Il cantiere Milan, tra indecisioni sul modulo e alta qualità (potenziale)

La presentazione del Milan, atteso sabato al San Paolo: Bonucci è la rappresentazione di questa squadra, ancora indecisa sul suo futuro da grande.

Il cantiere Milan, tra indecisioni sul modulo e alta qualità (potenziale)

Gli scontri diretti

Quale Milan giocherà sabato sera al San Paolo? In realtà la domanda va oltre il match contro il Napoli, è valida anche per il resto della stagione. Nel senso: quello allestito da Montella e dalla ditta Fassone&Mirabelli è un cantiere ancora lontano dalla sua definizione, tecnica e quindi tattica. La squadra rossonera è ancora alla ricerca del miglior assetto, e ovviamente il modulo mutevole o comunque camaleontico (difesa a tre? A quattro? Una punta con due trequartisti? Due attaccanti veri?) sul terreno di gioco non è altro che il risultato di un’incertezza diffusa.

Il Milan è ancora un equivoco tra l’entusiasmo estivo per una campagna acquisti effettivamente importante e lo scontro con la realtà delle cose. Che ci spiega come il solo calciomercato non basti a costruire una squadra, specie se questa squadra non ha radici forti, e profonde. Lo capisci da un dato, su tutti: in classifica, prima dei rossoneri, ci sono Napoli, Juventus, Inter, Lazio, Sampdoria e Roma. Contro queste sei squadre, cinque sconfitte per Montella. Il sesto e ultimo scontro diretto è proprio il prossimo.

Gioco

L’unica certezza sul gioco del Milan riguarda la configurazione necessaria per questa squadra. Ovvero: l’idea alla base di costruzione del tutto è stata quella del calcio proattivo, del possesso palla, dell’autodeterminazione del risultato. Il Milan deve giocare, è solo che forse non ha ancora capito quali sono i migliori meccanismi per esprimere le sue qualità. La situazione complicata di Leonardo Bonucci, in questo senso, non ha aiutato. Il difensore arrivato in estate dalla Juventus è stato l’acquisto più pesante, dal punto di vista economico, narrativo e pure tecnico. L’idea di schierare il Milan con una difesa a tre “di costruzione” nasceva dalla necessità di esaltare le sue qualità. Invece, il rendimento non è stato all’altezza delle aspettative.

Bonucci, praticamente, è la rappresentazione del Milan. È la sua proiezione. Tanto entusiasmo (forse anche troppo), risultati lontani dalle attese. Ma anche possibilità di risalita, perché le doti ci sono. Nel Milan, “le doti” corrispondono a un organico completo, magari non al livello di quello di Juventus, Roma o dello stesso Napoli. Per chiarire questo concetto, c’è una domanda da porsi: Donnarumma, Bonucci e (forse) Biglia a parte, quale calciatore del Milan giocherebbe da titolare in tutte e tre le squadre sul podio dell’ultima stagione? Sì, lo sappiamo: Rodriguez farebbe molto comodo, oggi, al Napoli. Ma solo in contumacia Ghoulam.

Tornando all’analisi del Milan: la squadra di Montella pratica un calcio ragionato (terza per possesso palla medio dopo Napoli e Juventus), conclude molto verso la porta avversaria (16,6 tiri per match, solo Napoli e Roma fanno meglio) e concede poche conclusioni agli avversari (9,4, terza quota dopo Napoli e Juventus). Insomma, la qualità potenziale c’è eccome. È solo che sembra ancora mancare qualcosa nella lettura dei momenti importanti, quelli che fanno la differenza. Basti pensare agli scontri diretti: a parte la pessima partita in assoluto di Roma (contro la Lazio), le sconfitte contro Juventus, Inter e Roma sono arrivate dopo partite equilibrate, talvolta anche decisamente sfortunate, comunque condizionate da errori (derby) o prodezze (Higuain) individuali.

Il Milan, in realtà, ha una qualità di gioco abbastanza importante

Calciatori

L’ultima partita, vittoria per 2-0 a Sassuolo, è arrivata con qualche inserimento nuovo rispetto alla “formazione tipo” ipotizzata a inizio anno. A parte Calabria per l’infortunato Conti, è ricomparso sui radar Riccardo Montolivo. Certo, anche in questo caso ha inciso il momento non facile (fisico e di rendimento) di Biglia, che dovrebbe esserci al San Paolo. In attacco, tridente “finto” con Çalhanoğlu e Suso alle spalle di Kalinic. In questo momento, sembra la soluzione migliore per Montella. Anche in occasione del precedente successo in casa del Chievo, l’assetto con il croato unica punta ha dato buoni frutti.

Difficile ipotizzare grossi cambiamenti per sabato. Da valutare come detto le condizioni di Biglia, probabile il ritorno dell’altro infortunato Bonaventura al posto di Çalhanoğlu, alle spalle di Kalinic. Per il Napoli, sarà fondamentale il duello tra Mario Rui e Borini: l’esterno del Milan, ormai adattato come uomo a tutta fascia dopo una carriera da attaccante (!), rappresenta un punto fondamentale nella gestione rossonera della doppia fase. Il terzino portoghese, nel triangolo con Hamsik e Insigne, potrebbe essere determinante proprio laddove la squadra di Sarri costruisce maggiormente il suo gioco. Considerando che il terzo difensore, da quella parte, dovrebbe essere Zapata (che ha pian piano superato Musacchio nelle gerarchie), aumentano le possibilità che in quella zona si deciderà la partita.

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