Hamsik, Callejon e la diversa percezione dell’errore

Napoli-Manchester City, la partita non guardata: il gol sbagliato da Calle, la palla persa di Hamsik. E lo streaming che si inceppa sul rigore di Jorginho.

Hamsik, Callejon e la diversa percezione dell’errore
Foto Ssc Napoli

Titoli e dettagli 

Come giudichiamo un errore di un calciatore? Siamo capaci di percepire l’errore per quello che è, ovvero ricondurlo al singolo episodio in cui si manifesta? Cosa siamo disposti a perdonare a un calciatore rispetto a un altro? Potrei continuare, ma non è necessario. Questa cosa della percezione dell’errore mi viene in mente ogni cinque minuti da ieri sera, ed esula dall’analisi della partita ma considera solo due momenti: il gol sbagliato da Callejón e il calcio d’angolo del Napoli da cui scaturisce il contropiede del Manchester City che porterà al terzo gol. Le opinioni dei tifosi sono pressoché unanimi e molto semplici da analizzare. Su Callejón compie un miracolo il portiere, Hamsik regala palla. Questi sono i titoli, vediamo i dettagli.

L’azione che porta al tiro Calle è splendida, la comincia Hamsik (guarda un po’ te), poi la prosegue Mertens che legge il taglio di Callejón e gli regala una palla fantastica. Lo spagnolo ha il tempo di controllare, guardare e prendere la mira, il portiere del City chiude lo specchio e devia in angolo (forse col volto), di sicuro compie un miracolo ed è anche un po’ fortunato ma Calle, fosse stato più lucido, l’avrebbe tenuta bassa incrociando sul secondo palo. Ce la prendiamo con lui per questo? Naturalmente no. Hamsik commette una leggerezza su quel calcio d’angolo? Non lo neghiamo, ma dobbiamo ricordarci che la squadra in quel momento non è messa bene, che Sané si fa settanta metri senza che nessuno riesca a stenderlo, che sul rimpallo il primo che arriva è Aguero. Ad Hamsik non si perdona l’errore perché lo si somma al momento che in molti sostengono come negativo, in realtà non è così.

Nelle ultime partite il gioco di Hamsik è salito di livello e, non prendiamoci in giro, senza di lui quelle cose che ci riescono sulla fascia sinistra non riuscirebbero. A Reina non perdoniamo una papera, a Mertens perdoneremmo un gol sbagliato a porta vuota. E così via.

La gestione mentale di un infortunio

Ghoulam fino a ieri sera era stato uno dei migliori calciatori in Europa tra settembre e ottobre, da oggi anche lui schiferà novembre, come tutti. I giocatori si fanno male, nel Napoli si infortunano in pochissimi ma purtroppo seriamente. Due volte Milik e ora Ghoulam. Che si fa? Quanti giocatori per ruolo dovremmo avere? Tre per ruolo, leggo qua e là, quindi una rosa di 33 calciatori, facciamo 35 perché non si sa mai. Chiaramente questo è impossibile, c’è Mario Rui, chiunque egli sia, giocherà bene o male, speriamo bene, ma decidiamolo dopo. Se conosco un po’ Sarri può darsi che abbia anche qualche altra cosa in mente. Intanto a Faouzi Ghoulam bisogna fare soltanto gli in bocca al lupo.

La Champions League

Per molti siamo già stati eliminati, per me no. Se devo patire il trauma da eliminazione lo patirò a eliminazione avvenuta. In Champions League capita di giocare partite di questo livello, partite incredibili, a mille chilometri all’ora, contro squadre pazzesche; ci si va per questi motivi, per disputare partite del genere o dobbiamo giocare sempre con il Cagliari? Ci si va consapevoli, non abbiamo scoperto che il Manchester City fosse forte ieri sera, abbiamo scoperto – però – che possiamo batterlo e per batterli dobbiamo giocare come sappiamo, ridurre gli errori ai minimi termini, ma gli errori si fanno e si pagano. Io sono molto contento del Napoli, molto; ho un minimo di amarezza perché se Calle segna forse la partita è finita.

Il rigore di venti minuti           

Sul rigore di Jorginho lo streaming si è bloccato a metà rincorsa, ed è rimasto lì. Jorginho parte ma non va da nessuna parte per venti minuti. Nel frattempo accadeva di tutto in campo, ma a me e al mio streaming non ce ne fregava, noi sorridevamo perché Jorginho aveva lo sguardo di chi avrebbe segnato. Jorginho a metà rincorsa fermo e la gente che finiva il proprio turno di lavoro e tornava a casa, negli ospedali nascevano bambini, tutti i file del caso Kennedy venivano diffusi liberamente in rete, Putin confessava ogni cosa, anche cose a caso, andava in onda Mad Men 25, con il vero Sterling (Roger), Kevin Spacey diventava papa. Fosse finita pure la partita insieme al mio streaming staremmo qui a parlare d’altro.

#IoStoConSarri, con Hamsik, con Calle, con Jorginho. Io sto dalla parte del pallone.

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