari in coppa.

  9. sacrificio un benemerito. piotr è un jolly fantastico ed ha la giovinezza e la spregiudicatezza di poterlo-volerlo fare. è un adepto di miste sarri. può solo migliorare tanto ed io già ho paura di perderlo.
    lo stesso discorso lo si può fare anche per rog.

  10. michele o pazzo 6 febbraio 2018, 18:52

    Non vedo tutte le partite del city, ma mi sembra che la stessa trasformazione di de bruyne, l’abbia avuta anche il più maturo silva. Visto che si parla di gusti personali, io stravedo per lo spagnolo, migliore anche del pur ottimo belga. L’impressione che ho io è che il tutto è possibile solo nel sistema city, dato il predominio assoluto che impongono forti della sovrabbondanza esagerata di talento che hanno.
    Il buon piotr ne deve ancora fare di strada prima di essere solo paragonato a certi mostri.

  11. Be pe quanto riguarda kvd già lo stimavo 5/6 anni fa.
    Ora zilienski deve crescere ancora anche fisicamente.
    In questo momento meglio davanti……non ha ancora le phsique du Role per esprimersi come centrocampista.

    In coppa prevedo

    REINA. Maggio ALBIOL TONELLI GHOULAM ROG JORGINHO HAMSIK Zielinski CALLEJON/ milik OUNAS

    • mia previsione (sempre un bel giochino fare la prob. formazione 🙂 ):
      sepe

      maggio
      chiriches
      kuly
      mario rui

      rog
      marek
      rog

      piotr
      mertens
      insigne

      • I fratelli Marko e Mario Rog, gioielli in prospettiva, accanto alla chioccia Hamsik

  12. Diego della Vega 6 febbraio 2018, 17:28

    Zielinski ottimo dodicesimo giocatore di questa squadra. Detto questo, rispetto ad Hamsik ancora non c’è partita. Lo dico con rammarico perché secondo me il polacco è il più dotato tecnicamente dopo Insigne.

  13. 1) Nawalka, il C.T. della Polonia, dopo l’infurtunio di Milik ha spostato Piotr da mezzala d’attacco a seconda punta accanto a Lewandowski (per fare il KDB la Polonia ha Krychowiak, che a Sevilla era fantastico, nel PSG ha fallito, ed ora vivacchia nel WBA)
    2) Personalmente non vedo Zielinski giocare da KDB ( o ricordando i vecchi tempi, da Frank Rijkaard), non ha il passo da mulo da corsa che ha KDB (per es.), non ha il fiuto della posizione, non ha il fiuto del goal, non ha il tiro da fuori micidiale, non ha il fisico, il contrasto e la fase difensiva di KDB. Eppero’ ha moltissime altre qualita’ che effettivamente ne fanno un “tuttologo”, non saprei dire pero’ in che luogo del campo. Che Piotr sia ancora in costruzione e’ evidente, Saluti.

    • Diego della Vega 6 febbraio 2018, 17:30

      KDB è un giocatore mostruoso. Come lui al mondo in quel ruolo forse solo Tony Kroos. Non scherziamo.

    • Francesco Sisto 6 febbraio 2018, 22:28

      Beh, un bel tiro ce l’ha zielinski, e pure il fiuto del goal, arriva spesso alla conclusione, ed ha degli strappi a scattare che ti rimane lavversario sul posto come pochi giocatori al mondo, gioca a testa alta, ha tutte e 2 i piedi educati, e margini di miglioramento.

  14. Francesco Sisto 6 febbraio 2018, 16:22

    Zielinski ha talento e qualita` per giocare in piu` ruoli, e questo e` un bene per lui e per il Napoli.
    Potrebbe fare, secondo me, anche il 3/4ista, alle spalle delle 2 punte, o il centrale nel 4-2-3-1

  15. Luciana Calienno 6 febbraio 2018, 15:22

    Da mezz’ala rende di più Allan,da esterno si deve adattare,e dunque quali conclusioni? Anche io lo trovo dotato di numerosi e grandissimi mezzi tecnici ,in particolare di un cambio di passo raro in una mezz’ala.De Bruyne,oltre alle qualità (che fanno sognare i visionari), si fa il mazzo ogni partita, ha una concentrazione e una resistenza enormi;mi sembra che è questo che manca a Zielinsky.

    • giancarlo percuoco 6 febbraio 2018, 22:06

      è vero, spesso sembra spaesato. anche se c’è da dire che le ultime apparizioni, sebbur brevi, sono state molto incoraggianti.

  16. Io la vedo diversamente: quando Zielinski ha giocato al posto di Allan nel centrocampo a tre ha dato il peggio di sè, molto meglio come vice-Hamsik, bene anche in fascia. Per un giocatore che fa dello scatti sul breve e della capacità di controllo con anno i piedi, la mezz’ala con compiti di copertura è un ruolo un po’ sacrificato

  17. dino ricciardi 6 febbraio 2018, 13:24

    A me come vice Insigne non mi dispiace affatto.
    L’idea di spostare Mertens in fascia credo che sia remota,ho la sensazione che Milik, ma spero di sbagliare, non ci darà una grossa mano in questa seconda parte della stagione.

    • Francesco Sisto 6 febbraio 2018, 16:25

      Milik servira molto contro le squadre che mettono il bus davanti alla porta, perche molto forte di testa, e capace di portarsi un paio di difensori appresso, lasciando spaziio per i compagni.
      Tra l’altro, con Mertens si completa molto bene (Piccolo e Destro l’uno, Grosso e sinistro l’altro), in uno schema a 2 punte, creerebbe molti spazi per Mertens (e pure per insigne)

    • Diego della Vega 6 febbraio 2018, 17:31

      Milik già è un miracolo se continuerà a giocare a calcio dopo due infortuni ai crociati in un anno.

  18. Quindi per voi far crescere un giocatore in grado di occupare in modo intelligente più posizioni in campo (80% delle volte gioca nella posizione di mezzala ma sta lavorando anche sui movimenti da esterno offensivo) è un peccato, e portate pure l’esempio di guardiola (massimo esponente del tuttocampismo) a sostegno della tesi.
    Ma è il napolista o telecapri?

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