Quanto ha inciso l’assenza di Albiol: i tiri del Bologna, le distanze, i problemi di Chiriches

Senza il centrale spagnolo, il Napoli perde qualità nel rendimento difensivo, ma anche un collante tra i reparti. La prestazione non eccellente di Allan, poi, ha accentuato il disagio.

Quanto ha inciso l’assenza di Albiol: i tiri del Bologna, le distanze, i problemi di Chiriches

Imprescindibile

Nell’analisi tattica pubblicata questa mattina, Alfonso Fasano ha “spiegato” Napoli-Bologna attraverso numeri e immagini. Ad esempio le dieci conclusioni concesse a Bologna, alcune letture sbagliate della profondità, la difficoltà nel sorvegliare Palacio. In più, le parole di Maurizio Sarri sulle «distanze perse» durante il primo tempo. Il trait d’union tra tutti questi punti è l’assenza di Raul Albiol. Che non ha portato a un semplice abbassamento di qualità – della serie togli un giocatore forte, allora sei costretto a metterne un altro meno forte -, ma a una piccola rivoluzione concettuale della difesa.

Albiol, per il Napoli, è un regista difensivo in senso letterale, non solo calcistico. Ovvero, fa quello che fa un regista: coordina i movimenti della linea, gestisce fisicamente il posizionamento dei suoi compagni, funge da orientamento spaziale. È una guida, in una sola parola. Dopo, solo dopo, è responsabile dell’uscita del pallone secondo direttrici pulite, che permettono di tenere corta la squadra, vicini i reparti.

Ecco, torniamo un attimo sopra: confrontiamo i problemi di cui abbiamo detto (primo paragrafo) e l’incidenza di Albiol nel gioco del Napoli (secondo paragrafo). La corrispondenza è totale, assoluta, la mancanza di Albiol è stata determinante in una delle prime partite in cui il Napoli ha avuto dei (piccoli) sbandamenti arretrati.

Non solo Albiol

I numeri, del resto, non mentono. Nelle 7 partite giocate dal Napoli senza Albiol, sono stati subiti 8 gol. Ieri, i 10 tiri tentati dal Bologna sono una cifra molto superiore rispetto ai 7.6 concessi di media, dalla squadra di Sarri, in questo campionato. La presenza di Albiol garantisce sicurezza e alza il rendimento, ma ovviamente c’è anche altro da dire rispetto a Napoli-Bologna. Per esempio, la prima partita non brillantissima di Allan da molto tempo a questa parte. La mezzala brasiliana, dopo una prima parte di stagione travolgente, è probabilmente il calciatore che sta pagando maggiormente i carichi di lavoro effettuati durante la sosta – tra l’altro, “appoggiati” sulla stanchezza pregressa.

Non è un caso che molte delle ripartenze del Bologna si siano originate dal suo lato, Allan si è spesso fatto trovare fuori posizione, e questa sua prestazione non eccellente si legge nei numeri: il 48% delle azioni del Bologna è iniziato a sinistra, il brasiliano non ha brillato in fase difensiva (solo il 20% dei tackle riusciti, nessun intercetto e zero duelli aerei vinti) né in quella offensiva (la conclusione smozzicata nel primo tempo, nessun passaggio chiave).

Chiriches

L’ultimo tema riguarda la “sostituzione” di Albiol. Ovvero, Vlad Chiriches. Riprendiamo un concetto espresso stamattina nella nostra analisi tattica:

Chiriches ha giocato due partite negli ultimi due mesi, il ritorno del calendario intensivo lo aiuterà a recuperare smalto. Dal miglioramento delle sue prestazioni passa una buona fetta delle ambizioni a lungo termine del Napoli.

Al di là della partita “difficile” contro un calciatore molto mobile come Palacio, Chiriches è apparso nettamente in ritardo di condizione. Quindi un po’ farraginoso nelle letture difensive, così come nell’interpretazione dei movimenti della linea. Ovvero, ciò che rende imprescindibile Albiol. Come dire: con un’alternativa in debito fisico e quindi tecnico, la mancanza del centrale spagnolo si è avvertita ancora di più. Fino a scomparire nel momento in cui il Bologna, per via del risultato e del consumo energetico del primo tempo, ha finito la sua partita. A quel punto, Chiriches è venuto fuori non tanto con autorità, quanto con assoluta tranquillità.

Chiriches, nel primo tempo, non è stato proprio affidabilissimo

In realtà, questo discorso composito su Albiol e Chiriches nasconde un paio di buone notizie. La prima è che il Napoli è riuscito a vincere una gara pur avendo subito gol per prima – non succedeva da Napoli-Sampdoria 3-2,  e ancora prima da Genoa-Napoli 2-3 -, confermando che gli sbandamenti difensivi vengono poi corretti nel corso dei 90′. Quindi, l’assenza di Albiol può essere (ed è) effettivamente pesante, ma non per forza letale, può essere bypassata in un modo o nell’altro.

La seconda è che Chiriches… può solo migliorare, ritornando a giocare più spesso. Cosa che succederà inevitabilmente da qui a due settimane, con il ritorno dell’Europa League. Una volta ritrovata la condizione, il rumeno ritornerà ad essere un’alternativa affidabile ad Albiol e Koulibaly. È una missione importante, per Sarri: il Napoli deve essere pronto a sopperire ad un’emergenza senza perdere troppo in rendimento, soprattutto difensivo. La posta in gioco è bella alta, dopotutto.

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  1. aristoteles logatto 30 gennaio 2018, 7:17

    Molto più semplicemente quando c’è Chiriches in campo , gli attaccanti avversari lo marcano a uomo perché è semplicemente un’autentica pippa

  2. Vincenzo de Blasio 29 gennaio 2018, 19:30

    Anch’io penso che Chiriches ha palesato qualche difficoltà, dovuta soprattutto alla poco brillantezza. Giocare a singhiozzo e farsi trovare sempre al top è molto difficile. Poi la velocità di Palacio e il disagio di qualche altro compagno nella fase di contrasto, ha fatto il resto.

  3. Francesco Sisto 29 gennaio 2018, 18:26

    C’e` da dire anche che Palcio,, nonostante l’eta`, e` sempre stato un calciatore molto veloce e mobile, mentre Chirices (come Albiol, tra l’altro) non fa della velocita il suo forte.
    Inoltre, come si vede dalle immagini, la palla lanciata dal giocatore bolognese, dato l’effetto a rientrare, prende un rimbalzo verso il centro del campo, mentre credo che Chirices pensasse che sarebbe rimbalzata andando dritta, verso il fondo, quindi in un primo momento cerca di posizionarsi all’interno di Palcio, per spingerlo sull’esterno, quando si accorge che la palla invece va verso il centro, e` troppo tardi, perche Palacio gli e` oramai davanti.
    Comunque bisogna dare merito anche agli avversari, il lancio e` precisissimo, e Palacio e` gia posizionato col corpo per la parternza, mentre l’azzurro deve girarsi prima,

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