Questo Napoli campione d’inverno è molto diverso da quello di due anni fa

Dicono che questo titolo è inutile come il bel gioco degli azzurri, ma siamo lì nonostante la Champions, gli infortuni e i periodi no di alcuni calciatori

Questo Napoli campione d’inverno è molto diverso da quello di due anni fa

Il 2017

– Che sia stato un buon anno lo dicono semplicemente i numeri. Non è una esaltazione nerazzurra alla Bergomi o un pompaggio mediatico in stile pre Cardiff ad averci spedito su un fantomatico pianeta lontano in cui si celebrano le imprese di Sarri e dei suoi ragazzi. No. Non ci sono interpretazioni, né teorie da proporre: i fatti e il campo hanno attestato che il Napoli è stato il miglior team del 2017.

– Un percorso che è iniziato prima ma che in questo anno solare ha messo in luce le potenzialità e la continuità di una squadra che ha battuto record e infranto tabù senza sosta.

Essere campioni d’inverno però mi mette ansia. Il Napoli capolista stappa tabelle e statistiche come bollicine: chi è primo a dicembre nel 73,6713% dei casi è campione a maggio; negli ultimi 10 anni solo in un caso la prima alla 19esima non è coincisa con la prima alla 38esima;

– Chissà perché il Napoli fa parte sempre dei numeri in cui si esalta l’eccezione negativa.

– Campione d’inverno non vuol dir nulla: è solo un modo per accostare al nostro amato bene qual “Campione” che tanto ci piace. E ci manca.

– Ma è anche strumentalizzato dai detrattori per ricordarci che i titoli senza valore sono come il bel gioco senza vittorie. Un classico.

Anche se poi, non appena si accorgono di una triangolazione riuscita bene, da 40 anni, tirano in mezzo Vinicio o le magie di Spalletti che fino a oggi ha vinto 2 coppe Italia quando la Juve fu retrocessa. E titoli in Russia quando le avversarie più ostiche per lo Zenit avevano la stessa forza dell’attuale Pordenone o il Milan di Gattuso…

– Sempre in riferimento al “Campione d’inverno” si sprecano inoltre i paragoni con due anni fa che i preferirei, visto l’esito, rimuovere drasticamente.

– A mio avviso le differenze sono abissali: in primo luogo, ci agevolò una Juve che partì malissimo. Mentre quest’anno ha perso punti solo in 4 gare (come noi); mentalmente siamo di un’altra pasta: se non si giocava bene e a ritmi allucinanti, non si vinceva. Oggi, spesso, anche con l’1-0 e sotto tono come ieri si portano a casa i 3 punti; beccavamo sempre gol; avevamo un solo uomo (?!) con la squadra che come mosche gli girava intorno, mentre ora abbiamo una Squadra; e infine ora c’è il Var e ieri c’era Rizzoli.

Ma la differenza principale sta nel fatto che siamo primi nonostante la prosciuga Champions, nonostante un periodo di calo collettivo di forma, nonostante giochino sempre gli stessi, nonostante due infortuni gravissimi, nonostante la pubalgia di Insigne, l’astinenza di Mertens, che Hamsik abbia iniziato a giocare da 3 partite e che Reina si piazzi dietro la barriera sulle punizioni. Siamo primi nonostante Schick, nonostante la Juve abbia due squadre e che Messi giochi con loro, anche se ora è in panchina. Medesima sorte capitata al tornante Ronaldo lo scorso anno.

– Al di là dei titoli di cartone, il Napoli sta strameritando il primato e i numeri incredibili, specie fuori casa,  non lasciavano ipotizzare che Crotone potesse rappresentare un ostacolo da non oltrepassare. Anche se alla fine, per regolarlo, si è dovuto sudare più del dovuto.

– Allan è stato ancora una volta il migliore e Hamsik è andato a segno per la terza giornata consecutiva.

– Molto bella l’iniziativa della società che ha voluto celebrare il record di Marek realizzando una maglia con la toppa del suo volto ruggente.

– Il capitano si è definitivamente sbloccato scrollandosi di dosso questo benedetto primato.

– Non credevo che potesse essere un motivo d’impedimento alle sue prestazioni. Ma se così fosse, mi chiedo: se un gol di Diego ha avuto la capacità di bloccare un giocatore per 4 mesi, quali problemi potrebbe mai arrecare la maglia?

Forza Napoli Sempre e buon anno azzurro. Che sia come questo 2017. Nei numeri. Basterebbero quelli.

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